Disability Manager, avanti (piano)

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Una delle pochissime cose che abbiamo salutato positivamente dell’attuale amministrazione comunale è stata la nomina di un delegato alla disabilità, nella persona di Andrea Venuto.

Partimmo con un certo scetticismo, non avendo colto segnali dal delegato a distanza di due mesi dalla sua nomina. Poi il delegato rispose alla nostra richiesta d’incontro, caso rarissimo nell’amministrazione M5S, e ci illustrò quello che stava facendo e gli obiettivi per il prossimo futuro.

A distanza di qualche mese rileviamo che alcune delle iniziative che il delegato ci aveva presentato sono prossime alla realizzazione. Così è per la messa a disposizione delle sedute dell’Assemblea Capitolina con un interprete Lis (la lingua per le persone sorde) e con i sottotitoli, con un servizio che è previsto partire entro giugno. Riguardo invece il servizio di trasporto comunale dei disabili, il cui elenco di autorizzati non viene aggiornato da oltre 11 anni, è stata da poco approvata una variazione di bilancio che lo rifinanzia fino al 2020 ed è stato avviato l’iter per il nuovo regolamento che disciplini non solo i requisiti di accesso, allargando la platea dei destinatari, ma anche i livelli e le modalità di erogazione.

Constatiamo con soddisfazione questi progressi ma nello stesso tempo dobbiamo dire che queste sono cose in qualche modo abbastanza facili, giacché non si pestano i piedi di nessuno ed è essenzialmente un problema di reperimento delle risorse (pur non facile in un bilancio disastrato come quello di Roma). Non che noi si voglia sminuire il lavoro del delegato, ma la parte difficile del suo compito è un’altra.

 

 

Dove infatti non vediamo ancora differenze col passato è nella lotta alle piccole illegalità che rendono la vita spesso impossibile a chi abbia difficoltà motorie. Un altro dei punti che avevamo discusso con il delegato era una possibile iniziativa forte di contrasto alla sosta selvaggia dei veicoli che ostruiscono gli scivoli dei marciapiedi ed i passaggi pedonali. Il Venuto ci aveva detto che di questo avrebbe parlato con il Comando della Polizia Locale ma poi non abbiamo saputo più nulla.

Sappiamo che l’incontro deve esserci stato e che la Polizia Locale deve aver preso l’impegno di prestare maggiore attenzione a certe tipologie di infrazioni stradali. Al riguardo c’è stato un mesetto fa un post su facebbok del presidente Stefàno che informava sul concentrarsi degli sforzi dei vigili per reprimere la sosta sull’attraversamento pedonale e la sosta in corrispondenza dello scivolo riservato al transito delle persone invalide. Stando al presidente Stefàno nei primi tre mesi di quest’anno sono stati elevati circa 18mila contravvenzioni per sosta sulle strisce, un numero enorme che però non ha minimamente inciso sulla percezione generale.

Infatti, e purtroppo, la percezione che si ha dall’esterno è che nulla sia cambiato: la sosta selvaggia imperversa incontrastata ed in troppi continuano a non farsi scrupoli a bloccare gli scivoli, i passaggi pedonali o addirittura interi marciapiedi con i loro veicoli.

C’è senz’altro un problema di efficacia nell’azione della Polizia Locale, con il volenteroso comandante Di Maggio che ancora non è riuscito a dare segnali evidenti di discontinuità col passato. Sappiamo che col nuovo comandante il numero dei verbali elevati, soprattutto relativi alla sosta vietata, è cresciuto di molto, così come sappiamo che i pochi carri attrezzi a disposizione per le emergenze vengono impiegati in maniera estensiva soprattutto durante i fine settimana, con centinaia di rimozioni per cercare di contrastare la sosta selvaggia che accompagna sempre la movida. Ma, nonostante i numeri testimonino un maggiore impegno dei vigili, la loro azione non appare essere cambiata di molto e soprattutto non è cambiata la percezione di troppi automobilisti che sono abituati a fare i propri comodi sicuri di farla franca.

Noi non abbiamo ricette magiche da suggerire per combattere in modo innovativo certa sosta selvaggia. Senz’altro la disponibilità di un servizio rimozioni veicoli adeguato alle esigenze di Roma è un requisito indispensabile, per il quale purtroppo sembra che bisognerà aspettare almeno il prossimo autunno (in oltre due anni l’attuale amministrazione non è riuscita a ripristinare la rimozione dei veicoli, se non è prova di totale incapacità questa …). Il servizio IoSegnalo, che tante aspettative aveva creato al momento del lancio, ha dimostrato di essere addirittura controproducente se non utilizzato in maniera “intelligente”, finendo spesso per appesantire ulteriormente l’attività dei vigili senza fornire benefici apprezzabili.

La verità è che probabilmente basterebbero delle normali pattuglie di vigili che però anziché gironzolare distrattamente dovrebbero rilevare con sistematicità certe più odiose infrazioni. Se la cosa ancora non avviene, vuol dire che il comandante Di Maggio non ha avuto ancora successo nel convincere i vigili a ridare dignità e autorevolezza al loro Corpo.

Ma questo vuole anche dire che il delegato Venuto non ha ancora trovato il modo per cambiare veramente le cose in aspetti così importanti della vita di tutti i cittadini. L’invito da parte nostra è ad insistere, cercando di otttenere tutti gli appoggi possibile da interlocutori interni ed esterni all’amministrazione. C’è infatti da cambiare la mentalità del romano medio e per avere speranze di riuscire bisogna essere in tanti e molto motivati.

Come scrivemmo a suo tempo, l’efficacia dell’azione del delegato alla disabilità sì potrà misurare in termini di lamentele da parte di assessori o uffici: quanto più il Venuto attaccherà le oscene consuetudini che fanno di Roma una città orribile per un disabile, tanti più piedi sarà costretto a pestare. Purtroppo ad oggi non sentiamo ancora nessuno lamentarsi del Venuto. Non è un buon segno.

 

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