Cinema Impero: la grande sala aspetta di tornare alla vita

L'edificio ospita una scuola di teatro ma per diventare una Casa delle Culture manca la possibilità di vedere un film. La storia di un quartiere e del suo cinema

 

Questo edificio era un ponte culturale con la Somalia. O almeno così credeva la dottrina fascista, convinta che si potesse esportare la cultura e l’architettura nelle colonie dell’Impero.

Quell’Impero che l’italietta mussoliniana pensava di aver conquistato nel Corno d’Africa, ricreando nelle città coloniali gli stilemi della capitale. Mentre a Roma l’architetto Mario Messina costruiva in via dell’Acqua Bullicante questo cinema in stile razionalista, nel centro di Asmara uno stesso cinema, con lo stesso nome avrebbe dovuto portare in quel paese i film della propaganda ma non solo.

A Roma, l’Impero era la terza sala più grande mai realizzata e ha attraversato l’età d’oro del cinema italiano, quella del neorealismo e delle grandi produzioni.

Negli anni ’70, però, la crisi economica spinse i gestori alla chiusura. I residenti di Tor Pignattara e del Casilino sceglievano cinema più centrali, per sentirsi parte di una città che vedeva ancora le periferie come luoghi lontani.

L’edificio, dalle linee dritte e razionali, si avviò verso un lento declino e in seguito fu occupato abusivamente da decine di senza tetto che hanno purtroppo distrutto i decori interni.

 

 

 

La storia di questo ex cinema, però, riserva una sorpresa. La proprietà è privata a fa capo alla famiglia Longobardi che ha tentato più volte di trovare un futuro che contemperasse le legittime esigenze economiche con un uso più aperto al quartiere e al territorio. Nel 2000 fu tentata la strada degli alloggi per gli studenti universitari de la Sapienza, poi si pensò di creare una multisala ma l’occupazione dello stabile fino al 2010 ha mandato in fumo ogni progetto.

Terminata l’occupazione, però, il quartiere si rimbocca le maniche e decide di collaborare con la proprietà e di farsi parte attiva di un progetto di riqualificazione.

Nasce così il Cantiere Impero, una collaborazione tra mille cittadini e 32 imprese e associazioni della zona. A coordinare il progetto è il Comitato di Quartiere Tor Pignattara, assieme all’Ente Eco Museo Casilino, una organizzazione di volontariato nata per valorizzare il patrimonio del quadrante est.

Nel 2012, il progetto è pronto e prevede uno spazio per attività culturali e una sala cinema più piccola, oltre ad atelier d’artista, luoghi di co-working, teatri di posa.

Qualcosa in effetti si riesce a realizzare. Grazie ai fondi che la proprietà decide di investire, nel 2014 apre il primo piano e l’anno successivo anche il secondo e il terzo vengono adibiti a spazi per la formazione artistica. Qui ha sede la StapBrancaccio, una scuola di teatro; ma per trasformare l’edificio in una vera Casa delle Culture, come speravano i cittadini, ancora manca qualcosa.

La proprietà, nel frattempo, ha realizzato a ridosso del cinema una nuova palazzina discretamente integrata con la struttura originale, almeno in facciata. Si tratta di una iniziativa immobiliare separata che ospita un residence, i cui proventi – si augurano i cittadini del quartiere – potranno essere usati per completare l’aspetto culturale.

 

Proprio per sollecitare le istituzioni a non dimenticare l’ex cinema Impero, nella parte bassa della facciata, dove in origine venivano affisse le locandine dei film, sono stati realizzati quattro murales di David “Diaviù” Vecchiato.

C’è Pasolini che in “Ragazzi di vita”, più volte cita l’Impero e i giovani di Tor Pigna. C’è Sergio Citti che è nato qui e col fratello Franco ha dato il volto a molti film di Pasolini. E poi Anna Magnani e Mario Monicelli, entrambi legati dal punto di vista professionale a questo territorio.

 

L’obiettivo è tenere in vita il legame indissolubile che l’immobile ha sempre avuto con il cinema e sperare che prima o poi, una sala, seppure piccola, possa sorgere dalle ceneri dell’ex Impero. Perché Casilino, Tor Pignattara, Malatesta non hanno più un cinema.

Parlare di riapertura delle sale di proiezione nel pieno della pandemia potrà sembrare fuori tempo, dato che tutti i cinema italiani sono chiusi da mesi ormai. Ma è proprio la voglia di normalità, di ritorno alla vita che fa sperare in un futuro anche per la parte cinematografica dell’ex Impero.

 

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