Ennesimo “sequestro di persona” perpetrato da ATAC ai danni di una persona disabile

Nuova disavventura per Dario Dongo, rimasto bloccato 40 minuti su un montascale della metropolitana di Roma. Vergogna ATAC, vergogna sindaco e assessori, vergogna Procura che archivia le denunce per interruzione di servizio

Nuova disavventura per Dario Dongo, l’avvocato presidente dell’associazione Egalité, che lo scorso 18 maggio con la sua sedia a rotelle è rimasto bloccato per circa 40 minuti sul montascale della fermata Circo Massimo della metro B.

 

(cliccare sull’immagine per visualizzare il video)

 

L’ATAC ha dichiarato che il montascale ha avuto un malfunzionamento ed è stata chiamata l’assistenza, una situazione che chiaramente può verificarsi.

Da non perdere nel filmato gli improperi dell’addetto ATAC che si odono in sottofondo:

Tu me devi di’ che cazzo devo fa’!
Nun s’accenneeee!!!

 

Il vero problema è che a Roma questi malfunzionamenti sono ormai la norma da anni. Basta dare un’occhiata alla pagina web di ATAC sull’accessibilità stazioni metroferroviarie per verificare che il funzionamento degli impianti di traslazione è una rara eccezione:

 

 

Ha quindi ragione da vendere l’avvocato Dongo a chiedere ai dirigenti ATAC di vergognarsi per costringere lui, e i tantissimi in condizioni simili a lui, a sopportare umiliazioni incredibili.

Giusto anche l’appello al sindaco e agli assessori competenti a vergognarsi, perché con il loro silenzio e la loro nulla considerazione dimostrano che per loro i disabili semplicemente non esistono.

Molto giusta anche la richiesta alla Procura della Repubblica di vergognarsi, per continuare ad ignorare tutte le denunce presentate per interruzione di servizio pubblico.

 

Non è la prima volta che parliamo delle vicissitudini dell’avvocato Dongo; lo facemmo  a febbraio 2021, quando rimase bloccato nella stazione Termini, e a dicembre 2021, quando inscenò una protesta a Genova su un autobus privo di pedana.

Qualcuno potrà pensare che Dario Dongo sia una specie di mitomane, ma la verità è che a differenza della quasi totalità dei disabili, che subiscono le umiliazioni in silenzio e arrivano a chiudersi in casa per evitarle, il Dongo i suoi diritti li rivendica con forza.

Se in tanti facessero questo, le istituzioni farebbero sempre più fatica ad ignorare situazioni indegne di una città dell’occidente sviluppato.

 

Noi non finiamo di stupirci per la totale dimenticanza dei diritti dei disabili che sta caratterizzando la gestione Gualtieri. Non che l’amministrazione precedente abbia minimamente brillato sul tema, ma almeno la Raggi aveva nominato un delegato alla disabilità col quale si poteva provare ad interloquire.

Con Gualtieri si è tornati allo zero assoluto, una condizione inaccettabile che non smetteremo di denunciare.

Che lo facessero anche tutti i disabili ad ogni occasione in cui i loro diritti vengono negati!

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