Città in rovina – L’ex mattatoio di Testaccio

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Ex-Mattatoio-Testaccio

Il vecchio mattatoio di Testaccio fu progettato nel 1888 dall’architetto Gioacchino Ersoch. Il complesso copre un’area di circa 25.000 mq con un disegno geometrico e razionale, le cui linee guida furono principi di funzionalità e di igiene.

Questo mattatoio funzionò fino al 1975, quando venne inaugurato quello nuovo localizzato in viale Palmiro Togliatti, sulla via Prenestina. Da allora la struttura ha subìto una serie di ristrutturazioni ed interventi nelle sue diverse parti, senza però che sia stato mai approvato un piano generale che permetta di dare una sistemazione a questo spettacolare colosso di archeologia industriale.

Nel tempo in una parte del complesso è stata istituita la seconda sede del MACRO, un’altra è stata affidata alla facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, in un’altra ancora è stata creata la Città dell’Altra Economia ed infine una zona è occupata da un centro sociale.

Passeggiando all’interno della struttura si vedono padiglioni ristrutturati, edifici in corso di ristrutturazione, altri abbandonati, molti dei quali decisamente degradati. Seguono le foto degli esterni e di alcuni interni.

 

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Per avere un’idea di come possono essere riutilizzati questi spazi, seguono alcune immagini prese dalla mostra sui tatuaggi attualmente in corso presso l’edificio della Pelanda.

 

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Questo è il cartello che informa dei lavori in corso, peccato che la data di fine lavori indicata sia maggio 2014!?!

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Vi è poi l’ala est del complesso che risulta particolarmente degradata, con uno spazio ancora dedicato alle stalle dei cavalli delle botticelle e un altro occupato da un centro sociale.

 

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Come è facile comprendere, in quest’area si potrebbero realizzare numerosi progetti di sviluppo, prevedendo sia aree ricreative private (bar, pub, ristoranti), in una zona dove assembramenti di persone non creerebbero particolari problemi, sia funzioni sociali e culturali. Ci sarebbe però bisogno di un piano strategico complessivo predisposto da qualcuno che abbia la visione necessaria per sfruttare in maniera efficace e moderna un’area tanto vasta. Finora nessuna amministrazione è riuscita a prevedere tanto, ed anche l’ottimo assessore Caudo si è dovuto limitare ad interventi parziali.

C’è solo da sperare che il nuovo governo cittadino voglia mettere mano alla cosa con i dovuti modi.

 


 

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  1. Anonimo

    Bellissimo quel posto, nonostante la sua funzione iniziale.. È un vero peccato che venga lasciato in questo stato.

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