Entro ottobre mille nuovi parcometri multifunzione

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Sono positive le prime reazioni degli automobilisti ai nuovi parcometri Pay&Go installati da Atac in diversi quartieri di Roma. Entro ottobre, l’azienda conta di sostituirne 1.000 dei 2.500 esistenti in modo da semplificare la sosta sulle strisce blu grazie al pagamento con  carte di credito e l’immissione del numero di targa. Nelle zone dove sono già attivi – Clodio-Mazzini, Termini, Colli Albani e Quattro Venti – i nuovi parcometri permettono di pagare i minuti di parcheggio con la tecnologia contactless, avvicinando bancomat o carta di credito di ultima generazione al lettore. Dunque niente monetine e soprattutto niente più ticket da esporre sul parabrezza. Poiché il Pay&GO chiede il numero di targa, gli addetti del Comune possono verificare il corretto pagamento con il palmare, evitando all’automobilista di tornare al veicolo per lasciare il biglietto . Inoltre si può prolungare il tempo di sosta utilizzando qualsiasi Pay&Go immettendo il numero di targa. Il sistema permette di acquistare anche l’abbonamento mensile da 70 euro.

Nei prossimi mesi il parcometro diventerà un vero sportello automatico: consentirà di saldare le multe per il trasporto pubblico, ricaricare le card Atac mensili e acquistare biglietti di bus, tram e metro. I punti vendita e ricarica saliranno dagli attuali 1.200 a 2.200 entro la fine dell’anno.

 

La novità semplifica la vita di automobilisti e utilizzatori dei mezzi pubblici, ma serve anche ad Atac per raggiungere gli obiettivi di incasso richiesti dal concordato preventivo. L’azienda ha registrato un costante calo delle vendite  (-17% i biglietti venduti tra il 2009 e il 2016 e -43% gli abbonamenti), con una leggera ripresa nei primi mesi del 2018. L’investimento necessario all’acquisto dei 967 nuovi parcometri, prodotti da Parkeon, è stato di 808 mila euro che Atac conta di recuperare grazie alla maggiore capillarità dei punti vendita e ricarica.

I Pay&Go riducono anche il rischio furti e truffe. Fino al 2016, da un numero imprecisato di colonnine erano state sottratte le sim che informavano il Campidoglio dell’incasso in tempo reale. La società incaricata della manutenzione – la Security Park che faceva capo ad un ex socio di Massimo Carminati, boss di “Mafia Capitale” – non aveva sostituito le sim mancanti. L’incasso di ogni parcometro poteva essere sottratto senza rischiare controlli. La Corte dei Conti, che ha aperto un’inchiesta, stima in 15 milioni di euro il danno per le casse capitoline.

 

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