Dopo aver risolto con le bancarelle Coia passa alle OSP

Vi ricordate tutto l’impegno che il presidente della commissione commercio Andrea Coia mise nel 2017 per affrontare il problema dell’ipertrofia del commercio ambulante a Roma? Mesi e mesi di lavoro portarono all’approvazione di una delibera di cui lo stesso Coia scriveva:

 

Sono molto orgoglioso del lavoro fatto da me, dalla Commissione e dalla segreteria della Commissione stessa e ritengo possa essere un valido contributo alla soluzione dei problemi del commercio su area pubblica.

 

La delibera fu approvata a giugno 2017 e praticamente unanime fu il giudizio fortemente negativo che la città diede di quel provvedimento fin da subito (qui il nostro).

Passati oltre due anni dall’approvazione di quella delibera si è forse visto qualche cambiamento nelle bancarelle romane?

Praticamente nessuno, se si escludono gli spostamenti delle bancarelle da alcune strade della “viabilità principale” (via Tuscolana, via Tiburtina, ecc.) che però sono avvenuti in applicazione di una previsione del Piano Generale del Traffico Urbano approvato dall’amministrazione precedente.

 

Per dirla più chiaramente, risultati dell’intervento promosso da Andrea Coia: zero!

 

Dopo un paio d’anni in cui il presidente Coia non ha praticamente dato notizia di sé (si sarà riposato dalle grandi fatiche sulle bancarelle), eccolo tornare in azione con l’intenzione di affrontare il caos delle occupazioni di suolo pubblico (OSP) a Roma, la gran parte delle quali insistono nel centro storico della città.

Avete presente gli stuoli di tavolini e arredi che riempiono spesso senza regola alcuna vie e piazze del centro storico, con un livello di abusivismo che i più attestano intorno al 70% (con i numeri della Polizia Locale a confermarlo ogni volta che fanno interventi)? Ebbene il presidente Coia ha deciso che è giunto il momento di intervenire togliendo parte delle competenze al Municipio I. Già perché quella sul commercio è una delle poche competenze interamente in carico ai Municipi.

Ma attenzione, l’intervento di Coia non è teso ad affrontare il problema di un’abusivismo che genera degrado generalizzato e concorrenza sleale, bensì esso è stato stimolato da un certo commercio del centro storico che vede troppi limiti nelle normative esistenti in materia di OSP. C’è infatti chi pensa che di OSP a Roma non ce ne siano abbastanza e che esse dovrebbero essere concesse un po’ ovunque per stimolare ancor di più il commercio, ma solo quello relativo alla somministrazione.

Evidentemente il presidente Coia sposa tesi del genere stante che il nuovo provvedimento che ha partorito, e che andrà in discussione in Assemblea Capitolina domani, venerdì 22, prevede una serie di misure per allargare le maglie per la concessione di OSP.

Una misura chiave di tale testo è il passaggio della responsabilità dei piani di massima occupabilità (PMO) dai municipi al Comune. La materia dei PMO riguarda essenzialmente il solo Municipio I e con la scusa che quest’ultimo è inadempiente da anni al riguardo (scusa purtroppo vera) il presidente Coia ha deciso che è giunto il momento per il Comune di prendersi in carico la redazione dei PMO.

 

Le critiche alla nuova delibera Coia che verrà discussa domani sono numerose e i timori che essa possa ulteriormente compolicare le cose, anziché risolverle, anche maggiori.

Basti dire che il testo proposto ha ricevuto un parere contrario da tutti gli uffici a cui è stato sottoposto.

“Contrasto con le disposizioni sul Decentramento Amministrativo”, “… contrasto con le linee di indirizzo dell’Amministrazione Capitolina in materia di decoro e salvaguardia del patrimonio artistico-culturale”, “… il testo può far derivare una proliferazione di elementi di arredo ovunque”, “… la modifica favorirebbe la diffusione di elementi di arredo in aree di grande pregio archeologico/monumentale laddove invece se ne auspica la riduzione”, sono alcune delle formule che si ritrovano nei pareri forniti dai vari uffici.

 

Vi è poi il parere della Polizia Locale che dà la misura della qualità del testo di delibera proposto. Scrivono i vigili nell’incipit del loro parere:

Deve osservarsi, prima di ogni altra considerazione, che il testo della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.39/2014 (su cui si innestano le modifiche della proposta di iniziativa consigliare in esame), non è quello attualmente vigente, atteso che successivamente, il testo è stato modificato con D.A.C. n.82/2018 e D.A.C. n.44/2019. Ciò, intuibilmente, rende del tutto ultronea l’attività di verifica degli uffici e, sarebbe già da sola sufficiente, a fornire sostrato motivazionale al parere contrario.

 

In pratica il testo proposto fa riferimento a norme che non sono quelle vigenti!?!

Proseguono poi nel loro parere:

Tutto ciò premesso, per necessario spirito di collaborazione e, ripetiamolo, immaginando, ma non è così, che il testo regolamentare oggetto delle modifiche sia quello attualmente in vigore, qui di seguito si illustrano le osservazioni ritenute essenziali dall’ufficio.

 

Come a dire, vabbè, si è toppata alla grande la normativa vigente ma proviamo lo stesso a fare qualche considerazione sulle modifiche proposte. E giù una sfilza di contrasti con altre normative, norme poco chiare, riferimenti errati, competenze sbagliate.

 

Nonostante tutti questi segnali che consiglierebbero quantomeno di riconsiderare l’iniziativa proposta, il presidente Coia appare determinato ad andare avanti facendosi approvare il suo testo dalla maggioranza M5S in Assemblea Capitolina, con ovviamente tutti gli altri consiglieri di maggioranza privi degli elementi necessari a valutare il merito delle modifiche proposte.

 

Immaginiamo che anche questa volta, come la scorsa per le bancarelle, non ci sarà modo di convincere Coia a cambiare idea e questo vorrà dire semplicemente un ennesimo provvedimento inutile che al meglio non inciderà minimamente sul problema, al peggio complicherà ulteriormente la situazione delle OSP nel centro storico di Roma.

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4 risposte

  1. Quindi sembrerebbe che si deliberi su una normativa inesistente……….tipo: disciplinare l’ufficio anagrafe deliberando sul codice della strada.
    E vabbè, vorrà dire che la prima Associazione di quartiere che impugnasse la futura delibera innanzi al Tar, potrebbe farla annullare molto facilmente?
    Stiamo per assistere ad un’altra perla nel rosario delle bocciature?
    Ci metteremo a Ponte Sublicio ad aspettare il cadavere della delibera 🙂

  2. Stando a quanto scrivono ufficialmente i vigili è proprio così.
    Probabilmente ci sarà già un emendamento pronto a correggere l’errore segnalato (e tutti gli altri conseguenti ad aver fatto riferimento ad una normativa obsoleta) ma è chiaro che con queste premesse non può nascere un buon testo normativo.

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