Complesso Sant’Agnese: il luogo dei miracoli antichi e recenti

Le basiliche, il mausoleo e la catacomba valgono una visita. Vi raccontiamo perché fu scelto questo luogo e i tanti prodigi di cui fu testimone

E’ uno dei tanti splendori poco conosciuto dai romani e molto apprezzato dai turisti. Si chiama complesso di Sant’Agnese perché racchiude diversi monumenti, uno più affascinante dell’altro:

  1. Il mausoleo di Santa Costanza (che si scoprirà tanto Santa non era)
  2. la catacomba di Sant’Agnese (martire protagonista di una serie di miracoli)
  3. la basilica costantiniana
  4. la basilica onoriana con il monastero (che ha accesso da via Nomentana)

Senza avere la pretesa di fare da guida, ci limitiamo a segnalare il posto che vale una visita anche perché racconta storie e tradizioni che tramandano da millenni.

 

Cominciamo dalle mura che si vedono qui sopra che costituiscono i resti della basilica costantiniana. Fu edificata su ordine di Costantina, figlia dell’imperatore Costantino (si chiamavano tutti così in famiglia!) nel IV secolo d.C.
Nella tradizione, il nome Costantina fu abbreviato in Costanza e poco dopo le fu affibbiato l’appellativo di Santa ma lei non lo era affatto, anzi pare si convertì al cristianesimo in tarda età quando fu colpita dalla lebbra. Non riuscendo a guarire, si recò in preghiera sulla tomba di Agnese e poco dopo la malattia scomparve. In ricordo della miracolosa guarigione fece costruire questa sorta di basilica che in realtà era più un luogo di banchetti funebri o un cimitero coperto.

Dobbiamo pensare che in quel tempo, il culto cristiano era in minoranza e praticato soprattutto dal popolo, mentre molte famiglie di condottieri romani ancora seguivano i riti pagani. Gli imperatori non volevano scontentare nessuno, né i cristiani, né i pagani. E così permettevano la costruzione di nuove chiese purché fossero fuori città. Ecco perché nacquero le basiliche “fuori le mura” (tra le quali San Paolo, Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni).

Ma perché Costantina si era recata proprio qui a cercare la sua miracolosa guarigione? Tutto nasce dalla vicenda di Agnese, una tredicenne che era stata sepolta in questo terreno.

La giovanissima era pesantemente corteggiata dal prefetto di Roma ma lei lo rifiutò e costui la denunciò come cristiana quando ancora era un reato praticare il culto. Come punizione venne portata in un lupanare, in mezzo alle prostitute in modo che chiunque avrebbe potuto approfittare di lei. Ma, nel momento in cui fu esposta nuda, i suoi capelli crebbero di improvviso tanto da coprirle tutto il corpo e nascondere le sue intimità. Un uomo provò comunque a violentarla ma non appena la toccò restò fulminato.

A quel punto Agnese fu gettata nel fuoco ma questo si spense in un colpo e così fu sgozzata con una spada, nello stesso modo in cui si uccidevano gli agnelli. Sul luogo del martirio fu costruita una piccola chiesa che poi diventerà Sant’Agnese in Agone, mentre il suo corpo venne portato sulla Nomentana.

E qui fu costruita la basilica, ovviamente rimaneggiata nei secoli. Nelle foto che seguono vediamo l’ingresso inferiore e gli interni.

Torniamo alla nostra Costantina o Costanza (come dal V secolo la chiamavano tutti) che fu la regista di questo imponente complesso. Decise di far erigere un mausoleo dove seppellire i membri della sua famiglia. In effetti pare che qui riposi anche Elena, l’altra figlia dell’imperatore Costantino.

Il Mausoleo che vediamo nelle foto seguenti, è un importantissimo esempio di architettura tardo antica, con pianta rotonda. Un gioiello che oggi viene scelto da molte coppie per sposarsi.

 

 

C’è poi il magnifico convento al quale si accede da via Nomentana 349 che in questo periodo è in corso di restauro. Per cui dalle nostre foto non si possono ammirare le facciate sulla strada ma il cortile non è privo di fascino con la sua torre medioevale che spunta da un edificio più volte rimaneggiato, segno che fu fortificato intorno al 1300. In fondo questa era aperta campagna e occorreva difendersi dagli assalti improvvisi.

 

Concludiamo con l’ennesimo miracolo che ha caratterizzato questo luogo magnifico, avvenuto in tempi molto più vicini a noi. Il 12 aprile del 1855 papa Pio IX si era recato in visita al complesso e mentre passeggiava assieme al suo seguito nella canonica della basilica di Sant’Agnese, il pavimento sprofondò all’improvviso. Nessuno rimase ferito e il Papa volle che una statua di Sant’Agnese venisse collocata sulla facciata esterna di Porta Pia (verso via Nomentana), in segno di devozione alla santa che aveva salvato lui e i suoi collaboratori.

 


 

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