Due questioni gravi relative ai venditori abusivi

Attenzione! Questo è un post ad alto contenuto di realtà e quindi facilmente giudicabile come eccessivamente cinico. Chi lo scrive se ne rende conto e se ne assume il rischio, cosciente che certe cose qualcuno deve pur dirle.

venditori

Prendo spunto dal recente episodio del cameriere che ha colpito in un occhio con un ombrello un venditore abusivo colpevole di importunare eccessivamente i clienti del ristorante. Prima il cameriere ha cercato di allontanare il venditore bengalese, poi è scoppiata una violenta lite ed i due sono venuti alle mani, col bengalese che ha avuto la peggio rimanendo ferito ad un occhio. Chiamata un’ambulanza, l’uomo è stato portato in ospedale, dove è stato curato con una prognosi di 20 giorni.

L’ARROGANZA RICHIAMA VIOLENZA Premesso che la violenza va sempre e comunque evitata, va rilevato che il perdurare ed anzi l’estendersi dell’arroganza di sempre più persone che fanno ormai un proprio diritto il violare svariate norme, non fa che aumentare le possibilità di discussioni che facilmente degenerano. L’esercente che vede i propri clienti continuamente disturbati da mendicanti, suonatori e venditori di ogni sorta, comprensibilmente cercherà di limitare tali fastidi e laddove incontrasse qualcuno più arrogante, come sempre più spesso capita, è facile arrivare ai diverbi. Lo stesso dicasi di chi per entrare nel proprio portone di casa deve chiedere permesso al venditore di borse di turno, vedendosi sempre più spesso rispondere in tono minaccioso; c’è chi subisce pazientemente e chi invece va su tutte le furie, comprensibilmente.

Per questo è sempre più urgente che certi fenomeni di abusivismo vengano ricondotti entro confini molto più contenuti. Nessuno minimamente ragionevole può immaginare la sparizione dell’abusivismo commerciale a Roma, almeno nel breve, ma non è neanche possibile che ormai comportamenti illeciti vengano commessi con la pretesa dell’impunità. E come abbiamo già scritto, sarebbe bene che il nuovo (neanche più tanto) Prefetto si desse una mossa per cominciare ad invertire la rotta, altrimenti di violenze come quella qui richiamata ne vedremo purtroppo sempre di più.

ASSISTENZA UNIVERSALE L’altro punto che si vuole qui sottolineare è come il malcapitato venditore abusivo sia stato prontamente soccorso e curato in ospedale, immaginiamo senza alcun onere a suo carico. Pare che la ferita fosse meno grave di quanto la iniziale copiosa perdita di sangue facesse pensare, ma siamo sicuri che anche se fossero state necessarie cure più approfondite il poveretto le avrebbe avute, sempre senza alcun esborso da parte sua. E’ giusto così, per carità: siamo ancora un paese civile in cui chiunque ha diritto ad essere curato al meglio a prescindere dalle sue possibilità. Mi chiedo però: il venditore curato avrà mai dato il suo contributo affinché quell’ospedale possa funzionare in un modo per lui tanto efficace? Se la sua occupazione fosse sempre stata quella di venditore abusivo la risposta non può che essere negativa, non pagando costoro alcun tipo di imposta o di tassa. Stesso discorso si potrebbe fare per le migliaia di “colleghi” del malcapitato che, pur non fornendo alcun contributo alla collettività in termini di imposte, in caso di necessità sanitarie non vengono certo rifiutati dalle strutture pubbliche; certo, gli capiterà spesso di dover sopportare le inefficienze della sanità pubblica, ma esattamente come tutti i cittadini, italiani e non, che invece il loro contributo in termini di imposte lo danno regolarmente.

Recentemente ho provato a far notare a due italiani che stavano contrattando una borsa con un venditore abusivo che quell’acquisto non era corretto; ovviamente i due mi si sono rivoltati contro dicendomi che quei venditori era meglio che stessero lì invece che andare a spacciare o rubare, e che in fondo non facevano nulla di male.

Invece questi venditori ne fanno molto di male, perché sono nei fatti dei “parassiti” (in senso proprio, tecnico, del termine) che approfittano del nostro sistema di assistenza universale senza contribuirvi in alcun modo. E non vale il discorso che non avrebbero altro da fare, perché è pieno di immigrati che fanno lavori normali, pagano le tasse e rispettano le norme di convivenza. Ed uno dei modi per riconoscere il contributo che costoro danno alla nostra società è smetterla di tollerare il parassitismo di tutti gli altri.

Altrimenti prima o poi saremo costretti a farla finita con l’assistenza universale, non potendo più sostenere il peso dei troppi parassiti, e sarà una sconfitta ed una perdita per tutti.

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