Due stazioni metro attigue chiuse: di chi è la colpa?

Non è per un caso o per un destino avverso che l'ospedale e l'università più grandi di Roma rimarranno senza metropolitana per mesi, bensì per l'incapacità di chi avrebbe dovuto fare un minimo di pianificazione

La notizia l’ha data la stessa Atac sul suo sito internet ormai qualche giorno fa:

Atac, metro B: per sostituzione trentennale scale mobili chiudono le stazioni di Castro Pretorio e Policlinico

 

Nel dettaglio, Castro Pretorio e Policlinico sono due stazioni contigue della metro B, con la prima che verrà chiusa il 5 ottobre e la seconda il 29 novembre. Il periodo di chiusura previsto non è ancora stato verificato ma si parla di diversi mesi, da 3 a 6, per cui per qualche mese, al meglio, entrambe le stazioni saranno chiuse.

Questo vuol dire che chi utilizza normalmente queste fermate avrà la scelta di spostarsi su Termini oppure su Bologna, con aggravi non indifferenti. Parliamo delle due fermate della metro B che servono la zona dove insiste il più grande ospedale e la più grande università di Roma.

 

Quale sarà stato l’improvviso motivo per cui si è stati costretti a chiudere due fermate contigue così importanti?

Niente di improvviso in realtà, perché le scale mobili devono essere sostituite in quanto scadono i trent’anni dalla loro installazione. Sono quindi trent’anni che si sa che certi impianti scadevano in questi giorni e l’attuale amministrazione lo sa da oltre quattro anni, ossia da quando è in carica.

Fa quindi ridere l’assessore Calabrese che prova a giustificare una toppa del genere sulla sua pagina facebook. Notevole l’incipit dell’assessore:

La manutenzione straordinaria delle metropolitane è un tema fondamentale e complesso. Ma per la vecchia politica era semplice: zero manutenzione, zero cantieri, zero disagi.

Come a dire che loro, moltiplicando i cantieri e soprattutto i disagi, sono nel giusto.

Non ci arriva l’assessore che con un minimo di pianificazione si poteva organizzare una chiusura alternata delle due stazioni in modo da minimizzare i fastidi? O ci arriva ma pensa che siamo tutti tanto scemi da bersi le sue storielle da terza elementare?

Certo, per fare una pianificazione occorre avere il controllo della situazione, cosa che chiaramente all’assessore manca da sempre. A gennaio di quest’anno questo scrivevamo di lui dopo averlo sentito parlare in una commissione mobilità dedicata alla chiusura infinita della stazione Barberini:

 

L’unica cosa chiara che è emersa dalle parole e dagli atteggiamenti di Calabrese è la completa mancanza di controllo che lui ha della situazione degli impianti di traslazione delle metropolitane romane. Con la stazione Barberini che tra non molto compirà un anno di chiusura completa, l’assessore ha dimostrato di non avere il benché minimo controllo sui lavori che ancora la interessano.

Lo stesso dicasi delle due stazioni consecutive della metro A, chiuse recentemente per manutenzione, Baldo degli Ubaldi e Cornelia.

 

Tra l’altro che si stesse andando a sbattere contro un muro con la manutenzione delle scale mobili della linea B della metro l’aveva descritto in maniera solare l’ottimo Mercurio Viaggiatore a gennaio proprio sulle nostre pagine. Scriveva Mercurio:

 

Policlinico ha un’affluenza molto elevata ed una profondità di oltre 15 metri. Inizia ad esserci il concreto rischio di chiusura o che resti aperta solo in uscita. Se dovesse chiudere, sarebbe veramente incomprensibile il motivo per cui si sta provvedendo alla sostituzione iniziale di solo la metà delle scale mobili.

Castro Pretorio è la situazione più critica. Affluenza molto elevata e un’unica rampa profonda quasi 22 metri. Con queste premesse, la chiusura è altamente probabile, a meno di lasciare la stazione aperta con una sola scala mobile funzionante in salita, con i lavori in corso. Se dovesse chiudere, sarebbe veramente incomprensibile la sostituzione iniziale di solo 3 scale mobili su 4.

 

In entrambi i casi Mercurio giudica incomprensibile perché si sia provveduto ad una sostituzione parziale degli impianti, mentre si poteva approfittare, anticipando le sostituzioni, ed evitare la chiusura contemporanea di entrambe le stazioni.

Ci fosse qualcuno che avesse il controllo della situazione sarebbe interessante avere una spiegazione di tanto poco coordinamento, ma la verità è che sia Atac che il Dipartimento evidentemente navigano a vista e da questo derivano tanti disagi che i cittadini devono soffrire.

 

Ma le colpe non possono essere equamente suddivise tra Atac e Comune di Roma perché, come ha scritto Mercurio:

La manutenzione STRAORDINARIA è di competenza del Comune di Roma, proprietario degli impianti.

 

Da ciò dovrebbe apparire chiaro che una cosa tanto assurda come il chiudere per mesi (senza neanche sapere quanti) due fermate contigue della metropolitana è per massima parte responsabilità di chi la mobilità cittadina dovrebbe dirigerla, ossia dell’assessore Calabrese. E un responsabile politico che commette un errore tanto grave, con conseguenze gravissime sulle vite di migliaia di cittadini, dovrebbe prendere atto della sua incapacità di svolgere il compito assegnatogli e fare un passo indietro per evitare di commetterne altri di errori simili.

Temiamo invece che l’assessore neanche si renda conto di tutto ciò, che egli pensi che tutto somamto lo stia svolgendo niente male il suo compito, con un mix imbarazzante di ignoranza ed inconsapevolezza.

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