Gent. Presidente Coia …

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L’On. Andrea Coia, consigliere 5S in Assemblea Capitolina e Presidente della Commissione Commercio, nella giornata di ieri ci ha indirizzato un tweet non proprio gentilissimo. Tale tweet era in risposta ad uno nostro in cui rilanciavamo il pezzo dove spieghiamo la spaccatura che noi vediamo tra l’operato dell’Assessore Meloni e quello del Presidente Coia. Ecco i due tweet:

 

tweetcoia

 

La concisione richiesta da twitter ci ha obbligato alla seguente breve replica:

 

tweetacoia

 

Ma noi non vogliamo perdere questa occasione per chiarire al Presidente Coia che davvero odio e menzogna non fanno parte del nostro repertorio e basterebbe dare una scorsa ai nostri pezzi per rendersene conto. Per questo abbiamo pensato di indirizzargli la seguente lettera aperta.

 

Spett. Presidente Coia,

Non l’abbiamo proprio gradito il suo tweet con cui etichetta come “balle” le nostre riflessioni e ci accusa di praticare una politica di odio e menzogna. E badi che non ci spaventa la polemica anche aspra, avendola affrontata sin dai tempi in cui fronteggiavamo anche fisicamente l’invasione dei cartelloni a Roma; ma siccome non ci piace essere confusi con chi pratica l’odio e la menzogna, proviamo a spiegarle perché lei si sbaglia.

Anzitutto le rispediamo indietro l’accusa di menzogna. Nel nostro pezzo infatti noi parliamo di nuova spaccatura tra lei e l’Assessore Meloni partendo da quanto accaduto sulla festa della Befana di piazza Navona. Forse l’aver vissuto la vicenda da protagonista può averle fatto perdere la prospettiva complessiva, ma guardi che per settimane lei ha fatto lavorare la sua commissione su un’ipotesi di nuovo bando per l’edizione di quest’anno della festa mentre nel contempo l’Assessore continuava ad affermare che con l’attuale legislazione nessun nuovo bando era possibile. Più divaricate di così le due posizioni non potevano essere; e la cosa è apparsa ancora più evidente quando la sua mozione in Assemblea Capitolina è stata stravolta all’ultimo minuto, con grande sorpresa anche dell’opposizione che non si capacitava di un’inversione a 180 gradi della sua richiesta.

A quella prima differenza di vedute (che per brevità noi chiameremmo “spaccatura”) si è aggiunta quella che a nostro avviso è emersa dalla seduta della sua commissione sulla riforma degli impianti pubblicitari. In quella sede infatti lei ha posto la questione del perché il servizio di bike sharing debba essere affidato ai privati e non gestito direttamente dal pubblico (per inciso le segnaliamo che in tutto il mondo un tale servizio viene affidato in concessione alla stessa ditta che gestisce gli impianti pubblicitari dedicati, e mettere in discussione questa modalità, in assenza di una proposta alternativa fondata su elementi e studi a prova di bomba, non le fa fare una bella figura). Stante che mettere in dubbio la gestione del bike sharing e degli impianti ad esso riservati significa rimettere in discussione tutto l’impianto della riforma dei cartelloni, e preso atto che invece l’Assessore Meloni ha chiaramente fatto capire l’intenzione dell’amministrazione di andare avanti a spron battuto nell’attuazione di tale riforma, a noi è parso cogliere ua nuova “differenza di vedute” tra lei e l’Assessore. Da qui la conclusione su una “nuova spaccatura”. Se ci vuole chiarire dove lei vede menzogne le saremmo grati.

 

Riguardo invece ad una nostra presunta politica dell’odio, temiamo davvero che ci abbia confuso con qualcun altro. E per rendersene conto le basterà dare un’occhiata al nostro blog, sia a quanto scriviamo in quest’ultimo periodo, dopo l’insediamento della giunta Raggi, sia leggendo quello che scrivevamo durante l’amministrazione Marino. Mai siamo scesi a livello di odio nei confronti di nessuno: foss’anche col nostro peggior nemico, abbiamo sempre cercato di mantenere la discussione su toni civili, alla ricerca di soluzioni condivise che potessero far fare dei passi avanti alla nostra disgraziata città. Peraltro un tale stile è dai tempi di Bastacartelloni che lo portiamo avanti, per cui accusarci di praticare l’odio è quanto di più lontano dalla realtà si possa pensare.

A ulteriore dimostrazione che il sentimento dell’odio proprio non ci appartiene, prendiamo spunto dal suo inopportuno tweet, Presidente Coia, per invitarla a riflettere sulle posizioni che da tempo lei sta prendendo e che confliggono clamorosamente con quelle che con grande soddisfazione leggevamo essere le posizioni del Coia consigliere municipale non più tardi del febbraio di quest’anno. Ed a dare maggiore enfasi alla battaglia contro il degrado da bancarelle, essa approdò anche sul blog del MoVimento con un’esplicativa immagine:

 

banchituscolana

 

Che fine ha fatto quel consigliere municipale? Cosa devono pensare le persone che per quelle sue battaglie l’hanno votato e che ora lo vedono paladino del commercio ambulante al limite della sudditanza, migliore interlocutore, per non dire alleato, proprio di quel Davide Bordoni a cui la città deve gran parte del degrado che viviamo ogni giorno?

Noi, e tanti cittadini, stiamo ancora alle dichiarazioni rese da Luca Odevaine un anno fa circa: “Di 500 licenze rilasciate, 430 erano tutte intestate a membri della famiglia Tredicine-Falasca che, fino all’avvento di Giordano Tredicine al consiglio comunale, finanziava tutta la politica romana […] Durante il periodo di Veltroni avevo individuato seri problemi nell’assegnazione delle concessioni. Si trattava di licenze che erano state rilasciate con il carattere della temporaneità e in relazione ad ambiti molto ristretti.

Com’è possibile allora che lei decida di dedicare sedute e sedute della sua commissione per cercare di ridare a certe persone i banchi della festa della Befana a cui non avevano più diritto?

Come mai invece non decide di farne almeno una di seduta della sua commissione sulle tante licenze a cui accenna Odevaine nelle sue dichiarazioni e che miracolosamente sono ancora vive e vegete con i banchi a macinare migliaia di euro ed a causare degrado? Non crede ad esempio che il caldarostaro più famoso di Roma la meriterebbe una seduta di commissione tutta per lui? In fondo sono 20 anni (VENT’ANNI!?!) che resiste all’angolo di piazza di Spagna in virtù di una sospensiva del TAR di cui tutti gli uffici del Comune e del Municipio si sono sempre “dimenticati”.

 

In conclusione, Presidente Coia, la invitiamo a moderare i toni, che non si è più in campagna elettorale, e ad accettare un sano contraddittorio di cui anche la sua carica non può che beneficiare. Inoltre lasci stare un po’ il commercio ambulante, che a quello ci pensa l’Assessore Meloni a tutelarlo, applicando la direttiva Bolkestein con misura e buon senso, garantendo quindi che il criterio di anzianità proteggerà le prerogative degli attuali titolari di licenze singole (gli oligopolisti che invece usavano fare collezione di licenze ambulanti dovranno giustamente preoccuparsi, come abbiamo già spiegato).

Cominci invece, Presidente, ad occuparsi del commercio tradizionale, quello fatto dai negozi di qualità o di vicinato, dagli artigiani, tutti vittime di una pressione esagerata, soprattutto in centro storico, ed ormai ridotti al lumicino. Costoro subiscono la concorrenza sleale di un ambulantato ipertrofico e di altri tipi di attività che sfruttano legislazioni di favore per aggirare tasse e controlli (come ad esempio i minimarket che continuano a spuntare ad ogni angolo). Questo è il settore che andrebbe tutelato ed incentivato, per tornare a puntare al commercio di qualità che una città come Roma meriterebbe.

Concludiamo augurandole buon lavoro, Presidente Coia, ma che sia un lavoro in linea con le aspettative di coloro che hanno dato fiducia al MoVimento di cui lei fa parte e non invece nel segno di quelli che alle scorse elezioni sono stati sonoramente sconfitti dalle urne.

Saluti,

La Redazione di diariomano.it

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4 Commenti

  1. stefano

    “Voi odio, noi amore” siamo proprio tornati ai tempi del berlusca

  2. Emanuele

    Bella lettera, ma purtroppo non risponderà mai nel merito. Sanno fare solo dichiarazioni aggressive e prive di contenuti, il livello del personaggio è questo purtroppo.

  3. mr fixit

    Voglio precisare un paio di cose. Primo non appartengo a quella famiglia. Secondo Odevain e’ stato il nostro più grande nemico sotto le amministrazioni di centro sinistra. Francamente questa é una bella medaglia al valore….poi se qualcuno ci andava a pranzo o magari lo considera una sorta di collaboratore di giustizia sono fatti suoi. Io continuo a vantarmi che durante le sue attività ci osteggiava in tutti i modi.

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