Delegato alla ciclabilità, chi l’ha visto?

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L’altro giorno Repubblica ha fatto un bell’articolo sullo stato pietoso della pista ciclabile lungo il Tevere, dando conto anche del perdurare della chiusura all’altezza di ponte Sublicio a causa del crollo parziale del muraglione (era settembre dello scorso anno quando anche noi ne parlammo approfittando dell’amaro video girato in loco da Enrico Brignano).

Nel pezzo si dà conto dell’iniziativa dell’associazione #Salvaciclisti-Roma che già nell’ottobre 2015 aveva inviato una diffida a MiBACT, Regione Lazio e Comune affinché mettessero in sicurezza l’area. Solo la Sovrintendenza Capitolina rispose alla diffida rendendo noto che la Regione, ente competente per le banchine del Tevere, già dal febbraio 2015 sapeva dell’alto grado di instabilità di quel tratto dei muraglioni ma nonostante ciò nessun intervento è stato progettato.

Curiosamente nel pezzo di Repubblica non viene neanche citata quelle che ormai dovrebbe essere la figura centrale della ciclabilità a Roma, ovvero il delegato alla ciclabilità, voluto ed individuato direttamente dal Sindaco Raggi nella persona di Paolo Bellino. E dire che Bellino viene proprio dalle fila di #Salvaciclisti-Roma, l’associazione su cui è stato confezionato il pezzo. Viene da pensare che non si sia voluto scomodare il delegato su una questione che è più competenza della Regione Lazio che del Comune.

Paolo Bellino

 

 

Non si può però non rilevare che se sono ancora le associazioni che devono sollecitare le istituzioni a fare il loro dovere, con esposti e diffide, a che diavolo serve una figura come il “delegato alla ciclabilità” che è pagato (profumatamente, capiamo, a livello dirigenziale) per pensare solo alla mobilità in bicicletta? A questo punto non dovremmo forse aspettarci il delegato Bellino che si accampa nei pressi del muraglione e minaccia di non schiodarsi finché la Regione Lazio non inizia i lavori di consolidamento?

Siamo andati sul suo twitter ed abbiamo visto che di quando in quando sollecita @nzingaretti sul crollo del muraglione. Ma a mandare un tweet ogni tanto siamo capaci tutti e di certo non è quello che ci si aspetta da chi prende oltre 50.000 cucuzze annue.

Ma ovviamente il delegato farà anche ben altro, o almeno lo speriamo vivamente, soprattutto per l’Assessore Meleo che tanto si è spesa per averlo (anche se i rumours dicono che il tipo sia stato imposto dal Sindaco direttamente, in virtù di conoscenze e frequentazioni pregresse, con tanti saluti alla selezione dei curriculum e le procedure di selezione alla luce del sole). Si legge infatti nella deliberazione di G.C. con cui si è autorizzato il contratto a tempo determinato per il delegato:

… l’Assessore Meleo rileva la necessità di individuare un professionista che possa, inoltre, fornire supporto sui temi legati al mondo della ciclabilità, che abbia maturato competenze di coordinamento del personale e capacità di relazionarsi con i diversi stakholder di settore, nonché capacità di relazionarsi con i portatori di interessi presenti nelle Associazioni di categoria. L’esperienza di dialogo e di coordinamento dovrà essere, infatti, funzionale alla definizione di un progetto complessivo di mobilità ciclabile che tenga conto delle diverse prospettive e opportunità, indicando soluzioni unitarie da avanzare nelle sedi istituzionali;
Nelle suddette note assessorili viene individuata, quindi, quale figura pienamente adeguata, il Dott. Bellino Paolo, in virtù delle competenze professionali possedute e delle esperienze nel settore direttamente maturate. Dalle risultanze curriculari, allegate in atti, emergono, infatti, specifiche competenze esercitate nei diversi ambiti legati alla ciclabilità, fra le quali meritano particolare menzione la fondazione del movimento Salvaciclisti di cui dall’ottobre 2015 il Dott. Bellino risulta essere portavoce, la Fondazione del Blog Rotafix, nonché il percorso professionale di giornalista professionista presso AdnKronos S.p.A.;

Non abbiamo potuto verificare il curriculum citato nella delibera, ma se le attività che meritano particolare menzione del candidato sono la fondazione di un piccolo movimento, la creazione di un blog (!?!) e l’essere divenuto un giornalista professionista, qualche sospetto di un certo favore preconcetto nei confronti della persona è quantomeno legittimo.

Già quando Bellino fu annunciato dall’assessore Meleo, nell’ambito di un incontro tra le associazioni dei ciclisti, in più d’uno storsero la bocca, ritenendo la figura non adeguata al ruolo necessariamente tecnico-politico del delegato. Anche quelli di RomaFaSchifo non ne scrissero per nulla bene del nuovo delegato, lasciando pensare che “L’esperienza di dialogo e di coordinamento” citata dall’Assessore nella delibera sia più una formula necessaria che un fatto reale.

 

Noi abbiamo provato a cercare le cose fatte finora dal delegato Bellino, eventuali incontri con cittadini o associazioni, momenti di ascolto delle esigenze della città in tema di mobilità ciclistica, convocazioni di commissioni per discutere del tema, magari con particolare riguardo al bike sharing che dovrebbe essere a un passo dall’essere finalmente introdotto a Roma, grazie al completamento della riforma dei cartelloni pubblicitari. Purtroppo non abbiamo trovato nulla, se non il resoconto di un incontro tenutosi tra il delegato Bellino e Gianfranco di Pretoro, rappresentante della Federazione Ciclistica Italiana Lazio, dove ancora una volta emerge il carattere scontroso e accentratore (altro che “dialogo e coordinamento“) del delegato.

Da quel resoconto emergono numerosi progetti oltre a somme importanti che sembrerebbero essere state stanziate per attuarli. Forse qualcuno dovrebbe ricordare al delegato che il mantra del MoVimento parla di “trasparenza e partecipazione”, per cui invece che lasciare i cittadini a cercarsi qualche briciolo di informazione tra le pieghe di internet, bene si farebbe a condividere in maniera efficace quello a cui si sta lavorando, così magari qualche macroscopica magagna viene individuata prima (e ci si risparmiano figuracce come quella della prima corsia preferenziale in via Emanuele Filiberto, ad esempio) ed i cittadini capiscono che forse qualche speranza che le cose a Roma cambino c’è.

Perché se questa amministrazione continua a pretendere di voler essere lasciata in pace che ci pensano loro a tutto ed i cittadini stiano buoni ad aspettare, non bisognerà neanche aspettare la magistratura perché crolli tutto.

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5 Commenti

  1. cinas

    mah. a me Bellino non piace come persona (per la sua aggressività isterica, per la non comprensione di cosa voglia dire la “norma” – che non è hosempreragioneio – e per altri motivi) ma non è proprio la persona che punta al guadagno o che non crede alla sua missione. è la persona giusta al posto giusto. e mi piacerebbe sapere quale sarebbe la corretta persona con il corretto CV per questa posizione.

  2. Roberto

    Non mi sembra che nel pezzo si insinui mai che il delegato Bellino “punti al guadagno” (benché immaginiamo che anche lui debba fare I suoi conti a fine mese).
    La nostra tesi è che da una figura dirigenziale, pagata adeguatamente, ci si aspetta un certo livello di risultati, altrimenti bastava metterci un volontario dotato di tanta buona volontà.
    Se ad esempio, come scrive l’assessore, tra le caratteristiche per il ruolo c’era la “… capacità di relazionarsi con i portatori di interessi presenti nelle Associazioni di categoria”, più di un elemento dimostra che la persona scelta non è quella giusta.
    Se poi il delegato Bellino volesse dare qualche segno di sé e del lavoro che immaginiamo stia svolgendo, saremmo tutti più tranquilli.

  3. Gengis

    Mi sembra un articolo fuorviante. In primis Roma ha finalmente un responsabile alla mobilità ciclabile, cosa mai successa prima. Paolo Bellino si sta impegnando, per quello che è di sua competenza, dopo decenni di immobilismo, se non ostracismo alla mobilità ciclabile. Non ci si può aspettare una rivoluzione in pochi mesi, soprattutto quando si ha a che fare con una macchina burocratica come quella del comune di Roma, la regione Lazio etc. I risultati si potranno vedere tra 2/3 anni. Solo in quel caso si potrà valutare meglio il lavoro di Paolo. Anche io non amo molto i suoi modi bruschi ed il suo esser burbero ma ritengo sia una persona competente quando si parla di bici. linko infine qui la sua risposta all’articolo di cui sopra in modo che si abbiano più elemnti possibile https://www.facebook.com/groups/salvaiciclisti.roma/permalink/1280215252016690/

  4. Roberto

    C’è forse scritto nell’articolo che il delegato Bellino non sia competente in material di ciclabilità?
    Nessuno si aspetta miracoli in pochi mesi ma se lei è disposto ad aspettare 2/3 anni senza vedere qualcosa o sapere su cosa si sta lavorando, soprattutto dal punto di vista strategico, auguri.
    Noi invece preferiamo vedere segnali e sapere su quali siano le line strategiche che si sono adottate, se ve ne sono, per evitare di prendere atto di eventuali fallimenti dopo anni.
    Ci stupisce, ad esempio, che il delegato non sia coinvolto, o almeno non se ne ha notizia né indiscrezione, sulla questione del bike sharing pagato dai cartelloni, rivoluzione che a Roma è ad un passo dall’avvenire e punto su cui un delegato alla ciclabilità dovrebbe mettersi al lavoro “a pancia a terra”, come piace dire al Sindaco.
    Grazie comunque per averci segnalato la risposta del delegato. Al momento abbiamo problemi al server di posta per cui non possiamo verificare se ci è stata recapitata lì.
    Rileviamo l’anomalia dell’uso del blog personale per compiti istituzionali ma evidentemente l’attuale amministrazione pare aver sdoganato questo che a nostro avviso è un malcostume, per cui non possiamo farne carico più di tanto al Bellino. Sarebbe comunque auspicabile almeno una copia di contenuti del genere sulle pagine del Dipartimento o dell’assessorato.
    Leggeremo la risposta, ne daremo conto dale nostre pagine e se del caso aggiungeremo ulteriori considerazioni.

  5. Anonimo

    Bisognerebbe chiedere al signor Bellino quali sono le sue competenze nel campo dell’urbanistica e viabilità ,per intervenire in un ambito complesso come quello del centro storico della Capitale.Vorremmo anche sapere dove e quando ha affinato la sua professionalità’ .Grazie

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