Ecco come Nizza si rende sempre più verde, mentre Roma non ripianta gli alberi caduti

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Nel giugno 2015 raccontammo tra i primi dell’innovativo progetto della linea di tram est-ovest in costruzione a Nizza. Un esperimento raro, con pochi esemplari al mondo, dove il tram corre in sede protetta e in superficie nelle zone moderne della città e scende in galleria quando arriva nei quartieri ottocenteschi e nel centro storico. Insomma si tratta di un tram che diventa, da un certo punto in poi, metropolitana. I vantaggi sono enormi per la cittadinanza e la mobilità e vi rimandiamo al nostro articolo dell’epoca per leggere alcuni numeri relativi al ridotto inquinamento e alla facilitazione degli spostamenti.

Nonostante il nuovo tram sia già in parte operativo (l’ultimo tratto verrà completato entro fine 2019), non è di questo che vogliamo parlare oggi ma della straordinaria cura del verde che è seguita alla costruzione della linea.

Pochi giorni fa, infatti, vi abbiamo raccontato della tragedia che sta accadendo a Roma con particolare focus sul quartiere Trieste dove dei 130 alberi abbattuti o caduti, non ne è stato ripiantato nessuno. Ebbene il paragone sarà impietoso ma occorre studiare e osservare cosa accade a pochi km dal nostro confine. A Nizza, infatti, non solo tutti gli alberi eliminati per il nuovo tram sono stati ripiantati ma da qui è nato un vero progetto di riforestazione urbana chiamato “La natura al cuore di Nizza”, un piano che verrà completato entro il 2021 con una qualità e un dettaglio che provocano invidia.

 

Guardate la foto qui sopra: tre grandi assi stradali che attraversano la città da est a ovest diventeranno giardini lineari. Si tratta delle attuali corsie preferenziali riservate agli autobus. Un servizio efficiente di linee di superficie, infatti, collega i principali quartieri passando sempre su corsia protetta da cordoli ( lì i cordoli si usano da anni!). Dal momento in cui la linea 2 del tram sarà completata, cioè entro pochissimi mesi, la gran parte di queste linee di bus verrà soppressa. A Roma cosa si sarebbe fatto delle preferenziali? Sarebbero diventate dei parcheggi, al 100 per cento.

A Nizza si è deciso di renderle invece dei parchi lineari accostate a piste ciclabili. Nel modo che possiamo vedere con le foto che seguono.

A sinistra vedete la situazione odierna (che già per gli standard romani è perfetta). A destra come si presenterà la stessa strada a fine 2019. La corsia per le auto resta la stessa di oggi mentre tutto lo spazio che era destinato alla preferenziale ora sarà percorribile solo a piedi o in bicicletta.

Immaginiamo il valore che prenderanno le case che affacciano su questi nuovi parchi lineari lunghi km, il silenzio che sarà apprezzato dai residenti che non vedranno più gli autobus sfrecciare sotto le loro finestre. La piacevolezza per i negozi che acquisteranno nuova clientela.

E i trasporti pubblici? Sotto terra! Il tram passerà qui sotto e avrà la capacità si portare fino a 120 mila passeggeri al giorno. Una rivoluzione del verde e della sostenibilità.

Ma non è finita. Ogni strada sarà caratterizzata da un tema legato al verde: 1) Primavera luminosa con fiori leggeri e tronchi colorati. 2) Sensualità dei fiori più grandi con piante che creano ombra e dalle fioriture abbondanti. 3) Profumo di agrumi, con limoni, avocado e aranci. 4) Sogni da luoghi lontani, con piante esotiche.

Solo nel 2019, in una città molto più piccola di Roma, saranno piantati 10.296 alberi. Tutto a seguito di un piano dettagliato per la vegetazione e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Ci fermiamo qui, sebbene si sarebbe ancora molto da raccontare. Ma il paragone con Roma provoca sconforto e rabbia. Non è possibile che il nostro patrimonio arboreo sia completamente lasciato a se stesso, senza uno straccio di progettazione e soprattutto senza la sostituzione almeno degli alberi caduti. Ne va della nostra salute oltre che della bellezza e dei panorami della città.

 

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1 Commento

  1. Maria

    Speriamo che venga realizzato qualcosa di simile quando verrà abbattuta la tangenziale. Incrociamo le dita.

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