Cittadini esasperati (ma anche i medici) evocano rischi sanitari dai rifiuti in strada

Il livello di sopportazione dei cittadini sembra essere arrivato al limite mentre l'amm.ne non sembra avvertire l'emergenza. Grande attesa per il piano rifiuti previsto entro luglio

Prendiamo spunto da un post che ci è stato segnalato da un’amica del rione Esquilino. Questo il testo e a seguire le immagini:

 

22/7/22 ore 5.40 (Via Napoleone III – Via Gioberti)
Scene di “ordinario” degrado nel centro della Capitale d’Italia (zona Unesco)
Stefano Marin, come si può andare avanti così?
I turisti assistevano impietriti ed inorriditi…
Noi sconvolti da scene che neanche nei paesi del terzo mondo…
Al pensiero che il 29 luglio bisogna pagare la Tari (e caramente) per un servizio inesistente c’è da indignarsi proprio.
Se tutto va bene, il colera non ce lo toglie nessuno… altro che Covid!

 

 

 

 

 

 

 

 

Non amiamo pubblicare foto del degrado romano e senz’altro non lo facciamo alla ricerca di facili like (come si noterà sulle nostre pagine non è presente pubblicità per cui preferiamo senz’altro provare a stimolare riflessioni e discussioni piuttosto che solleticare il lato populista che è in tutti noi).

Come ci è stato spiegato però, le situazioni mostrate dalle immagini si ripetono tutti i giorni, da tempo immemore, e il richiamo al rischio di “colera” a noi appare tutt’altro che esagerato.

Al riguardo c’è anche un appello lanciato dall’Ordine dei Medici di Roma, per bocca del presidente Antonio Magi, il quale ha chiesto al sindaco Gualtieri di “… evitare che una situazione igienica che oggi è abbastanza compromessa possa trasformarsi in un problema di natura sanitaria“. Magi ha anche chiesto un incontro al sindaco, per parlare del problema, ma passate due settimane non avrebbe ricevuto alcun riscontro.

Va detto che già lo scorso anno, più o meno in questo periodo, l’Ordine dei Medici di Roma aveva già lanciato un appello per segnalare i possibili richi sanitari dell’irrisolta questione rifiuti romana, ma questo più che dimostrare una tendenza ad esagerare da parte dei medici, per noi attesta il fatto che la situazione ad un anno di distanza è praticamente immutata, nonostante la nuova amministrazione sia in carica da oltre nove mesi.

 

Quello che preoccupa di più di queste situazioni è la loro reiterazione quotidiana senza che nessuna delle istituzioni dia prova di avvertirne la gravità o provi a fare qualcosa.

A noi questa appare l’ennesima emergenza cittadina che richiederebbe un intervento straordinario di qualsiasi genere. Qualcuno ha evocato l’intervento dell’esercito e seppure una tal cosa apparirebbe una mezza sconfitta per la nuova amministrazione capitolina, per lo meno sarebbe un segnale che la gravità dell’emergenza è stata compresa e la si vuole prendere di petto in qualche modo.

Invece i cittadini sono costretti ad assistere ogni giorno agli spettacoli mostrati dalle immagini, spesso sotto le loro finestre o davanti ai loro portoni, senza il benché minimo segnale da parte dell’amministrazione, né quella municipale né quella centrale, con l’aggravante di dover pagare la TARI più alta d’Italia!?!

 

A parte le battute del sindaco sull’emergenza rifiuti finita tra una settimana (detto sei giorni fa) e su Roma come un borgo del Trentino in due anni, di concreto al momento c’è solo l’impegno a redigere un nuovo piano rifiuti per Roma entro la fine di luglio.

A noi continua ad apparire pazzesco che una cosa che Gualtieri avrebbe dovuto avere pronta il primo giorno di mandato, dopo nove mesi sia ancora in preparazione, ma tant’è …

Contiamo i giorni per leggere questo piano e speriamo davvero che sia qualcosa per attaccare nell’immediato l’emergenza in corso.

Si facciano pure tutti i discorsi possibili su termovalorizzatori e impianti di compostaggio, ma Roma non può più fare a meno di azioni concrete per oggi, domani, la prossima settimana, i prossimi mesi, in attesa degli anni che occorreranno ad avere tutti gli impianti necessari.

 

Ancora sette giorni, al massimo, e potremo finalmente conoscere il nuovo piano rifiuti per Roma. Che sia qualcosa di coraggioso e di credibile, sindaco Gualtieri, altrimenti c’è il rischio concreto che la città scoppi davvero, come neanche la Raggi era riuscita a fare.

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