Ecopass: potrebbe essere un addio per sempre

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Ieri abbiamo pubblicato una lunga intervista a Enrico Stefàno nella quale il presidente della Commissione Mobilità spiegava che uno dei capisaldi della politica sul traffico sarebbe stata l’Area C. Ma sempre ieri, Stefàno è stato costretto alla retromarcia tanto che le opposizioni ironizzano sull’Ecopass trasformato in Retropass. La delibera 75/2018 è stata ritirata nel tardo pomeriggio, dopo che già il giorno prima la maggioranza penstastellata aveva fatto mancare il numero legale in aula.

Nonostante i grillini si impegnino a mostrare compattezza e parlare solo di un rinvio, la realtà è del tutto diversa. Nei 5Stelle ci sono due linee di pensiero: una capeggiata da Enrico Stefàno e appoggiata da alcuni consiglieri tra i quali Pietro Calabrese, del tutto favorevole a istituire un pedaggio di ingresso per le auto all’interno dell’anello ferroviario. L’altra, guidata da Andrea Coia e Paolo Ferrara, che si oppone, convinta dell’impopolarità di un provvedimento del genere. In mezzo starebbe l’assessore Meleo, priva di un pensiero originale, si lascerebbe convincere di volta in volta dall’interlocutore di turno (sic!). La Sindaca, come sempre, risulta non pervenuta: ieri ha dichiarato che l’Ecopass è nel programma della sua amministrazione e che il rinvio è dovuto solo ad una apertura alle opposizioni. Ma sarebbe la prima volta che il M5S capitolino (e forse anche quello nazionale) ritira un proprio provvedimento per discuterlo con le opposizioni. Non è nello stile e nelle abitudini grilline, per cui la dichiarazione della Sindaca appare tanto come una scusa.

Dal canto loro, le opposizioni sono divise tra un Pd aperto al confronto sull’ecopass (ma molti consiglieri lo vedono come il fumo negli occhi) e Fratelli d’Italia che invece parla di balzello odioso che non dovrà mai essere introdotto. Insomma il confronto con le opposizioni di cui parla la Raggi sarebbe un dialogo con pochi consiglieri del Pd e basta. Difficile affermare che sia questo il reale motivo del ritiro.

 

 

D’altronde che l’Area C non fosse indolore si sapeva da molto tempo. In primo luogo per la dimensione dell’operazione: come ha spiegato Stefàno nella nostra intervista sarebbe stata la più grande mai realizzata al mondo (quasi 30 km quadrati e 400 mila abitanti coinvolti). In secondo luogo perché andrebbe a colpire chi dalla periferia si sposta verso il centro o i quartieri semi-centrali per lavoro o studio e dunque per la gran parte elettori grillini (concentrati nelle periferie). In terzo luogo perché il servizio di trasporto pubblico è alla canna del gas e impedire l’uso dell’auto privata senza offrire una reale alternativa sarebbe stato un boomerang.

Potremmo aggiungere la reazione negativa arrivata dai commercianti e dagli ambulanti (ai quali i 5Stelle sono molto sensibili) e diverse altre cause che fanno pensare ad un ripensamento definitivo. Uno dei pilastri della politica del traffico impostata da Enrico Stefàno sarebbe dunque crollato e di conseguenza anche altri provvedimenti previsti nel PGTU (il Piano del Traffico) verrebbero meno.  E’ presto per il canto del cigno ma è assai probabile che di Ecopass non si torni a parlare fino al 2019.

Il sistema prevedeva un numero libero di ingressi da spendere in un anno solare (si ipotizzavano 100 ingressi). A partire dal centunesimo si sarebbe dovuto pagare un pedaggio (c’è chi parla di 3 euro, chi di 5). Lo scopo è ovviamente disincentivare l’uso del mezzo privato in modo da ridurre l’enorme numero di automobili circolanti ogni giorno a Roma.

Nella tarda serata di ieri, Stefàno non ha nascosto la sua irritazione e su Facebook ha scritto che “fa sorridere l’esultanza per il (temporaneo) stop alla delibera. Ogni anno la congestione stradale costa alla città due miliardi di euro cui vanno aggiunti i quasi 2000 morti per le pessime condizioni dell’aria e gli incidenti stradali“.

E in un post scriptum aggiunge che “fa ancora più sorridere l’esultanza del Pd che questa misura l’aveva scritta nel PGTU”. Ma lo stop alla delibera non serviva ad aprire il dialogo con il Pd? Non sembrano ottime premesse per un dialogo!

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