Daniele Frongia, chi l’ha visto?

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C’era una volta un consigliere comunale del M5S pacato ma risoluto, riflessivo, attento alle richieste di cittadini ed associazioni a cui dava sempre prontamente risposta.

Poi ci sono state le elezioni, il M5S le ha vinte, e quel consigliere è stato prima nominato Capo di Gabinetto, poi è emersa la sua incompatibilità per quel ruolo ed è passato alla carica di vice Sindaco, ma soprattutto egli si è eclissato divenendo irraggiungibile e sollevando curiosità su come passi ora il suo tempo.

Stiamo parlando chiaramente di Daniele Frongia, attuale vice Sindaco della Giunta Raggi nonché Assessore alla qualità della vita, accessibilità, sport e politiche giovanili.
Chi scrive può testimoniare di come il consigliere Frongia nella passata consiliatura fosse tra i pochi di quelli all’opposizione ad impegnarsi e lavorare per il bene comune. Lo si incontrava nelle commissioni, ci si poteva confrontare con lui sia di persona che indirettamente. Nell’attuale legislatura invece il consigliere Frongia non sembra neanche lontano parente di quello che avevamo imparato a conoscere, essendo divenuto irraggiungibile e non avendo notizie o riscontri sulle sue eventuali attività.
Passi che il vice Sindaco si renda irreperibile ai comuni mortali, benché da chi si professa da sempre “portavoce dei cittadini” ci si aspetterebbe ben altro comportamento; ma il fatto che dopo quasi cinque mesi di mandato non si sia visto uno straccio di segnale che Daniele Frongia si sta occupando di “qualità della vita, accessibilità, sport e politiche giovanili” non può che far pensar male.
Non è da escludere che il vice Sindaco stia lavorando alacremente, giorno e notte, su progetti che poi un giorno, quando verranno mostrati, saremo tutti lì con la bocca aperta a magnificarne la bellezza ed efficacia. Ma quand’anche questa fosse la realtà, è inaccettabile che non si sia ancora cominciato concretamente da qualche parte a fare (e far vedere) qualcosa riguardo l’accessibilità.

Con lo stesso spirito di servizio con cui abbiamo pensato di dare una mano all’assessore Meloni a calarsi meglio nel suo ruolo (e visti i risultati diremmo che la cosa ha portato bene sia all’assessore che alla città) abbiamo pensato di suggerire a Frongia qualche semplice iniziativa con cui iniziare a dare concretezza alle deleghe che gli sono state assegnate.

Sulla “Qualità della vita“, preso atto della vaghezza di una tale delega, consiglieremmo di cominciare dall’ascolto di quello che i cittadini ritengono più importante per migliorare la qualità della vita a Roma. Senz’altro emergeranno elementi di competenza degli altri assessorati ma almeno il vice Sindaco avrà avuto il merito di dar voce ai cittadini, cosa tradizionalmente impossibile a Roma, con l’attuale amministrazione che addirittura sembra aver reso le cose ancora più difficili.

Per l’accessibilità c’è solo l’imbarazzo della scelta da dove iniziare ma è drammaticamente urgente che il vice Sindaco si dia una mossa e faccia qualcosa. La situazione dei portatori di handicap a Roma è infatti vergognosa, con migliaia di persone che trovano impossibile anche solo uscire di casa e muoversi autonomamente sul marciapiede. In attesa che venga ripristinato il servizio per la rimozione dei veicoli in sosta d’intralcio (ma quanto ci vuole ancora???) che venga istituito un servizio specifico che intervenga con urgenza in caso di veicoli che intralcino marciapiedi, scivoli o striscie pedonali; un tale servizio si auto-finanzierebbe grazie alle sanzioni e darebbe un notevole sollievo  non solo ai portatori di handicap.

Riguardo lo sport consiglieremmo di ripartire dalle numerose strutture sportive di proprietà comunale che vengono date in concessione a canoni a dir poco ridicoli. Sarebbe già un buon inizio rivedere quei contratti di concessione (tipo quello di un famoso circolo canottieri che ha ottenuto la concessione per 6 + 36 anni al canone annuo di 39.000 euro) assicurandosi che i circoli anziché puntare sull’esclusività si adoperino per coinvolgere quanti più cittadini possibile nelle loro attività.
Sulle politiche giovanili infine, la cosa più sensata che a nostro avviso il vice Sindaco dovrebbe fare è chiamare i ragazzi del Cinema America e farsi dare qualche consiglio su cosa interessa davvero ai giovani e come metterglielo a disposizione. Quei ragazzi hanno dimostrato di avere le idee chiare ed una capacità straordinaria di aggregare persone, giovani e non, e sarebbe da irresponsabili non beneficiare del loro aiuto per predisporre delle politiche giovanili che abbiano la possibilità di incidere positivamente sulla situazione cittadina.

Suvvia vice Sindaco, esca dall’anonimato e cominci ad essere davvero un elemento di crescita per Roma.

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