Salutiamo con una certa soddisfazione l’emanazione delle prime due ordinanze da parte del commissario Tronca.

Dei due provvedimenti l’uno vieta in una serie di luoghi “…qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro” (in pratica l’attività dei centurioni), mentre l’altro fa divieto di “…qualunque attività assimilabile al trasporto pubblico collettivo od individuale di persone, con velocipedi a tre o più ruote anche a pedalata assistita dotati di un motore ausiliario elettrico” (i cosiddetti risciò) ed inoltre prescrive il “… divieto di svolgere in forma ambulante e semiambulante l’attività su suolo pubblico dell’intermediazione e promozione di tour turistici e vendita di biglietti …”.

collageDegrado

Era da molto tempo che i fenomeni vietati da queste ordinanze vengono denunciati un po’ in tutte le sedi e per alcuni di essi è noto che l’amministrazione Marino aveva lavorato a soluzioni stabili inserendole nel nuovo regolamento di polizia urbana. Una prima perplessità rispetto a queste ordinanze è quindi relativa al perché il commissario Tronca le abbia preferite all’approvazione di questo regolamento che, a quanto ci consta, da tempo è pronto per andare in vigore (aspettava di essere “digerito” da alcune componenti della passata maggioranza in Comune).

Un’altra perplessità riguarda l’applicabilità di quanto stabilito nelle ordinanze, dove si dice, ad esempio, che è vietato svolgere “…attività assimilabile al trasporto pubblico…” nei luoghi indicati dall’elenco, ma allora questo significa che in tutti gli altri luoghi tale attività sarà consentita? E come può essere che un’attività rappresenta un problema di degrado e di sicurezza urbana solo in alcuni luoghi? E che dire se tale attività invece che essere svolta a piazza di Spagna lo è a via Condotti?

Un’altra curiosità è relativa all’elenco dei luoghi. Questo è quello previsto per risciò e intermediari turistici:

  • Piazza del Colosseo
  • Via dei Fori Imperiali
  • Via Celio Vibenna
  • Via di San Gregorio
  • Via Sacra
  • Piazza Navona
  • Fontana di Trevi
  • Scalinata della Trinità dei Monti
  • Piazza di Spagna
  • Via del Corso
  • Piazza della Rotonda
  • Piazza del Quirinale
  • Via Ottaviano
  • Via di Porta Angelica
  • Via del Mascherino
  • Piazza Risorgimento
  • Piazza Venezia
  • Piazza di Pietra
  • Via del Teatro Marcello
  • Basilica di San Giovanni (piazza di Porta San Giovanni; piazza San Giovanni in Laterano)
  • Basilica di Santa Maria Maggiore (Piazza S. Maria Maggiore; piazza Esquilino).

Per i centurioni la lista è uguale con l’unica differenza che Via del Corso non è presente, lasciando intendere che lì i centurioni potranno operare; ed anche qui non si capisce come una cosa pericolosa lo sia solo in certi luoghi.

Leggendo il testo delle ordinanze vi si rilevano elementi curiosi. Ad esempio in quella sui risciò viene evidenziato un incidente del 2008 in cui fu coinvolto un risciò, ma non di quelli a tre ruote utilizzati ultimamente come trasporto persone, bensì uno di quei quadricicli senza conducente che si affittano in sempre più luoghi del centro storico (ad esempio in Villa Borghese); ma questi ultimi non sono vietati dall’ordinanza per cui ci si chiede il senso della premessa.

Inoltre le sanzioni previste dalle ordinanze si prevedono di scarsa efficacia, giacché sappiamo tutti che dei nullatenenti senza dimora fanno tranquillamente collezione di verbali di denuncia. Inoltre la misura del sequestro di materiale da parte delle forze dell’ordine potrebbe forse essere efficace nel caso dei risciò (benché ci si aspetta che costoro ricorrano al TAR contro tali principio, con buone possibilità di veder riconosciute le loro ragioni) ma non nel caso degli altri fenomeni; come si fa infatti a sequestrare la divisa del centurione? Lo si fa spogliare in pubblico? Mentre nel caso dei procacciatori di tour normalmente non c’è nulla da sequestrare.

Insomma il nostro timore è che si sia di fronte ancora una volta a tante belle intenzioni che però si scontreranno con la realtà incancrenita di Roma. Speriamo di sbagliarci ma soprattutto speriamo che Tronca trovi il modo per convincere la PLRC, i singoli agenti ma soprattutto la sua dirigenza intermedia, a cambiare finalmente modus operandi. L’esperienza ci ha insegnato che quando un vigile vuol raggiungere un obiettivo lo sa fare usando gli strumenti a sua disposizione, mentre quando non vuole noie la migliore delle leggi sarà per lui inapplicabile. Se Tronca trovasse il modo di sbloccare i vigili (usando il bastone della cancellazione di qualsiasi indennità premiale ai dirigenti o la carota di premi speciali per il raggiungimento di certi obiettivi) non ci sarebbe bisogno di ordinanze-arzigogolo a ripetizione. E se il commissario volesse delle prove di ciò, gli basterebbe dare un’occhiata a due storie sui vigili che recentemente abbiamo raccontato, una edificante e l’altra devastante.

E comunque, che si proceda senza ulteriore indugio ad approvare il nuovo regolamento di polizia urbana!

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