E niente, certo PD non ci arriva proprio …

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Intervista sul Corriere ieri a Michela Di Biase, capogruppo PD in Assemblea Capitolina nonché neoeletta nel Consiglio Regionale del Lazio.

Tralasciando le varie ovvietà dell’intervista, c’è una domanda e la relativa risposta che hanno attirato la nostra attenzione. Eccole:

 

Ora che avrà un incarico alla Pisana, lascerà il posto in assemblea capitolina?
«Mi dimetterò da capogruppo, ma non da consigliera: il ruolo in Regione non è una diminutio, semmai rafforza il mio impegno in Comune».

 

Come può un incarico importante ed impegnativo come quello di consigliere regionale rafforzare l’impegno in Comune dell’on. Di Biase è cosa che sfugge alla nostra comprensione.

Quanto affermato vuole dire che laddove una persona normale ha difficoltà ha conciliare gli impegni di un singolo lavoro con la vita privata, difficoltà ulteriormente accentuate nel caso di genitori con figli piccoli da gestire, l’on. Di Biase ritiene di poter sedere su due scranni, uno in Assemblea Capitolina e l’altro in Consiglio Regionale, riuscendo a dare il giusto contributo in entrambi e trovando anche il tempo per avere un briciolo di vita privata.

Certo che se lo standard di impegno dell’on. Di Biase in un’assemblea elettiva è quello che ha dato a vedere in questi 20 mesi circa di lavoro da capogruppo, allora sì, ne potrebbe occupare anche una decina di scranni. Il fatto è che quando ci si propone di rappresentare i cittadini in un’istituzione elettiva, poi ci si dedica anima e corpo a quel mandato, sia che si finisca tra le file della maggioranza che nell’opposizione. Perché se è vero che l’amminisrazione M5S a Roma sta dando prove imbarazzanti, è altrettanto vero che non c’è uno straccio di opposizione in Assemblea Capitolina che la pungoli e la controlli in maniera efficace. Non è un caso ad esempio se l’unica iniziativa di contrasto al disastro ATAC che sta allestendo l’amministrazione sia venuta da un ex-consigliere come Riccardo Magi o se la storiaccia di Spelacchio sia venuta dai blog cittadini.

 

Pur sapendo quante poche possibilità vi siano di essere ascoltati, noi ci proviamo lo stesso a chiedere all’on. Di Biase di ripensarci sul suo proposito di mantenere entrambi i posti in Assemblea Capitolina ed in Consiglio Regionale del Lazio. Vogliamo anche darle fiducia e credere che ella vorrà impegnarsi seriamente in Regione, forte dell’esperienza accumulata nei consigli municipali e comunali in cui è stata eletta più volte. Ma quale miglior modo per dimostrare questo buon proposito del liberarsi degli altri impegni istituzionali potendosi così dedicare completamente alla consiliatura in Regione Lazio?

Dia retta, on. Di Biase, si dimetta dall’Assemblea Capitolina e lasci il suo posto a qualcuno che magari sarà disposto a farla un’opposizione ferma e costruttiva all’amministrazione in carica a Roma. Ne guadagnerà l’immagine della sua persona ed anche quella del partito, troppo affollato di elementi più interessati a mantenere posizioni di potere che a fare gli interessi dei cittadini.

 

Di una sorta di smobilizzo della Di Biase dall’Assemblea Capitolina  avevamo parlato quando si iniziarono a conoscere le liste elettorali ed al tempo avevamo dato per scontato che l’onorevole avrebbe lasciato l’Assemblea Capitolina una volta sicura dell’elezione in Regione (a volte siamo proprio degli ingenui!).

In quello stesso pezzo avevamo parlato anche degli altri leader dell’opposizione in Assemblea Capitolina, Giorgia Meloni, Roberto Giachetti e Stefano Fassina, tutti deputati uscenti e candidati alle ultime elezioni.

Ai neo-rieletti on. Giorgia Meloni, Stefano Fassina e Roberto Giachetti torniamo a chiedere di lasciarlo il loro posto in Assemblea Capitolina, dando così modo a qualcun altro di svolgere quel ruolo di opposizione che è importante tanto quanto quello di maggioranza.

Riusciranno costoro a capire che l’enorme voto di protesta dei cittadini è dovuto anche al perpetrarsi di certi comportamenti irrispettosi delle istituzioni e dei cittadini, dove gli eletti sono più interessati a fare collezione di posti di potere anziché pensare ad impegnarsi fino in fondo nel ruolo a cui si è chiamati?

 

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