Che a Roma vi siano problemi di gestione rifiuti è cosa che ormai si trascina da anni e che il primo anno di governo M5S non appare aver cambiato di una virgola. I problemi riguardano sia la gestione a valle dei rifiuti, con costi enormi di trattamento e spedizione dei rifiuti in Italia e all’estero ed il rischio continuo che al minimo intoppo la città venga sommersa dai rifiuti, che la loro raccolta, con sistemi diversi di raccolta nelle varie parti della città ma un elevato livello di degrado un po’ ovunque.

Le situazioni peggiori si riscontrano laddove ancora vengono utilizzati i cassonetti in strada per la raccolta dei rifiuti, con la creazione di piccole discariche dove le persone buttano un po’ di tutto, ben sapendo che mai e poi mai qualcuno gli contesterà un errato conferimento. Di foto con cassonetti stracolmni ed attorniati di rifiuti ne è piena la rete, per cui siamo sicuri che la problematica è ben conosciuta.

Se però consideriamo quello che dovrebbe essere il sistema di raccolta migliore dei rifiuti, benché il più costoso, ossia il porta a porta, ci aspetteremmo una situazione migliore sotto tutti i punti di vista, decoro incluso.

E invece purtroppo non è così, come si può verificare in tutto il centro storico di Roma dove la raccolta porta a porta è attiva, teoricamente, sia per l’utenza domestica che quella commerciale.

Ecco un paio di immagini che rappresentano la situazione di tutto il centro storico tutti i giorni.

 

laurina
Via del Babuino: sacchi e cartoni lasciati per strada in attesa che passi l’AMA a raccoglierli.

 

ghetto
Come tutti i ristoranti del centro, anche quelli del Ghetto mettono fuori i rifiuti la sera, per la gioia di topi e gabbiani. Ma è l’AMA stessa che gli chiede di fare ciò.

 

Il problema è che per AMA il fatto che i rifiuti siano esposti in strada un tempo indefinito non rappresenta una criticità o qualcosa da evitare assolutamente. Per loro è semplicemente la normale modalità di raccolta. Si veda nel seguente video, girato qualche giorno fa a via del Corso, come l’addetto AMA istruisca il signore con un bustone in mano a lasciarlo presso il mucchio di rifiuti già creato nel bel mezzo della strada.

 

[youtube url=”https://youtu.be/GHtjfTamBdg”]

 

 

A nostro modesto avviso invece a Roma bisognerebbe puntare al divieto assoluto di poggiare i rifiuti in terra, foss’anche per un “attimino”. I rifiuti in terra infatti sporcano le strade ma soprattutto attirano altri rifiuti con la creazione di mini-discariche che degradano i luoghi, creano problemi di igiene ed impediscono una corretta differenziazione dei rifiuti. Ed è soprattutto dal centro storico che si dovrebbe cominciare a vietare ed a reprimere i conferimenti in strada, perché mostrare quello che dovrebbe essere il lato migliore della casa ingombro di rifiuti è indegno della città che la civiltà l’ha diffusa per secoli.

 

Ora, che gli addetti AMA non colgano la criticità dei rifiuti poggiati a terra è comprensibile, costretti come sono a fare quotidianamente i salti mortali tra un’utenza che, mediamente, più zozzona non si potrebbe ed una dirigenza che tradizionalmente si direbbe focalizzata a farsi gli affari propri.

Ci chiediamo però cosa aspetti la politica a cogliere la necessità di rivoluzionare la visione che hanno i romani dei rifiuti, obbligandoli a trattarli come una cosa delicata e da maneggiare con la dovuta cura. Questo vorrebbe dire smettere di poggiare i rifiuti dove capita e cominciare a consegnarli agli addetti AMA, nel caso di raccolta porta a porta, oppure conferirli negli appositi cassonetti differenziati. E se il cassonetto è pieno se ne cerca un altro vicino, perché nessuno ha un diritto divino a mettere i rifiuti nel cassonetto che gli sta più comodo. Naturalmente ogni comportamento irrispettoso delle regole dovrebbe essere perseguito e l’esperienza di tanti comuni, anche vicini a Roma, dimostra che se l’amministrazione dà segnali chiari la stragrande maggioranza dei cittadini li sa cogliere.

Purtroppo temiamo che gli stessi organi politici, Sindaco e assessore all’ambiente in primis, non abbiano la giusta sensibilità per capire che sui rifiuti vanno anzitutto educati i cittadini, sia con le buone che con le cattive, per cominciare ad ottenere una riduzione nella produzione dei rifiuti (aspetto che apparentemente neanche sfiora i nostri governanti e che invece sarebbe decisivo per rendere il problema più gestibile) e corretti conferimenti che facciano dei rifiuti una risorsa e non un problema.

 

Al momento della sua nomina noi provammo a contattare l’assessore Montanari per poterci confrontare con le sue idee ed in verità ricevemmo una risposta dalla sua segreteria con una proposta di appuntamento. Poi però l’incontro fu annullato e rimandato a data da destinarsi. Immaginiamo che l’assessore al tempo fosse disposta ad ascoltare qualche voce dalla città ma probabilmente deve essere stata messa subito in riga dal Sindaco e dal resto della giunta, che devono averla convinta, od obbligata, ad adottare il metodo di chiusura totale ai cittadini alla città che ormai è la cifra distintiva dell’amministrazione M5S. Sempre alla faccia della trasparenza e partecipazione.

A noi continuerebbe ad interessare chiedere all’assessore cosa aspetta a creare almeno un primo “magazzino del riuso” a Roma, oppure perché non è presente almeno in ogni mercato rionale un banco che raccolga rifiuti differenziati pagandoli a peso.

 

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