Premessa importante: l’autore di questo testo è direttamente implicato nelle storie che racconta, essendo anche animatore di una associazione di residenti del centro storico. Il punto di vista è quindi chiaramente e smaccatamente di parte ma i fatti sono riportati fedelmente.

 

Ogni giorno ne leggiamo di nuove sul Sindaco in carica e sul movimento che la sostiene, ricevendo con ciò sempre di più conferme alla tesi per cui, a parte pochi elementi buoni, il M5S a Roma è di un livello imbarazzante, del tutto inadeguato a tenere le redini di una città allo sbando come questa.

Per molti questa non è una sorpresa, avendo colto già ai tempi della campagna elettorale alcuni segnali chiari dell’inadeguatezza del M5S a Roma. Ma per alcuni di costoro la vittoria del M5S un valore l’avrebbe potuto avere lo stesso, ed esso sarebbe stato il dare la scossa agli altri schieramenti politici facendogli capire che i metodi e gli uomini su cui si basavano in passato non erano più accettabili dagli elettori.  Di un tale cambiamento avrebbero giovato sia gli schieramenti di destra, ridotti ai minimi termini dopo la devastazione alemanniana, sia il PD, reduce dall’aver spodestato un Sindaco eletto e sostenuto dallo stesso partito.

Purtroppo però bisogna ormai prendere atto che se il Sindaco Raggi e probabilmente tutto il M5S a Roma si avviano a gettare la spugna dopo pochi mesi di governo, gli altri schieramenti non hanno fatto un minimo passo avanti sulla strada per risanarsi e divenire una credibile proposta politica per la città.

Se la destra non appare neanche rendersi conto che così com’è è condannata all’inconsistenza, il PD sembra ormai imbalsamato nel cambiamento, con ancora al vertice romano quel Matteo Orfini che è stato l’artefice primo dell’incredibile cacciata di Marino per via notarile.

Ma oltre al partito ingessato nelle vecchie logiche, anche una delle pochissime amministrazioni ancora a guida PD non appare aver cambiato in nulla i propri modi, continuando a tutelare interessi diversi rispetto a quelli dei propri elettori. Ci riferiamo al Municipio I, guidato dalla riconfermata Presidente Alfonsi.

L’ultima dimostrazione è avvenuta in occasione di un recente Consiglio Municipale in cui si è discussa la questione di via della Frezza. Questa consiste, in estrema sintesi, nell’intervento di un privato che ha proposto di rifare i marciapiedi della strada allargandoli, il tutto a proprie spese. Tale proposta è stata giudicata di “interesse pubblico” da parte della giunta del Municipio I, che ha dato carta bianca al privato senza neanche ascoltar il parere né degli abitanti della strada o del rione, né del Consiglio Municipale, cosa quest’ultima che invece era espressamente prevista dall’iter amministrativo.

Analizzato a posteriori l’intervento ancora in corso sulla strada sono emerse le seguenti criticità:

  • la copertura dei marciapiedi è stata realizzata in asfalto, il materiale più povero disponibile, e questo nonostante tutti gli ultimi interventi realizzati nelle strade dell’area abbiano visto l’utilizzo di coperture in pietra;
  • il privato non ha previsto alcuna area per il carico/scarico merci (precedentemente sulla strada ve ne erano due) né per la fermata/sosta di veicoli a servizio di disabili; considerato che la carreggiata è stata ristretta al massimo, è prevedibile che verranno utilizzati gli stessi marciapiedi per la sosta di tali veicoli;
  • non sono stati per nulla considerati gli impatti sulla mobilità e sosta dell’area, nonostante la strada ricada nell’unica Isola Ambientale al momento esistente in centro storico, e ciò nonostante la Polizia Locale, richiesta di un parere, avesse fatto presente la cosa;
  • non si è tenuto in alcun conto l’esistenza di un “progetto ristorativo sulla strada” (termine utilizzato dalla titolare della società che ha promosso l’intervento) e quindi la possibilità che i nuovi marciapiedi vengano riempiti di tavolini senza alcun limite, come da prassi romana, con impatti notevoli per il decoro e per chi sulla strada vi risieda.

 

Tutti questi rilievi sono stati presentati al governo del Municipio nel momento in cui i lavori iniziarono, chiedendo che venissero considerati e ne venisse data una qualche risposta. Ma fin dall’inizio la Presidente Alfonsi non ha voluto ascoltare ragioni.

Informata la commissione lavori pubblici della questione, si sono svolte diverse sedute della stessa in cui i rilievi di cui sopra sono stati giudicati fondati, decidendo di chiedere un fermo dei lavori per svolgere i necessari approfondimenti. La stessa commissione ha anche accertato la mancanza di un qualsiasi suo parere sul progetto, parere obbligatorio ancorché non vincolante, in quanto lo stesso non gli è mai stato inviato dall’assessore competente.

Ma anche dopo la richiesta della commissione il governo del Municipio non ha ritenuto di intervenire sui lavori, che quindi hanno proseguito fino al completamento dei marciapiedi da parte del privato (il rifacimento della carreggiata è invece a carico dell’ACEA che aveva necessità di intervenire sui sottoservizi).

Con l’intervento del privato ormai concluso, la minoranza in Municipio ha chiesto che la cosa venisse discussa in Consiglio Municipale, ottenendo che essa fosse inserito all’ordine del giorno della seduta del 27 gennaio u.s.

Per tale seduta sono stati presentate due mozioni, una da parte del PD e l’altra a firma di tutti i gruppi di opposizione. La mozione del PD affrontava solo il problema dei posti auto persi a seguito dell’allargamento dei marciapiedi, impegnando la Presidente ad operare per trovarne di alternativi in zona.

La mozione della minoranza comprendeva invece tutti gli aspetti dell’intervento, sia le sospette mancanze procedurali, sia i problemi elencati sopra, chiedendo alla Presidente di trovare ad essi delle risposte accettabili.

C’è stata la discussione su queste mozioni, con i rappresentanti del PD, capogruppo in testa, che hanno minimizzato tutti i problemi, decidendo di riconoscere solo l’aspetto dei posti auto persi e quindi approvando solo la mozione da loro presentata.

Si è avuto anche un intervento dell’assessore al commercio, Tatiana Campioni, primo sponsor dell’intervento in via della Frezza, che sul mancato passaggio del progetto in commissione ha riconosciuto il suo errore ed ha chiesto scusa (sì sì, ha proprio chiesto scusa!?!). L’assessore ha anche voluto spiegare il perché della copertura in asfalto dei marciapiedi: ha detto che quelli precedenti erano già in asfalto (vero, come in tante altre strade del centro, dove però quando si interviene si adottano rivestimenti in pietra) ma soprattutto che l’asfalto è meglio in quanto il Municipio non ha abbastanza risorse per manutenere le coperture in pietra (sì sì, ha detto proprio così!?!). Curioso rilevare che la parte a carico del privato, ossia i marciapiedi, sono stati fatti a risparmio con l’asfalto, mentre quella a carico della collettività (seppur indirettamente, trattandosi di ACEA) viene fatta con i costosi sampietrini, che sempre il Municipio dovrà manutenere.

In conclusione, si potrà essere più o meno a favore di progetti così invasivi da parte di un privato che, legittimamente, è solo alla ricerca di massimizzare il proprio profitto. Quello che però risulta sospetto è che il governo del Municipio a questo privato dia carta bianca, senza né ascoltare il parere di chi sulla strada vi abita e potrebbe averne impatti negativi, anche patrimoniali, né coinvolgere il Consiglio Municipale così come previsto dalle procedure.

Non si può non rilevare poi come il governo del Municipio, eletto dai residenti dello stesso, anche in questo caso non li abbia tenuti in nessuna considerazione, inchinandosi acriticamente alle esigenze del commercio.

E per capire che fine faranno i grandi marciapiedi realizzati dal privato, basta vedere come li hanno già iniziati ad occupare: arredi per tutta la loro ampiezza, con i pedoni che se occorre devono passare sulla carreggiata.

 

frezza

 

Inoltre non solo si è costretti a rilevare questa totale subalternità al commercio da parte della Presidente Alfonsi e della sua giunta, ma anche il gruppo PD in Consiglio Municipale decide di prostrarsi e di avallare un progetto tanto mal fatto e peggio portato avanti, limitandosi a riconoscere che c’è stato un problemino sui posti auto persi e dimostrando così una miopia e limitatezza imbarazzanti. E dire che la pattuglia PD in Consiglio Municipale è composta in gran parte da giovani leve, ossia da coloro che il partito dovrebbero rinnovarlo dopo le storiacce di Mafia Capitale. Sarà mancanza di coraggio, sarà che ai “capibastone” non ci si ribella, pena l’interruzione della carriera politica, fatto sta che lo scorso 27 gennaio il PD ha dato complessivamente l’ennesima pessima dimostrazione di sé: un partito degli interessi particolari e delle dinamiche interne, del tutto disinteressato dei diritti e delle istanze dei cittadini.

Con un PD ancora in condizioni così penose viene quasi da augurarsi che i 5S riescano a trovare una soluzione per andare avanti col loro governo. O forse no … In ogni caso povera Roma.

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3 risposte

  1. Caro Roberto, abito a 100 mt da via della frezza e tutto sommato, anche condividendo alcune Sue critiche, sono contento che un piccolo pezzettino di centro sarà (forse) sottratto al parcheggio, vera afflizione della città. Da molti anni ormai ho venduto la mia autovettura e viaggio solo in car sharing, quando nn posso prendere I mezzi. Premetto che ho due figli, una piccola che va ancora in passeggino. Vi asicuro che si può vivere senza macchina se si abita al centro, anche con esigenze speciali di mobilita, come le mie. Chi sta al centro deve rinunciare all’auto, altrimenti siamo fritti. Anche per il carico e scarico nn e’ concepibile che il mezzo arrivi di fronte ad ogni vetrina, come accade oggi a via del babuino, con scempio costante dei marciapiedi. Idem dicasi per le decine di mezzi AMA che si ritengono legittimati a d invadere qualsiasi marciapiede o striscia pedonale. In nessuna città del mondo si vedono girare camion e mezzi della nettezza urbana a ogni ora come a Roma, pe nn parlare del numero di auto con permesso invalidi, taxi, ncc, polizia, carabinieri, gdf, digos, auto blu, auto diplomatiche, “strade sicure” (rigorosamente sui marciapiedi) ecc ecc. Andrebbero pianificate aree di scarico e di riaccolta rifiuti. Ma ciò presupporrebbe un minimo di capacità organizzativa, che evidentemente è del tutto assente nell’amministrazione, che al massimo riesce a (s)ragionare su un singolo marciapiede. Cari saluti.

  2. Grazie del commento Gino.
    Non sono un appassionato dell’auto privata e so bene che se ne può fare a meno vivendo in centro storico. Ma per dare la possibilità a sempre più persone di disfarsi del proprio mezzo vanno create le condizioni per una mobilità accettabile per tutti: trasporto pubblico capillare, car sharing con posti riservati, bike sharing, servizio taxi efficente, ecc.
    Quello che ho provato a spiegare nel mio pezzo è che l’intervento in via della Frezza ha mancato di quella “capacità organizzativa” che anche tu lamenti, in modo da farne un’occasione di miglioramento invece che l’ennesimo inchino a chi vorrebbe fare del centro storico un divertimentificio senza l’incomodo degli abitanti.
    Posso assicurarti che il rischio che quella strada diventi una nuova Campo de’ Fiori in piccolo c’è tutto e con un Municipio che si mostra totalmente prono alle richieste del commercio chi abita sulla strada fa bene a preoccuparsi.

  3. Concordo in pieno con l’articolo, interessantissimo, e con la rtisposta dell’autore, Roberto, al commento qui sopra. Anche io residente in centro (Monti), ma con la necessità di usare l’auto tutti i giornio per lavoro (lavoro in periferia, in zona mal collegata e spesso ho anche appuntamenti fuori ufficio). Dato che sono cosciente di quanto l’auto sia impattante in centro, pago un salatissimo garage, nonché il costoso permesso (a proposito del quale non ho peraltro aderito alle proteste promosse da altri residenti causa aumento costi). tutto ciò per dire che il centro resta vivo se i suoi residenti originali, “normali” non vengono cacciati causa impossibilità di muoversi, in una città che al momento, e per molto tempo ancora, presenta moltissimo ritardo sul tema del trasporto pubblico e delle alternative realistiche (non per l’uso una tantum) all’auto privata. Interessantissima comunque la disamina sul PD romano e sula desolante situazione del Primo Municipio, la cui Presidente Alfonsi ritengo assolutamente inadeguata (per non aprlare del gruppo consiliare, appunto).

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