Gli strani casi delle strutture sportive date in concessione ai privati

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CENTRI IPPICI IN SALDO Un centro ippico con tanto di club house nel bel mezzo di Villa Ada? Viene via a poco di più di €3.000 di affitto l’anno; sì, avete letto bene e non c’è alcun errore di battitura: per una struttura simile, di proprietà comunale, il concessionario paga qualche centinaio di euro al mese.

Qualche euro in meno l’anno viene invece quello a Villa Glori, mentre se il centro ippico lo preferiste ancora più centrale, ci sarebbe quello del Galoppatoio di Villa Borghese, sempre di proprietà comunale, che paga circa €2.800 l’anno.

Questi sono solo alcuni esempi presi dalla lista di strutture sportive di proprietà comunale che meritoriamente il Movimento 5 Stelle ha pubblicato e consegnato alla Commissione Revisione della Spesa di Roma Capitale a cura del consigliere Daniele Frongia. Va comunque dato atto a Carteinregola di essersi fatta prima promotrice di questa iniziativa di trasparenza fin dal dicembre 2014.

CANONI BASSI Dall’elenco si evince che molte concessioni sono scadute, che alcune durate sono anomalmente lunghe (ben oltre i 30 anni massimi per legge) ma soprattutto che i canoni di concessione sono apparentemente bassi, molto bassi, in molti casi ridicoli, come i 51 euro l’anno per diversi stadi di atletica, come quello delle Terme di Caracalla.

Chiaramente la quantificazione del canone deve tener conto del fatto che queste strutture dovrebbero fornire un’offerta sportiva che spesso non risulta profittevole a condizioni di mercato. Ma risulta difficile, ad esempio, pensare che una struttura come il Circolo Montecitorio, dotata di piscina, palestre, campi da tennis ed ambienti vari, abbia necessità di un canone agevolato di circa €2.700 mensili; soprattutto considerando che tale circolo non è propriamente aperto al pubblico, essendo l’iscrizione riservata essenzialmente al personale della Camera, ai parlamentari e solo a condizioni molto stringenti ad eventuali esterni.

Discorso simile si potrebbe fare per un famoso e blasonato circolo canottieri, che beneficia di un canone annuo di circa €39.000. Peraltro quest’ultimo ha ottenuto la concessione per la bellezza di 42 anni (“anni 6 + 36” recita il contratto!?!), facendo pensare ad un buon affare per loro, peraltro legittimo, ma forse meno buono per la proprietà pubblica.

Piscine Aquaniene

Le piscine del Circolo Aniene (Aquaniene) in via della Moschea

 

POSSIBILE SERVIZIO PUBBLICO Va anche detto che queste strutture devono essere manutenute e normalmente i costi sono a carico del concessionario. Inoltre molti contratti di concessione prevedono l’utilizzo gratuito delle strutture da parte del Comune per alcuni giorni l’anno, la possibilità che esse vengano utilizzate dalle scuole locali per le attività sportive e dai Municipi per i campi estivi. Sarebbe interessante conoscere se queste previsioni vengano effettivamente realizzate, perché in tal caso alcuni canoni apparentemente ridicoli verrebbero meglio giustificati.

Quello che sicuramente non va bene è l’opacità con cui queste concessioni sono state finora gestite: mai un bando pubblico per le assegnazioni ma tutti affidamenti diretti, con curiose concentrazioni in prossimità delle elezioni.

A questo punto non c’è che da sperare che anche in questo campo, dopo quanto venuto fuori rispetto all’utilizzo del patrimonio immobiliare del Comune, se ne approfitti per fare pulizia, agevolando chi effettivamente fornisce anche un servizio pubblico e facendo pagare il giusto a chi preferisce gestioni più esclusive. In quest’ultimo caso anzi sarebbe forse il caso di valutare l’alienazione delle proprietà, come già fatto in passato per altri prestigiosi circoli, utilizzando i proventi per una vera promozione dello sport a Roma.

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