Garibaldi fu ferito! Le indegne condizioni della statua e del giardino al Gianicolo

Intorno al monumento dedicato all'eroe dei due mondi, immondizia e una transenna abbandonata dal 2018. Nessun intervento di Ama o del Municipio

Ci sono statue e statue. Per alcune è doveroso indignarsi, per altre, lasciate nell’assoluto degrado possono passare anni ma nulla cambia davvero. È il caso della statua di Giuseppe Garibaldi a Roma, posta su uno dei punti più attrattivi della città, il Belvedere del Gianicolo, danneggiata da un fulmine il 7 settembre 2018.

Sull’onda dei movimenti antirazzisti e anticolonialisti, nel mondo si stanno abbattendo e vandalizzando statue di politici, scrittori, esploratori. Il movimento, se così lo si vuole chiamare, ha colpito anche l’Italia. A Milano ha fatto scalpore il gesto vandalico contro la statua di Indro Montanelli, colpevole di aver comprato, per 350 lire, una bambina sposa eritrea, nell’Africa fascista, dove era di istanza.

Il gesto contro la statua è stato condannato da più parti, dalla stampa sia estera che italiana. Eppure, nonostante su questa vicenda ci si indigni e ci si schieri o no con la scelta morale o immorale di Montanelli, a Roma da ben due anni la statua di Giuseppe Garibaldi è abbandonata alla totale incuria, dalla notte in cui un fulmine colpì il basamento di marmo danneggiando la struttura. L’area fu messa al riparo da turisti e cittadini, con delle transenne e dei cartelli che avvisavano l’intervento delle autorità nel riparare quanto prima il monumento.

Foto di Giacomo Gabrielli/Ag.Toiati, da “Il Messaggero”

Ad oggi il Belvedere del Gianicolo è una vera discarica, vi è immondizia dappertutto, in ogni angolo della piazzetta ci sono mucchi di vetri rotti, cassonetti vecchi riversati a terra, che sversano il percolato, rifiuti ingombranti lasciati da qualcuno, gli addetti alle pulizie non passano, non puliscono e non sanificano l’area. Il parco è invaso dalle zanzare, i cittadini denunciano che vi sono anche quelle tigre che non si staccano dalla pelle e forano i pantaloni. Poi vi sono i senza tetto, che hanno messo su dei giacigli di emergenza, alcuni hanno anche il cane che puntualmente si fa il bagno nella fontana dove un tempo ci si rinfrescava in attesa che al tramonto soffiasse il ponentino.

Foto di Giacomo Gabrielli/Ag.Toiati, da “Il Messaggero”

Intanto le transenne attorno a Garibaldi si sono rotte, e le lastre di marmo divelte dal fulmine sono ancora lì in bella mostra. Per fortuna che Roma è priva di turisti, altrimenti i social sarebbero stati invasi dalle foto di questa discarica. Che fine ha fatto l’amministrazione? Gli addetti Ama perché non intervengono nella raccolta dei rifiuti?

Cosa avrà mai potuto fare il Padre della Patria per meritare questo trattamento? Perché se nel mondo le statue vengono vandalizzate da uno pseudo movimento, a Roma i monumenti posti nei luoghi più attrattivi della città vengono abbandonati dalla stessa amministrazione, dal Ministero dei Beni Culturali e dalla sovraintendenza? Questa è una constatazione molto triste, perché le sculture di personaggi realmente esistiti, che siano politici o artisti, hanno lo scopo di tramandare le loro gesta, di conservare una memoria storico-simbolica da trasmettere alla collettività. Che memoria si vuole tramandare del condottiero che ha unificato l’Italia? Se dall’alto non vi è nessuna cura, come interpreteranno le nuove generazioni la portata delle sue azioni in una città come Roma?

Foto di Giacomo Gabrielli/Ag.Toiati, da “Il Messaggero”

La statua di Garibaldi sul Gianicolo aveva proprio questo scopo, il condottiero che guarda la città dal punto più alto, e la scritta posta sul basamento “Roma o morte”, doveva e dovrebbe ricordare a tutti che non vi è un’Italia senza Roma, che non vi può essere unità senza Roma come Capitale.

Lo sapeva lo stesso Garibaldi che, il 20 settembre 1870, prese a cannonate la città aprendo la nota “Breccia di Porta Pia”, lanciando i Bersaglieri alla conquista dello Stato Pontificio.

Eppure, mentre da una parte alcuni cittadini inviano segnalazioni e presentano esposti al Ministero, dall’altra la maggioranza è restata in silenzio, per ben due anni, risvegliandosi solo al grido di Black Lives Matter, dicendosi allibita di fronte agli scempi contro Churchill, Edward Colston, Williams Carter Wickham, Leopoldo II. Ma come si dice l’erba del vicino è sempre più verde.

Allora, a volerci scherzare su, un motivo deve pur esserci, e forse se i cittadini non si indignano è perché non hanno perdonato quei colpi di cannone, che i militari ricordano, da oltre un secolo, tutti i giorni alle 12 in punto, perché forse sognavano un’altra città, un’altra Capitale. Quindi, parafrasando il Marchese del Grillo, vogliamo ricordare a Garibaldi: “Potemo esse ancora un po’ incazzati?”.

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Una risposta

  1. Mi rivolgo a chi dice che Roma è maltrattata fa trent’anni: vivo a Roma da più di vent’anni e il Gianicolo era una tappa fissa dove portare amici in visita e non c’è mai stato il degrado degli ultimi anni.

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