Davvero una brutta storia quella del murales della stazione Lido Nord di Ostia.

Per conoscerla consigliamo il post di CarteInRegola o quello più dettagliato pubblicato su Artribune.

 

In estrema sintesi, un’associazione romana (a.DNA) decide di partecipare al progetto “Giovani cittadini Solidali del Municipio X di Roma per la Legalità”, finanziato dal MIUR, proponendo la realizzazione di un murale presso la stazione Lido Nord di Ostia dove raffigurare i volti di “una Ostia che resiste“, persone più o meno conosciute, viventi e non, che in qualche modo si sono spese per la cultura e la legalità a Ostia.

Le persone da rappresentare nel murale vengono individuate tramite un percorso che vede coinvolte le scuole di Ostia e comprende alcuni incontri pubblici dove chiunque può fornire contributi. Tra i volti selezionati figura la giornalista de la Repubblica Federica Angeli, icona indiscussa della lotta alle mafie di Ostia, sotto scorta da anni e il cui ruolo è stato riconosciuto anche dal Sindaco Raggi, che certamente non può essere sospettata di simpatie né per la Angeli né tantomeno per la Repubblica.

 

 

 

L’inclusione della Angeli nel murale non è andata giù in primis alla sezione locale di Casapound che se n’è lamentata in maniera tanto efficace da convincere lo stesso Municipio X, a guida M5S, a pretendere dagli organizzatori la rimozione di alcuni volti incluso quello della giornalista.

 

La conclusione della storia è la parte peggiore di tutto, perché suggellata col seguente tweet di Luca Marsella, esponente di spicco di Casapound Ostia:

 

 

 

Fare “cucù” ad una persona che da anni vive sotto scorta e con lei la sua famiglia per non aver voluto tacere le storie di mafia di Ostia, così come confermate da numerose sentenze della magistratura, dimostra ignoranza del concetto di onore, un’anomalia in chi si professa di “destra” (benché la “destra” italiana sia in sé un’anomalia da molto tempo).

Come infatti non si può riconoscere anzitutto rispetto a chi ha messo la sua vita e quella dei propri cari a disposizione della collettività per far valere il principio di legalità (altra parola che dovrebbe essere venerata da chi si professa di “destra”)?

Cosa può spingere una persona che dovrebbe avere una certa considerazione di sé (altrimenti non si sarebbe candidato alla posizione di presidente del Municipio X) a mostrarsi come un fruttivendolo fuori luogo (categoria rispettabilissima) per prendere in giro qualcuno che per dovere civico in ogni momento si ritrova insieme alla propria famiglia a rischio di vita?

Chiaramente costui non ha vinto un bel niente, come può capire anch’egli se si sofferma a pensarci, perché persone come Federica Angeli continueranno ad essere riconosciute come dei veri e propri eroi (altro termine che una vera “destra” dovrebbe capire e rispettare) dalla stragrande maggioranza delle persone.

Sarebbe interessante sapere se una persona popolare ad Ostia, in un modo o nell’altro, come Luca Marsella sia mai stato citato come possibile volto da raffigurare sul murale. Tenderemmo ad escluderlo visti i rapporti che lui e il suo movimento hanno con la legalità (ricordiamo infatti che Casapound continua ad avere una sede a Roma in un palazzo del demanio occupato abusivamente).

 

Davvero brutta questa storia di miseria umana, dove qualcuno affossa un’iniziativa meritoria senza che qualcuno ne tragga vantaggio (ego personale a parte) mentre tutti ci perdono, in particolare tutti i ragazzi di Ostia che in qualche modo avevano partecipato e contribuito all’iniziativa.

Quelli di a.DNA hanno disconosciuto l’opera mentre il M5S, che guida il Municipio X, ha fatto l’ennesima brutta figura, assecondando un’iniziativa campata in aria al chiaro scopo di eliminare un personaggio che anche loro vivono con estremo disagio.

 

Noi onoriamo persone come Federica Angeli e porteremmo volentieri rispetto a chiunque avversasse le sue tesi o eventuali idee politiche con fatti e ragionamenti, mostrando semmai modi alternativi di combattere le mafie di Ostia. In questa storia l’esponente di Casapound dimostra invece di non meritarne di rispetto da parte nostra, ma siamo sicuri che potrà farne tranquillamente a meno.

 

Ovviamente le nostre pagine sono a disposizione dei protagonisti di questa storia per eventuali diverse letture di come sono andate le cose.

 

P.s.: il tweet di Marsella contiene giudizi personali, senz’altro legittimi ancorché criticabili, ma un sicuro errore; il murale in questione è costato 3.000 euro e non i 50.000 menzionati nel tweet che invece rappresentano l’intero finanziamento del progetto del MIUR.

 

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Una risposta

  1. Il M5S dimostra ancora una volta di non avere quel “coraggio” tanto sbandierato in campagna elettorale, piegarsi alle richieste di un Marsella qualunque è proprio da fifoni.

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