Cineturismo: quante occasioni perde Roma per il suo degrado

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Il Cineturismo motore di sviluppo che Roma non ha saputo sfruttare. Un vero peccato sprecare un’occasione storica come quella offerta, nel 2015, dal tax credit cinematografico che ha riportato le grandi majors internazionali a girare nel nostro paese. Siamo tornati più volte sull’argomento e non ci stancheremo mai di farlo, perché pilastro fondamentale di un progetto politico e culturale che mira a risvegliare il senso di appartenenza e l’orgoglio del luogo. Lo spunto ce lo da la messa in onda di “Spectre”, stasera su TV8, a tre anni esatti dallo scoppio dello scandalo delle location di 007. Una figuraccia tremenda quella del comune che si fece trovare impreparato, accogliendo la troupe in uno scenario da incubo, tra cumuli di rifiuti abbandonati e scritte non cancellate sui muri. L’umiliazione definitiva: regista e scenografo decisero di trasformare lo scorcio piu suggestivo del Lungotevere in un paesaggio diroccato e fatiscente. Addirittura costruirono un muretto pieno di graffiti che si confondeva con l’ambiente circostante: che per inciso, non è una sperduta strada di periferia, ma la parte più nobile e più elegante delle banchine del Tevere. Abbiamo dato una pessima immagine del nostro territorio, facendo uno spot involontario ai vandali che hanno tappezzato lungotevere Farnesina e Ponte Sisto con le loro tags. Il centro di Roma appare per quello che è: un’immensa distesa di graffiti. Fallito miseramente il tentativo di promuovere l’immagine di Roma attraverso il cinema e l’audiovisivo.

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Eppure, interpellato sull’argomento, il presidente della RomaLazioFilmCommission, Luciano Sovena, ha provato a spiegare che non è semplice isolare e pubblicizzare queste aree come siti dedicati al cinema, certamente è importante ricordarli e creare iniziative dedicate a questo scopo. Dunque se abbiamo capito bene: l’area di Ponte Sisto, incastonata tra Piazza Trilussa e Via Giulia o l’approdo monumentale di Scalo de Pinedo situato a pochi metri da Piazza del Popolo, sarebbero difficili da promuovere come destinazione turistica… Più facile organizzare eventi ad hoc. Uno dei momenti per cui viene ricordato “Spectre” è la scena dell’inseguimento notturno tra le strade di Roma. Quale miglior modo per ricordarlo, se non ospitare a Roma la mostra “Bond in Motion” con i veicoli impiegati durante le riprese di “Spectre”? E invece niente.

Nessuno degli attori coinvolti nel Destination Management Organization (produttori, enti territoriali, tour operator) ha valutato un’operazione di co-marketing legata al lancio del film. Non ci è voluto molto a capire che la casa detentrice dei diritti di 007 (EON-Danjaq) non aveva alcuna intenzione di associare il suo nome, un brand sinonimo di lusso ed eleganza, al degrado di Roma. Meglio puntare su altre città d’indubbio fascino ed eleganza: Parigi, Milano, Mexico City. Ovunque tranne che da noi.

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E meno male che Dario Franceschini in una conferenza stampa diceva “Sappiamo bene quanto un film che fa vedere le bellezze dell’Italia valga più di tanti spot a pagamento per la promozione dei nostri beni culturali”.

E quindi, nella stessa occasione, il direttore generale del Turismo si sbilanciava in un’eloquente perorazione a favore del cineturismo: Le immagini di un film sono in grado di suscitare interesse nello spettatore rispetto ai luoghi dove si è girato il film, ed alimentare la dimensione del dreaming, primo momento nella pianificazione della travel experience. 

Una vera travel experience associata a “Spectre” è stata da poco inaugurata in Austria. “007 Elements”, questo il nome dell’attrazione dedicata a James Bond costruita sulle pendici delle montagne di Sölden, riproduce le ambientazioni girate nella località austriaca. Un progetto avveniristico e strepitooso, ideato e realizzato in stretta collaborazione con Neal Callow, art director di numerosi film di Bond.

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Ogni commento sulla capacità progettuale e la visione sistematica del territorio degli austriaci, è impietoso e superfluo. A questo proposito chiudiamo con un’annotazione più politica. Nicola Zingaretti, presidente uscente della Regione Lazio e candidato del centrosinistra, dedica un passaggio del suo programma al cineturismo:

In parallelo lavoreremo sulla promozione dei singoli turismi. Da quello congressuale a quello esperienziale, sino a quello ‘cinematografico’, in cui vanno sfruttate tutte le sinergie possibili con l’azione della Film Commission e con il programma Lazio Cinema International.

Il vero dubbio è: ci crederanno davvero? Guardando alle condizioni in cui sono ridotti i luoghi del cinema, da Cinecittà alla festa del cinema, non c’è molto da sperare.

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