Dopo il servizio di Report sui vigili Virginia Raggi fa il Gattopardo

Dopo le sconvolgenti storie di vigili raccontate da Report il sindaco ha solo chiesto di far ruotare gli agenti del I Gruppo. Troppo poco per un corpo che andrebbe commissariato. Ma anche il PD deve spiegazioni

Abbiamo aspettato un giorno prima di scrivere dell’incredibile servizio di Report sui vigili di Roma. Volevamo infatti vedere l’eventuale reazione del sindaco Raggi alle tante brutte storie raccontate nel servizio.

Anzitutto se a Roma ci fosse qualcuno che lunedì sera ha mancato Report gli consigliamo senz’altro di recuperare il servizio sui vigili, una panoramica purtroppo indispensabile per capire come funzionano ancora certe cose nella capitale d’Italia.

 

È troppo difficile riassumere le tante cose dette nel servizio, ma per far capire quanto gravi esse siano state diciamo che si è parlato di comandanti dei vigili, incluso quello generale, coinvolti in pratiche se non illecite quanto meno poco commendevoli, si sono descritte storie di soprusi di agenti di Polizia Locale ai danni di cittadini, illeciti platealmente ignorati.

 

Ebbene nella giornata di ieri abbiamo monitorato la pagina facebook di Virginia Raggi, quella che purtroppo è l’house organ del sindaco, ma sulle sconvolgenti storie riportate da Report neanche un accenno. I post pubblicati ieri dalla Raggi sono stati nell’ordine:

– su un intervento in corso presso la stazione metro di Battistini,

– sulla riqualificazione futura del Parco della Maratona,

– sull’arrivo al Mercato Sociale San Romano di barattoli di marmellata prodotti da detenuti (sì, avete letto bene, “barattoli di marmellata”),

– sul proseguimento della riqualificazione di Villa Carpegna (essendoci evidentemente il rischio che l’intervento si blocchi).

 

Il fatto che una trasmissione televisiva nazionale, peraltro tradizionalmente ben vista dal MoVimento 5 Stelle (vi ricordate quando il M5S candidò l’allora conduttrice di Report, Milena Gabanelli, per la Presidenza della Repubblica?), abbia platealmente “sputtanato” l’intero corpo di Polizia Locale di Roma evidentemente non deve aver stimolato alcun commento nel sindaco Raggi.

 

È però dalla cronaca romana di Repubblica che veniamo a sapere che una reazione della Raggi ci sarebbe stata. Scrive infatti Repubblica che il sindaco avrebbe convocato il comandante Napoli chiedendogli di avviare in tempi brevi una rotazione massiccia del personale del I gruppo, quello impegnato nel I municipio di Roma.

Al che capiamo che la Raggi non ha minimamente colto l’essenza dei problemi squadernati dal servizio di Report. Il sindaco davvero pensa che le storie raccontate riguardino solo il Primo Gruppo della Polizia Locale?

Possibile non abbia capito che vi sono prassi, comportamenti, consuetudini generalmente adottati nell’ambito del corpo di Polizia Locale che vanno eradicati con un intervento di ampio respiro che coinvolga tutti i livelli, a partire dal comandante generale?

 

Sia chiaro: non stiamo qui assumendo che agenti o dirigenti della Polizia Locale abbiano commesso degli illeciti. Vi sono però troppi episodi descritti nel servizio (e un’infinità di altri che ogni romano potrebbe raccontare) che mostrano comportamenti sbagliati, inadeguati, quantomeno sospetti, tutte cose che non dovrebbero essere mai associate ad agenti di polizia.

 

Che a fronte di tali gravi accadimenti il sindaco Raggi si sia limitata a chiedere la rotazione degli agenti del Primo Gruppo è l’ennesima dimostrazione di come ella non abbia capito nulla del (non) funzionamento della Polizia Locale a Roma e come invece dovrebbe funzionare.

Purtroppo questa incapacità di comprendere l’importanza di avere un valido e affidabile corpo di Polizia Locale il sindaco Raggi l’ha mostrato fin dall’inizio del suo mandato, quando il comandante generale dei vigili era il molto rimpianto Raffaele Clemente. Clemente, proveniente dalla Polizia di Stato e primo comandante esterno della Polizia Locale romana, era stato incaricato dal sindaco Marino di avviare una riforma del corpo dei vigili che affrontasse i problemi annosi e gli restituisse autorevolezza ed efficacia.

Come previsto il comandante Clemente ebbe contro la gran parte del corpo ma ciò nonostante riuscì ad avviare una serie di rivoluzioni, a partire proprio dalla sistematica rotazione di tutti gli agenti in tutti i gruppi.

Arrivata Virginia Raggi si è messo in moto un processo di restaurazione che prima ha spinto Clemente a dare le dimissioni e poi ha cancellato tutte le innovazioni da lui apportate: via la rotazione degli agenti, via lo street control, via IoSegnalo, ecc.

 

In realtà quello che il sindaco Raggi dovrebbe fare è commissariare immediatamente il corpo di Polizia Locale, partendo dalla rimozione dell’attuale comandante generale e sostituendolo con una personalità esterna.

Ovviamente non lo farà mai perché una sensibile come lei alle lobby non si metterà mai contro le oltre seimila famiglie degli agenti di polizia, un bel gruzzolo di voti su cui vorrà contare per la sua rielezione.

 

C’è anche un’altra cosa che il sindaco dovrebbe fare e questo non le costerebbe alcun voto, la metterebbe anzi per una volta dalla parte dei cittadini invece che da quella di qualche lobby: dovrebbe chiamare in Campidoglio i cittadini che hanno subito intimidazioni da parte dei vigili, ringraziarli e mostrar loro che l’amministrazione è dalla loro parte. Ma anche questo non lo farà, non ci arriva.

 

 

P.s.: Detto delle gravi responsabilità del sindaco Raggi, il servizio di Report ha anche ricordato e fornito nuovi inquietanti elementi sul ruolo della Polizia Locale ma anche del PD nella defenestrazione del sindaco Ignazio Marino per via notarile. Ebbene il PD romano non ha mai dato conto di quelle losche manovre e se si aspetta che i cittadini romani alle prossime elezioni facciano finta di niente ha capito proprio male.

Perché delle due l’una: o tutti i consiglieri PD che si recarono dal notaio per far cadere il sindaco Marino furono degli ingenui che credettero alle storielle degli scontrini e delle multe non pagate, oppure loro e tutto il partito sapevano delle macchinazioni che vi erano dietro a quelle storie e le hanno sfruttate per far cadere un governo cittadino che evidentemente non faceva gli interessi del partito ma magari quelli della città.

Urgono quindi spiegazioni da parte del PD romano e sarà bene che ogni cittadino le chieda in tutte le occasioni pubbliche in cui rappresentanti PD saranno costretti a confrontarsi.

 

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2 risposte

  1. Probabilmente se avessero fatto ruotare i vigili i traslocatori a Via Cipro non si sarebbero appropriati indisturbati dei parcheggi . . .posizionando provocatoriamente sedie e scale sotto gli occhi di tutti …O quasi tutti . . .

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