Continua il mistero delle fototrappole spente, e sempre più ne chiedono conto

Abbiamo iniziato noi, poi Romatoday ed ora anche Il Fatto Quotidiano si chiede che fine abbiano fatto le fototrappole contro l'abbandono dei rifiuti. Ancora silenzi dall'assessorato ma lo scontento dei cittadini monta

A fine settembre avevamo dato la notizia del mancato rinnovo del contratto di gestione delle videocamere utilizzate dal NAD (Nucleo Ambiente Decoro della Polizia Locale) come fototrappole per contrastare l’abbandono di rifiuti.

Speravamo che qualcuno dell’amministrazione capitolina fornisse spiegazioni, visto che le fototrappole si erano rivelate un ottimo strumento per contrastare gli sversamenti di rifiuti, ma nessuno si è degnato di riscontro alcuno.

 

Dopo una decina di giorni sul tema era tornato Romatoday il quale aveva ricevuto una risposta dalla Polizia Locale che rimandava al Dipartimento Ambiente. Anche in quel caso però nessun chiarimento dal Dipartimento o dall’assessore all’ambiente.

 

Ieri un’altra testata giornalistica, Il Fatto Quotidiano, ha trattato il tema confermando però l’assenza di spiegazioni da parte del Dipartimenti Ambiente o dell’assessorato.

Nell’articolo de Il Fatto Quotidiano si cita il NAD, che avrebbe confermato il mancato rinnovo del contratto di gestione delle fototrappole scaduto a fine luglio scorso, e anche il comandante generale della Polizia Locale, Ugo Angeloni, che avrebbe parlato di un rafforzamento dello strumento delle fototrappole, senza però fornire ulteriori dettagli.

 

 

È ormai evidente che le domande che per primi avevamo sollevato sono tutt’altro che oziose e meriterebbero risposte e chiarimenti da parte dell’assessore all’Ambiente, Sabrina Alfonsi.

Il perdurare della ritrosia dell’assessore a fornire spiegazioni non fa che aumentare i sospetti che ci sia qualcosa di poco chiaro dietro.

 

Quel che è certo è che uno dei pochi strumenti che avevano dimostrato una reale efficacia nel contrasto all’abbandono dei rifiuti sulle strade romane non è più attivo ormai da molti mesi. Questo fatto ha creato un forte scontento in moltissimi cittadini e associazioni che avevano potuto constatare di persona l’utilità delle fototrappole.

Lo scontento di quelle persone sta montando sempre di più e immaginiamo che tra non molto l’assessore sarà costretta ad uscire allo scoperto.

Perché non voglia farlo prima, fornendo tutte le delucidazioni del caso, è cosa che sfugge alla comprensione.

 

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