Eh no, cittadino Di Maio, Roma non va alla sbarra!

Ieri, domenica 12 febbraio, l’On. il cittadino Di Maio è stato ospite della trasmissione “In 1/2 ora”, intervistato da Lucia Annunziata (qui la registrazione completa).

 

DiMaio

 

Tra le cose che ha detto Di Maio ve ne sono state di incorrette, come quando ha affermato che la realizzazione dello stadio della Roma è un impegno preso fin dalla campagna elettorale (“La delibera di pubblica utilità dello stadio della Roma a Tor di Valle? Magari la ritiriamo e lo facciamo da un altra parte“, affermava la candidata Virginia Raggi). Ve ne sono state anche di preoccupanti, come quando, dopo aver chiarito che la realizzazione dello stadio “è un nostro obiettivo“, ha detto che vi sono “delle trattative in corso in questi giorni tra il Comune di Roma e la società Roma per riuscire a preservare dei valori fondamentali del nostro modo di amministrare: ambiente, mancanza di cementificazione eccessive e comunque il consumo di suolo, tutti valori che portiamo dal nostro programma“, dimenticandosi il dettaglio che vi sarebbero anche delle norme da rispettare, tipo il piano regolatore, per distinguersi da tutte le passate amministrazioni cittadine che quel piano l’hanno considerato solo come base per le più disparate varianti.

Ma la cosa più preoccupante che con grande leggerezza ha detto Di Maio è stata che per la Raggi non sono previste dimissioni in caso di rinvio a giudizio, ma solo nell’eventualità di una condanna in primo grado!?!

Questo vorrebbe dire che se il Sindaco venisse rinviato a giudizio dalla magistratura, ce lo ritroveremmo alla sbarra a difendersi dalle accusa nel momento stesso in cui rappresenta tutta la città. Davvero una curiosa posizione per il MoVimento che con gli altri schieramenti politici è sempre stato il più giustizialista.

Ma soprattutto davvero un’inaccettabile eventualità per la città di Roma che, dopo l’umiliazione di aver incarnato la più moderna versione di criminalità organizzata italiana, si troverebbe col primo cittadino a mezzo servizio e con la concreta possibilità di decadere da un momento all’altro (peraltro per la legge Severino e non per le iper-rigorose, ma solo a parole, regole grilline).

Di Maio ha chiarito che in altre occasioni il MoVimento a chiesto a qualche proprio rappresentante di fare un passo indietro anche in caso di avviso di garanzia, ma solo in presenza di “evidenze legate a corruzione, mazzette“, mentre nel caso della Raggi “stiamo parlando di una firma sotto ad un foglio“. Come se la firma del Sindaco sotto un atto ufficiale sia una robetta di poco conto, detto da chi è anche vicepresidente della Camera dei Deputati!?!

 

Noi ci auguriamo sinceramente che tutte le indagini che hanno coinvolto il Sindaco di Roma non portino ad alcun rinvio a giudizio per lo stesso, non avendo alcuna predilezione per il tanto peggio tanto meglio e soprattutto non vedendo all’orizzonte nessuna decente alternativa alla maggioranza decretata alle ultime elezioni. In assenza di tale rinvio rimane in noi la speranza che il Sindaco possa decidersi finalmente a cambiare passo, finendola di stare rintanata con i pochi fedelissimi (che sono sempre meno) ed aprendosi alla città ed ai cittadini che continuano ad essere disposti a dare una mano.

Ma se i magistrati dovessero decidere che vi sono gli elementi per rinviarla a giudizio, Virginia Raggi farà bene ad evitare a Roma l’onta di finire alla sbarra con lei per errori che lei stessa ha ammesso, pur attribuendoli alla buona fede attribuita alle persone sbagliate.

Le responsabilità politiche del Sindaco Raggi sono enormi e rimangono tutte lì a disposizione del giudizio dei cittadini: dal portarli in giro durante le elezioni, rimandando di continuo la presentazione della squadra di governo, al tacere fino all’ultimo dell’avviso di garanzia sulla Muraro, dalle continue nomine/decadenze di assessori, vicesindaci e capi di gabinetto, trasformando il Campidoglio in un’agenzia di collocamento a tempo pieno (tutt’ora all’opera!?!), all’incredibile dichiarazione pubblica di Raffaele Marra come uno dei 23.000 dipendenti del Campidoglio, vera e propria bugia detta in una dichiarazione pubblica ufficiale.

Senza contare l’ultimo elemento di preoccupazione, quella liaison tra il Sindaco e il Romeo, riferita dall’assessore Berdini, che spiegherebbe certe curiose intestazioni di alcune polizze vita. Il pessimo titolo del quotidiano Libero ha offuscato la sostanza della notizia che però rimane tutta, e non può essere che a causa di un direttore a cui qualcuno ha provato inutilmente ad insegnare la buona creanza ci si possa dimenticare dell’ennesima possibile leggerezza dell’attuale Sindaco.

Con tutti questi macigni al piede noi non vediamo come l’attuale amministrazione possa sperare di andare avanti in un’opera che apparirebbe disperata al migliore dei governi possibili. E continuiamo a stupirci di come il M5S nazionale non abbia capito che l’unica possibilità per loro di continuare a sperare di arrivare al governo nazionale sia il prendere atto dell’inadeguatezza del vertice Capitolino, separando da quello i propri destini.

Se però le responsabilità politiche sono solo i cittadini a poterle valutare nel segreto dell’urna, quelle penali sono di competenza dei magistrati e seppure ad ognuno è dato il diritto di difendersi davanti alla legge, un primo cittadino che tenesse alla propria città le risparmierebbe l’onta di finire alla sbarra insieme.

 

Noi contiamo davvero che nella malaugurata ipotesi di un rinvio a giudizio, il Sindaco Raggi dia finalmente prova di rispetto per le istituzioni cittadine e provveda a separare il suo destino da quello di Roma. Con tanti saluti alle dichiarazioni alquanto furbette dell’On.  cittadino Di Maio.

 

Chiudiamo ricordando quanto affermava la candidata Raggi di una situazione simile a quella in cui si trova da settimane ormai (qui il contributo completo).

 

[youtube url=”https://youtu.be/USP-8n4YCGE”]

 

Il punto fondamentale è testimoniare un principio che per noi è di valore ed è quello del rapporto di fiducia che si instaura tra il sindaco e i propri elettori, cosa che ad oggi nessun sindaco ha mai rispettato.

Neppure il Sindaco Raggi, aggiungiamo noi.

 

P.s.: Anche all’On. cittadino Di Maio ci permetteremmo di consigliare un atteggiamento più composto quando parla delle cose romane. La situazione è infatti davvero grave e seria e non c’è proprio nulla da ridere.

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2 risposte

  1. Caro Roberto, questa volta non sono d’accordo. La vicenda per cui è indagata la raggi (che non mi piace affatto, sia ben chiaro) e’ davvero emblematica di come la giustizia a Roma sia interessata alla politica e la influenzi in modo improprio, a mio avviso. Ad ogni buon conto, il rinvio a giudizio o anche la condanna non devono essere un alibi, ne per I detrattori, ne per la sindaca. Solo così potrà mettersi alla prova sui problemi veri (che certo nn sono la nomina del fratello di marra o simili), fermo restando che ad oggi il giudizio sulla sua amministrazione non può che essere gravemente negativo. Ma I pm non devono avere la possibilità di determinare la caduta di un sindaco, salvo casi eclatanti, e quello di romeo, francamente non lo e’.

    1. Caro Gino, l’eventuale rinvio a giudizio non sarebbe per il caso Romeo ma per quello Marra, dove il Sindaco sembrerebbe aver coperto una promozione in famiglia. Non sembra proprio ci sia alcuna forzatura della magistratura e se I giudici decideranno per un rinvio a giudizio non sarà certo per qualche fumus persecutionis ma per elementi oggettivi che anche all’interno del M5S non possono non riconoscere (salvo chiamarli “una firma in calce ad un foglio” come fa il Di Maio).
      Ribadisco che a mio avviso Roma ha bisogno di tutto tranne che di un Sindaco che deve anche pensare a difendersi in giudizio da un’accusa di abuso e falso.

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