Probabilmente la stragrande maggioranza dei romani non si reca più presso la Motorizzazione Civile da anni, ricorrendo sempre a qualche agenzia di pratiche auto.

A chi invece volesse fare un tuffo negli anni ’70, in atmosfere che sono state perfettamente cristallizzate nei primi film di Fantozzi, consigliamo di fare un salto presso la Motorizzazione Civile di Roma sud, in prossimità del G.R.A. all’altezza della Laurentina.

 

Come mostrano le foto che seguono, già entrando nell’area interna della MTC si avverte un clima di abbandono pluriennale, con una segnaletica verticale scarsissima e consunta da decenni di agenti atmosferici, mentre quella orizzontale è del tutto invisibile, costringendo le vetture ad indovinare di volta in volta il percorso o l’area di sosta. La conseguenza è che ognuno fa un po’ come gli pare, non potendo, anche volendo, seguire la segnaletica, col risultato che ogni spazio disponibile viene occupato da veicoli in sosta.

 

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La prima riflessione che viene in mente davanti ad uno spettacolo simile è: come pretendiamo che i neopatentati abbiano a cuore il rispetto delle norme del Codice della Strada se proprio dove gliela rilasciano la patente ognuno fa come gli pare impunemente?

 

Anche gli edifici all’esterno denunciano un’aria di abbandono, per quanto le strutture in vetro riescono a tenere abbastanza bene il tempo.

 

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All’interno invece si possono apprezzare al meglio le atmosfere fantozziane:

 

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Faldoni accatastati

 

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Pannelli luminosi che non funzionano più da anni

 

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Eliminacode evidentemente fuori uso da anni che ormai vengono ricoperti da cartelli informativi di fortuna

 

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Totem informativo che scommettiamo avrà funzionato qualche settimana al massimo da quando fu installato (indoviniamo, una decina di anni fa)

 

E dolcis in fundo, la vera e propria opera d’arte costituita dal pennello che doveva servire ad attaccare le foto sui moduli, con innumerevoli strati di colla sedimentati:

 

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Il personale si divide tra chi si ostina ad operare con le vecchie dinamiche ed i tempi tradizionali, pur dovendo utilizzare i computer di quando in quando, e chi invece cerca di darsi da fare per snellire le procedure ed accelerare le operazioni allo sportello.

 

Va detto che a parte l’attitudine dell’impiegato di turno, molte delle procedure utilizzate per le pratiche automobilistiche sono rimaste ferme all’età della pietra.

Per fare un esempio, una pratica che riguardi la patente di guida prevede il pagamento di due bollettini diversi, da effettuarsi alla Posta, in cui vanno riempiti a mano i campi con le stesse informazioni PER TRE VOLTE!?! Importo in cifre, importo in lettere, nome e cognome, indirizzo, il tutto tre volte identiche.

Dare la possibilità di fare un unico pagamento utilizzando tutti i metodi più moderni deve risultare evidentemente operazione improba.

 

 

Chiaramente la responsabilità di mantenere un ufficio pubblico della capitale d’Italia in un tale stato di degrado ed abbandono è tutta del Ministero per le Infrastrutture, non potendo né volendo minimamente attribuire anche questo problema all’amministrazione in carica a Roma.

Viene anzi da considerarla quasi una scusante per l’amministrazione M5S una MTC così malridotta, come se in fondo a Roma non fosse possibile far funzionare le cose su standard minimi di decenza tipici del mondo occidentale evoluto.

Chissà se il ministro Del Rio ci è mai capitato alla MTC Laurentina. Se no, gli chiederemmo di farci un salto e di farci sapere chi è il responsabile della struttura che va ringraziato, si fa per dire, per mantenerla con quell’inconfondibile sapore anni ’70.

 

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