Coia vuole tavolini e arredi un po’ ovunque, Corsetti si oppone

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Di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) e Piani di Massima Occupabilità (PMO)  abbiamo parlato a giugno, dando conto delle due iniziative intraprese da Municipio  e Comune per andare incontro ai desiderata dei ristoratori del centro storico.

Al tempo il M5S ed il PD erano ancora su fronti contrapposti a tutti i livelli, mentre come sappiamo oggi sono insieme al governo del paese, con il sodalizio che timidamente cerca di estendersi anche a livello locale.

 

Siamo poi tornati ad agosto sul tema, parlando di una conferenza stampa tenuta dalle associazioni del centro con la presenza del consigliere di minoranza in Assemblea Capitolina Orlando Corsetti (PD). In quella sede sono state avanzate forti critiche contro entrambe le iniziative ma né il Municipio né il Comune hanno ritenuto opportuno confrontarsi con i cittadini.

 

Se la delibera proposta dal Municipio sembrerebbe essere stata messa in attesa, soprattutto per la fortemente negativa reazione mostrata da tutte le associazioni dei residenti del centro storico, quella a cui sta lavorando il Comune procede nel suo iter nonostante presenti criticità ancora maggiori.

Noi non siamo riusciti a visionare il testo del provvedimento proposto dal presidente della commissione commercio, Andra Coia, ma i punti salienti dovrebbero essere:

  • la possibilità di concedere OSP non solo agli esercizi di somministrazione ma anche agli esercizi di vicinato alimentare, laboratori alimentari, edicole e librerie con somministrazione,
  • la possibilità per gli operatori commerciali di proporre modifiche ai luoghi storici con lavori edili o modifiche alla viabilità al fine di ottenere una OSP o un suo ampliamento,
  • il trasferimento della competenza dei PMO al Comune.

 

I gravi problemi che tali punti comportano sono:

  • l’ulteriore invasione di sgabelli, panche, tavoli e arredi vari in tutte le vie e piazze del centro storico,
  • il rischio che vie e piazze del sito UNESCO vengano snaturate per soddisfare appetiti puramente commerciali (pur legittimi),
  • le norme sul decentramento amministrativo affidano la competenza delle OSP ai Municipi, per cui la delibera proposta va contro tali norme così come segnalato da ben cinque pareri contrari di altrettanti uffici comunali competenti.

 

La scorsa settimana la proposta di Coia è stata discussa in commissione commercio e quello che segue è il comunicato stampa che Orlando Corsetti (PD), uno dei membri di minoranza della commissione, ha rilasciato al termine della riunione.

 

“Liberalizzare le occupazioni di suolo pubblico, questo l’obiettivo della proposta di delibera presentata questa mattina in commissione dal consigliere pentastellato Andrea Coia e su cui ho espresso la mia assoluta contrarietà. Si tratta di una modifica del regolamento sull’occupazione di suolo pubblico che ha ricevuto il parere negativo di tutti gli uffici interessati e che viola gravemente il principio del decentramento amministrativo che oggi attribuisce la competenza sui Piani di Massima Occupabilità  ai Municipi. A questi ultimi, infatti, verrebbe sottratta tale attribuzione con l’accentramento dello strumento rappresentato dai piani nelle mani della Giunta capitolina, un organo politico che peraltro non ha alcuna competenza ne’ tecnica ne’ amministrativa per la redazione e l’applicazione degli stessi.

Altra scellerata proposta inserita nel documento presentato questa mattina e’ la possibilità’ di concedere l’occupazione suolo pubblico a laboratori e negozi tipo pizza a taglio, friggitorie, kebab per il posizionamento di panchine e piani di appoggio. Si tratta di attività presenti a migliaia nel Centro Storico che vedrebbe una vera e propria invasione di tale tipo di arredi, a danno del decoro della città storica e che tuttalpiù potrebbero essere consentiti nelle zone periferiche.

La rovinosa proposta prevede, inoltre, la possibilità per il privato di intervenire economicamente con presunti progetti di riqualificazione che hanno l’unico obiettivo di ottenere l’autorizzazione per i dehors esterni dei ristoranti e che verrebbero sottoposti anche in questo caso all’approvazione della Giunta pentastellata”.

“Con questa scelta l’Amministrazione affossa completamente la tutela dell’interesse pubblico per accaparrarsi la benevolenza di qualche categoria. Leggendo la proposta emerge insomma una visione della città fondata su una incontrollata gestione del suolo pubblico che determinerà non solo un ulteriore danno al decoro e alla sicurezza urbana ma anche alla qualità del servizio e al valore dell’offerta turistica. Inoltre non sfugge a nessuno che, essendo il Municipio I a guida Pd l’unico ad aver applicato i piani di massina occupabilità, tale scelta può essere letta solo come strumento di lotta politica che ha tutto il sapore di una coercizione nei confronti dell’organo municipale”. E’ quanto dichiara in una nota il consigliere capitolino del Partito Democratico, Orlando Corsetti.

 

La presa di posizione del consigliere Corsetti, che ci permettiamo di segnalare come uno squarcio di luce nel buio più totale rappresentanto dall’opposizione PD in Assemblea Capitolina, ha ricevuto una immediata replica da parte del presidente Coia. Eccola.

 

“Da Corsetti falsita’ e scuse per rimediare al disastro del Pd Municipio I: nessuna liberalizzazione delle occupazioni di suolo pubblico. I soli Piani di massima occupabilita’ saranno sottoposti a revisione da parte della giunta capitolina con l’aiuto degli uffici competenti e non arbitrariamente come vuole far credere l’ex Presidente del Municipio I degno compagno di Sabrina Alfonsi”. Lo dice il presidente della commissione capitolina Commercio, Andrea Coia.

“I piani non sono citati dal regolamento del decentramento che richiama poi la normativa comunale. La concessione di suolo ad esercizi commerciali diversi da quelli di somministrazione non finalizzata alla vendita o all’estensione della superficie espositiva e’ gia’ presente nella delibera. Corsetti deve studiare di piu’ (eppure ha esperienza molto molto lunga. Cosa avra’ fatto in questi anni a parte seminare il panico tra i residenti a danno degli operatori?). Il privato- aggiunge- puo’ con progetti specifici proporre progetti di riqualificazione urbana. Cosa c’entrano i dehors che il catalogo dell’arredo approvato da Marino prevede gia’ tranquillamente? In sostanza Corsetti rimandato a settembre. Studi di piu’ e cerchi di rappresentare tutti i cittadini e non pochi influenti residenti”.

Per Coia “inutili anche i disastrosi tentativi dell’Alfonsi di fare ordine ora dopo anni di inerzia proprio ieri alla vigilia dell’approvazione in commissione commercio di una proposta di delibera che deve spostare le competenze sui Pmo per rimediare alla sua nullafacenza. Sembra una bambina a cui si sta per togliere un giocattolo. Un’operazione tardiva e scriteriata con la quale – anche se sembrava impossibile – e’ riuscita a fare peggio”.

 

 

Dalla lettura delle due note noi rileviamo come da una parte Corsetti sollevi problemi di merito non oziosi, mentre dall’altra Coia fornisce mezze risposte che non dicono nulla (cosa vuol dire “… con l’aiuto degli uffici competenti” se di competenze sui PMO in assessorato non  ve ne sono?) e preferisce infarcire il suo già poco chiaro testo con polemiche politiche stucchevoli e inutili (che diavolo vuol dire “… pochi influenti residenti“?).

 

Come saprà chi ci segue regolarmente, noi non perdiamo occasione per dare addosso al PD romano, che consideriamo tra i maggiori colpevoli dello stato comatoso di Roma, ma in questa circostanza ci sentiamo di segnalare positivamente l’opera del consigliere Corsetti per il contrasto con valide motivazioni (che eventualmente ancora attendono di essere confutate) di una pericolosa ed opaca iniziativa del presidente Coia.

Peraltro lo stesso Coia ha dimostrato una spiccata capacità di scegliersi le iniziative che peggio fanno alla città, sempre tese a tutelare la lobby di turno. È stato così con la sua “riforma” del commercio su area pubblica, quella che a dispetto dei suoi proclami non ha modificato di una virgola la situazione delle bancarelle a Roma (ricordiamo che gli spostamenti dei banchi da via Tuscolana, via Tiburtina, ecc. sono frutto dell’applicazione del PGTU approvato dall’amm.ne Marino), idem con i suoi interventi sulla Festa della Befana tutti tesi a difendere i privilegi degli “operatori tradizionali” e lo stesso con la riforma degli impianti pubblicitari, al palo da oltre tre anni anche con la complicità della commissione commercio.

Anche con questa delibera sui PMO Coia dimostra di non tenere affatto al decoro cittadino, ad un commercio ordinato e non invasivo, alla tutela del patrimonio artistico di Roma. Pare che a lui interessi solo lasciare mano libera al commercio, senza rendersi conto che se non si mettono i giusti paletti sarà il peggior commercio ad avere la meglio, quello che squalifica i luoghi perché interessato solo a massimizzare il profitto.

 

Facciamo notare da ultimo che, a meno di nostri errori, non si è udita alcuna critica alla delibera di Coia da parte del Municipio I, quello che perderebbe la competenza sui PMO se essa venisse approvata. Sarà perché il Municipio ha un’iniziativa simile in campo o perché in fondo con la sua iniziativa Coia gli toglierebbe le castagne dal fuoco?

Eppure Sabrina Alfonsi milita nello stesso schieramento di Orlando Corsetti …

 

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