Da Tiberis a Spelacchia, come vuole la Montanari

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Ci vediamo costretti a ritornare sulla triste storia di Tiberis, la pseudo-spiaggetta allestita in fretta e furia dall’amministrazione ed aperta solo il 5 agosto quando era stata annunciata a metà dicembre 2017 (con al tempo il Sindaco Raggi che affermava ci si stesse già lavorando).

Due sono gli elementi che a nostro avviso meritano di ritornare sul tema: da una parte il comunicato stampa del Consorzio Tiberina, un sodalizio tra istituzioni e cittadini per lo sviluppo sostenibile del fiume Tevere, dall’altra l’accanimento dell’assessore Montanari nel difendere un progetto che da qualsiasi parte lo si guardi fa schifo, per non dire che puzzi di bruciato.

 

Riguardo il primo punto, ecco il comunicato del Consorzio Tiberina:

 

Ferve, in questi giorni, il dibattito sulla così detta (nella cartellonistica su Ponte Marconi apposta da Roma Capitale) <<TIBERIS – La spiaggia di Roma>>. Viene più volte evocato l’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale, che però, stando a https://www.comune.roma.it/web/it/articolazione-uffici.page, non esiste (non ha Direttore, non ha struttura, non ha recapiti).

Prima dell’apertura (non vi è stata inaugurazione), in tempi per così dire “non sospetti”, così si esprimeva il comune presidente di Consorzio Tiberina e Associazione Amici del Tevere (Consorziato): http://www.europeanaffairs.it/roma/2018/07/29/roma-il-fiume-tevere-una-risorsa-da-tutelare-e-proteggere-questa-la-missione-di-amici-del-tevere/.

Esagerate le ironie di cui a https://roma.corriere.it/foto-gallery/cronaca/18_agosto_07/spiaggia-tiberis-versione-estiva-spelacchio-web-l-ironia-romani-6769e2a0-9a27-11e8-b29e-fbb2c6c2bbaf.shtml? Non sta a noi dirlo.

Due opinioni autorevoli, su facebook, da rappresentanti di importanti Soggetti che hanno firmato il Contratto di Fiume del Tevere a Roma di cui a https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-i-progetti.page?contentId=PRG134159.

Anna Vincenzoni, Assessora del Municipio I° Centro Storico di Roma Capitale con deleghe – fra le altre – ad Ambiente e Decoro Urbano:
Mi ero ripromessa di non scrivere nulla su Tiberis, ma è più forte di me. Dalle immagini che vedo è veramente brutta, ma la cosa peggiore è che si propone gratuitamente lo squallore a chi non ha alternative rispetto a una caldissima estate a casa. E’ facile dire “io non ci andrei mai” mentre ci avviamo verso lo stabilimento balneare vicino alla nostra casa al mare. Un mio professore universitario diceva che potevi essere un genio ma che determinati percorsi erano possibili solo se “sei in grado di conciliare il pranzo con la cena”. Così la spiaggia sul Tevere: vengono mostrate le foto del cibo, ma vengono proposti piatti sbeccati, vecchi e vuoti a chi, non sapendo come conciliare il pranzo con la cena, si ritiene, con arroganza e presunzione, non sia neanche in grado di apprezzare la bellezza. Comunque vada, pienone o flop totale, sarà comunque un fallimento.

Antonino Saggio, Professore Ordinario del DiAP – Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma (Consorziato):
Si chiama “Tiberis la Spiaggia di Roma”, un titolo risibile per il progetto della attuale giunta romana a Ponte Marconi. È stata nominata del tutto fuori luogo l’operazione dei lungo Senna. Ma è come paragonare una squadra efficiente e coordinata in grado di trasformare l’immagine e la sostanza di una estesa porzione di spazio pubblico con chi opera maldestramente senza uomini e soprattutto senza idee e senza neanche un progetto minimamente ragionevole. Leggete [……] sull’esperienza parigina e capirete non solo gli esiti abissalmente diversi, ma anche il processo che viene messo in moto: un processo in cui intellettuali artisti architetti associazioni cittadini e amministrazione si muovono sinergicamente e creano il campo di scelte per la trasformazione.

Dallo stesso Professor Saggio, promotore del progetto “Tevere Cavo” (https://abouteverecavo.blogspot.com/), due interessanti segnalazioni:
– il lavoro di Livia Cavallo, Giusy Rubino e Silvia Di Marco, che da una parte analizzano in dettaglio proprio la situazione dei lungo Senna, poi fanno una puntuale ricognizione nella zona del lungotevere della Vittoria e infine propongono tre micro progetti (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Didattica/Tesidilaurea/CavalloDiCristinaRubino/index.htm),
– il lavoro di Michela Carla Falcone su una strategia di riappropriazione ludica di micro spazi sul Tevere (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/DIDATTICA/Tesidilaurea/Falcone/index.htm).

A Firenze, per esempio, qualcosa che ricorda gli antichi “polverini” romani, pensando alla tradizione piuttosto che all’innovazione:
http://www.easylivingfirenze.it/spiaggia-sull-arno/
http://www.gazzettadifirenze.it/river-urban-beach-nuovo-look-per-la-spiaggia-sullarno-domani-sera-linaugurazione/

Anticipiamo fin d’ora che in Autunno avvieremo un processo di raccolta di idee e proposte su un’area sul Tevere a Roma chiesta in Concessione dall’Associazione Amici del Tevere, attraverso l’abituale “progettazione partecipativa” già sperimentata.

La redazione del Consorzio Tiberina

 

 

A nostro avviso il punto di maggior rilievo del comunicato è il primo, laddove si afferma che non esiste un “Ufficio Speciale Tevere”, o quantomeno che seppure esso esistesse sulla carta non risulta avere un responsabile, una struttura o dei recapiti.

Eppure l’assessore Montanari l’ha citato a più riprese questo ufficio, indicandolo anzi come cardine per il recupero delle aree fluviali. Di seguito un estratto dal suo comunicato del 4 agosto u.s.:

Grazie alla costituzione di un Ufficio Speciale Tevere che abbiamo fortemente voluto per coordinare le competenze che decine di enti e uffici hanno sul fiume …”.

Delle due l’una allora: o la storia dell’Ufficio Speciale Tevere è l’ennesima balla raccontata da un’amministrazione che ormai ha livelli di credibilità prossimi allo zero, oppure tale ufficio esiste ed è operativo ma agisce nell’ombra tanto da non essere conosciuto neanche da chi del Tevere si occupa per statuto in via esclusiva.

Ovviamente sarebbe utile un chiarimento su questo punto dall’assessore Montanari, o anche dal Sindaco Raggi visto che anche lei a dicembre 2017 ha parlato dell’Ufficio SPeciale Tevere, ma chissà perché temiamo che come al solito non se ne saprà nulla (sempre da quelli della “Trasparenza e Partecipazione”).

 

Vi è però anche l’intervento del presidente di Consorzio Tiberina e Associazione Amici del Tevere, Giuseppe Maria Amendola, che secondo noi aiuta a comprendere ancora meglio perché la pseudo-spiaggetta Tiberis è un errore marchiano. Di seguito un estratto del pezzo di cui al link, peraltro scritto prima dell’apertura di Tiberis:

 

Se si lavora in tanti, positivamente e all’interno delle pianificazioni, non si può che migliorare la situazione. Con il “Contratto di Fiume” che ho citato, sottoscritto da sempre nuovi Contraenti, già vari progetti di grande qualità sono stati avviati, secondo passaggi ben precisi di progettazione e autorizzazione; il Consorzio Tiberina ha anche effettuato dei sondaggi on-line, con risposte di migliaia di cittadini, per ottimizzare le soluzioni. – risponde il Presidente Amendola – Vi è però un rischio, in cui secondo me sta incorrendo Roma Capitale: la politica degli annunci e il fare tanto per fare. Se mi chiede se il futuro auspicabile per il Tevere è sullo stampo della pseudo-spiaggia o pseudo-area sportiva in allestimento a Ponte Marconi, le rispondo: non è questo, non è assolutamente questo! Non c’era bisogno di ciò per far vedere che si possono attrezzare aree sul Tevere: ne è piena Roma. 10.000 mq, numero enfatizzato negli annunci, è un rettangolo di terra da nulla, potevano esprimerlo in centimetri quadri, che sarebbero stati 100.000.000. Questa sarà, da quel che si vede a lavori in corso, un’orrida spianata, con chioschi e bagni chimici, che per fortuna slitta nella sua inaugurazione a giornate meno torride; sarebbe ben difficile trovarvi un po’ di refrigerio. Fra l’altro, se l’area fosse naturalisticamente rilevante, la spianata sarebbe di grande impatto, mentre come affaccio non aggiunge nulla a ciò che già si vede da Ponte Marconi: cioè quest’area è una contraddizione nei termini. Non ha nulla di caratteristico rispetto al Tevere, potrebbe essere in qualunque altro luogo di Roma, è quasi offensiva verso chi conosce e ama il Tevere che era in passato e che ragiona su un Tevere che – si spera – potrà essere. Direi che sono state buttate a fiume decine di migliaia di euro, e pare si supererà ampiamente il centinaio. Forse il problema risiede nell’aver ridotto l’impegno attuale di Roma Capitale allo slogan di un Ufficio Speciale Tevere che non esiste e alla faciloneria nell’affrontare un tema così complesso e interdisciplinare, senza interpellare chi se ne occupa da decenni e ne sa veramente: non è di certo lavoro da burocrati o da parolai o da persone accostatesi al fiume da un paio d’anni. Al che, e mi scusi lo sfogo, si rischia di fare l’esatto contrario, cioè di dare l’idea che non si può far nulla per il Tevere a Roma, riallontanando i tanti avvicinatisi con interesse, a volte entusiasmo, al tema”.

 

Ribadiamo le seguenti parole, avendo ben presente a chi riferirle (soprattutto parlando di “faciloneria”, “burocrati”, “parolai”):

Forse il problema risiede nell’aver ridotto l’impegno attuale di Roma Capitale allo slogan di un Ufficio Speciale Tevere che non esiste e alla faciloneria nell’affrontare un tema così complesso e interdisciplinare, senza interpellare chi se ne occupa da decenni e ne sa veramente: non è di certo lavoro da burocrati o da parolai o da persone accostatesi al fiume da un paio d’anni.

 

Infine vogliamo sottolineare quanto scrive il prof. Saggio riguardo la presunta copia del progetto Tiberis a partire dall’iniziativa parigina sulle sponde della Senna. Forse se glielo spiega un professore universitario anche il presidente De Vito lo capisce che la sua idea di Tiberis come semplice copia di Paris Plage è del tutto fuori luogo (per non dir di peggio).

 

 

L’altro elemento che ci ha convinto a riparlare della vergogna Tiberis è, come detto, l’accanimento dell’assessore Montanari nel difendere l’indifendibile con storielle che neanche all’asilo e sorvolando sistematicamente sulle infinite magagne del progetto. Qui il video dove l’assessore si esibisce nel suo sport preferito, ossia il tentativo di intortare i cittadini con fandonie e pseudo-ragionamenti imbarazzanti.

 

 

Siamo qui per cercare di fare chiarezza su tutto quello che è uscito su questa spiaggia” dice l’assessore, ma poi nel video si limita a bollare come “non verità” o vere e proprie bugie le tante notizie riportate dei diversi organi di stampa.

Inizia dalla storia dell’accordo con i rom l’assessore, quella raccontata dalla funzionaria di Roma Capitale al Messaggero con tanto di audio registrato, dicendo semplicemente che si tratta di una grande bugia. Considerando che sulla cosa stanno indagando le forze dell’ordine, viene da pensare che qualcosa di fondato può esserci, tanto più conoscendo quale sottobosco di illegalità popoli certi luoghi della città. E noi tra un assessore straniero che evidentemente non ha ancora capito come funzionano certe cose a Roma e gli inquirenti che vogliono vederci chiaro, tendiamo a dare maggior peso ai secondi, aspettando le loro conclusioni.

Poi prova a confutare il flop della spiaggia l’assessore, dicendo che c’è il tutto esaurito dei lettini (40 lettini! Seppure fosse, hai capito che successo?!?!), parlando della presenta di circa 200 persone (al giorno immaginiamo), che se solo mezza delle indiscrezioni che parlano di impiegati comunali “invitati” a frequentare la spiaggia fosse vera si tratterebbe di una vera e propria disfatta. Peraltro certi numeri fanno pensare che solo i grillini più accaniti si siano immolati alla causa, facendosi vedere a Tiberis.

Cerca anche di confutare il fatto che la spiaggia sia ancora un cantiere l’assessore, benché noi stessi all’apertura abbiamo visto gli operai del servizio giardini continuare i loro allestimenti e vi è tutta l’area attigua al fiume che risulta inagibile.

Memorabili poi altre espressioni dell’assessore quali “… ci sono veramente tante persone …”, mentre le immagini mostrano qualche sparuto visitatore, oppure “… nessuno andrebbe mai via da questo spazio …” che farebbe anche tenerezza, se non venisse detto da colei che, tra le altre, ha la responsabilità di mantenere Roma sull’orlo dell’esplosione dei rifiuti sulle strade.

Conclude l’assessore Montanari:

Dunque, questa spiaggia è in realtà una grande opportunità per i cittadini“.

Amen.

 

E del fatto che si siano spese decine di migliaia di euro senza bando? Nulla dalla Montanari.

Oppure dell’utilizzo del Servizio Giardini, drammaticamente sottodimensionato tanto da non riuscire a star dietro neanche alle aree verdi più centrali della città, o della Polizia Locale, che la notte già non riesce a garantire una copertura decente a Roma? Nulla dalla Montanari.

E spiegare perché ci si è ridotti ad aprire il 5 agosto quando il Sindaco a dicembre 2017 dichiarava che il progetto era già in corso di realizzazione? Nulla dalla Montanari.

 

Insomma, siamo allo Spelacchio 2, anzi “Spelacchia”, come la stessa Montanari ha letto da un titolo: stesso metodo apoditticamente assolutorio per l’amministrazione, nonostante le critiche sferzanti mosse da tutte le parti (grillini integralisti a parte), stessa decisione di impiegare risorse pubbliche in un’iniziativa dove il privato potrebbe facilmente sopperire con soddisfazione e risparmio di tutti, stesso utilizzo di fondi ingenti senza spiegazioni ma soprattutto senza lo straccio di un bando, distribuendo gli incarichi a ditte scelte con criteri oscuri.

 

Noi continuiamo a pensare che Pinuccia Montanari fornisca ogni giorno un motivo in più per rimuoverla dall’importante poltrona che occupa, per manifesta incapacità ma ancor di più per irresponsabilità nelle azioni che compie e totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini romani.

Non sappiamo se l’assessore Montanari creda veramente che la schifezza di Tiberis piaccia ai romani o si renda conto che tutti quelli che le fanno i complimenti o sono di fuori o hanno un pregiudizio positivo per la causa del MoVimento che gli fa vedere roseo anche il più lurido dei tuguri. Esemplari, ad esempio, sono i commenti che seguono estratti da uno dei post della Montanari su Tiberis:

 

 

La stragrande maggioranza di commenti positivi provengono da persone non di Roma che probabilmente non vedranno mai Tiberis ma se la immaginano come un piccolo paradiso strappato al degrado.

 

Che la Montanari sia cosciente o meno di tutta questa finzione, sarebbe davvero il caso che qualcuno si decidesse a rimandarla da dove è venuta, perché un assessore all’ambiente così imbarazzante a Roma non si era mai visto ma soprattutto nessuno aveva mai provato in maniera così ripetuta a prendere per il naso i cittadini romani.

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