Ciclisti, ma anche cittadini, presi in giro

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È uscita in anticipo questa settimana l’attesissima rubrica “La Settimana INCOM” “La Sindaca informa“, di sabato anziché domenica.

Questa volta l’aspettavamo con una certa curiosità perché dopo aver scoperto che il delegato alla ciclabilità aveva dato le dimissioni il 4 maggio, ossia più di tre settimane fa, volevamo vedere se almeno il Sindaco si sarebbe degnato di dire una parola al riguardo.

Dopo il nostro articolo in cui davamo conto delle dimissioni di Paolo Bellino abbiamo provato più volte infatti a sollecitare chi il delegato l’aveva nominato, ossia l’assessore ai trasporti Linda Meleo (perché neanche lei ci crede al titolo inaudibile “assessora alla città in movimento”), ma senza ottenere il benché minimo riscontro, come da sua tradizione ormai consolidata.

Pensavamo allora che ci avrebbe pensato il Sindaco a chiarire la questione di un delegato alla ciclabilità, uno dei cardini delle proposte del MoVimento in materia di mobilità, che da tre settimane ha rassegnato le dimissioni senza che nessuno sia stato informato né sia partita alcuna iniziativa pubblica per una sua sostituzione. D’altronde la pagina della sua rubrica settimanale si apre sempre con le seguenti parole: “Trasparenza e partecipazione sono la nostra stella polare“.

Cominciamo allora la lettura del nuovo aggiornamento e vediamo che si parla subito di mobilità:

Non si ferma il nostro impegno per un sistema di trasporto pubblico efficiente, moderno, accessibile.

Purtroppo però nel capoverso si parla di un incontro col ministro Del Rio, non si capisce poi con quale esito, in cui pare siano state citate anche le piste ciclabili, ma del pasticcio del delegato niente. Andiamo avanti.

Nuovo capoverso e questa volta è proprio attinente alle bici, sarà qui allora che il Sindaco vorrà spiegare del delegato:

Uno dei nostri obiettivi è dotare Roma di un servizio di bike sharing degno di una capitale europea con un numero adeguato di biciclette e di stazioni.

Letto questo incipit ci aspettavamo si parlasse finalmente dell’attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP), quello che prevede finalmente un servizio decente di bike sharing per Roma pagato dagli impianti pubblicitari. E invece incredibilmente il Sindaco pubblicizza lo spreco di 700mila euro della Comunità Europea per un bike sharing bonsai in Municipio IX per fare una sperimentazione. Su questo ci torniamo e comunque anche qui niente della dipartita del Bellino.

Nuovo capoverso e nuova notizia relativa alla ciclabilità:

E proprio sulle piste ciclabili continua il nostro lavoro per fornire ai romani una rete di piste sicure …

Ma anche qui del Bellino neanche un accenno e così pure in tutto il solito inutile sproloquio che segue (un giorno qualche università studierà questa rubrica verbosa, autocelebrativa e del tutto inutile, ripetendo con enfasi esagerata tutte notizie già date dalle fonti giornalistiche).

 

RaggiMeleo

 

Insomma dopo l’assessore Meleo che fa finta di niente, fregandosene dei cittadini che alla mobilità ciclabile ci credono veramente, non come lei che evidentemente se ne occupa obtorto collo, ora anche il Sindaco evita accuratamente ogni riferimento alla scomparsa del delegato alla ciclabilità e questo nonostante nel suo inutile scritto si occupi per ben tre volte del tema. Alla faccia di “Trasparenza e partecipazione sono la nostra stella polare“, diciamo pure che queste modalità configurano una vera e propria presa in giro dei cittadini, ritenuti evidentemente indegni di sapere come stanno effettivamente le cose all’interno dell’amministrazione.

Siamo sicuri che le schiere di grillini adoranti il loro Sindaco riterranno le nostre conclusioni esagerate, convinti loro che i leader del MoVimento avranno le loro buone ragioni per non dare spiegazioni su qualcosa, perché in fondo loro agiscono sempre a fin di bene e bisogna avere fiducia che poi i risultati si vedranno.

Noi invece, che non abbiamo né la “fede” né gli occhi foderati di prosciutto, non possiamo non constatare che ancora una volta si è scelta la persona sbagliata per un ruolo delicato come il responsabile della ciclabilità cittadina e che per fare di testa propria si sono persi mesi senza aver ottenuto granché, a parte il possibile incardinamento di qualche limitato progetto. Inoltre invece che cogliere subito l’occasione delle dimissioni di Bellino per procedere con l’individuare una persona con il profilo giusto per una posizione essenzialmente politica, si sta cincischiando da settimane non si sa se cercando qualcuno o trattando ancora col Bellino di un suo possibile ruolo al di fuori dell’amministrazione.

Tutto ciò è inaccettabile da parte di un assessore alla mobilità che ha già dimostrato sia di essere del tutto digiuna della materia sia di saper fare solo pasticci, avendone inanellati già una bella serie. Ricordiamo ad esempio la storia degli abbonamenti gratuiti agli scampati all’Olocausto (che già li avevano), l’inaugurazione della preferenziale fantasma di via Emanuele Filiberto, oppure la recente idea di lanciare serie limitate di biglietti con i disegni dei Manara mentre l’evasione tariffaria in ATAC aumenta sempre di più e l’azienda un giorno sì ed uno no va sui giornali per i mezzi che prendono fuoco in mezzo alla strada. Da ultimo già si vocifera di dissidi tra il nuovo Direttore Generale di ATAC, Bruno Rota, e l’amministratore unico Fantasia, sostenuto dalla Meleo, col rischio che anche qui l’assessore anziché aiutare l’azienda a riprendere una decente operatività finisca per affossarla ulteriormente con la sua insipienza.

Se questo incidente delle dimissioni taciute del delegato alla ciclabilità fosse stato un caso isolato, ci si sarebbe anche potuto passar sopra; ma essendo solo l’ennesima dimostrazione di una totale incapacità operativa dell’assessore alla mobilità, sarebbe davvero il caso che il Sindaco considerasse seriamente un suo avvicendamento quanto prima.

In ogni caso vi è ormai un obbligo da parte della Meleo di chiarire quanto accaduto col delegato alla ciclabilità e di spiegare come l’assessorato intende procedere perché alla materia venga assegnato un responsabile. L’assessore, nella sua inesperienza ed insipienza politica, evidentemente non se ne rende conto e ben farebbe il Sindaco a farglielo presente. Così come ben farebbero a farlo anche i tanti grillini che non si vede come possano prendere per buona un’omertà così colossale confezionata dalla Meleo.

 

Un accenno finale al passaggio della rubrica del Sindaco in tema di bike sharing. Così si legge:

Uno dei nostri obiettivi è dotare Roma di un servizio di bike sharing degno di una capitale europea con un numero adeguato di biciclette e di stazioni. Iniziamo questa settimana, grazie ai 700mila euro del fondo europeo Horizon 2020, dal IX Municipio con 6 nuovi e-hub, innovative postazioni per bici elettriche, ognuna con 13 biciclette a pedalata assistita, per un totale di 78 mezzi che saranno a disposizione dei cittadini per due anni. Misureremo sul campo le reali necessità e l’effettivo utilizzo delle biciclette per modulare ed impostare un piano di mobilità sostenibile che sia veramente al servizio dei cittadini.

Ebbene, senza tanti giri di parole, questa è una fregatura colossale, buona solo per buttare dalla finestra 700mila euro di fondo europeo per una sperimentazione che non serve a nulla. Il bike sharing è una realtà consolidata in tutte le maggiori città europee ed a Roma si è ad un passo dall’ottenere un servizio di livello pagato dai cartelloni, se solo l’attuale amministrazione la smettesse di mettere i bastoni tra le ruote di una riforma che stava procedendo spedita. Purtroppo da quanto scrive il Sindaco capiamo che il problema non è solo il Presidente Coia che con la sua commissione se le sta inventando tutte per boicottare la riforma. Evidentemente anche il Sindaco non sa o non capisce che l’unico modo per fornire un serio servizio di bike sharing a Roma passa per l’attuazione della riforma dei cartelloni.

Un bike sharing bonsai, fatto di 78 biciclette e riservato ad un solo Municipio è solo uno spreco di risorse europee che sarà nostra cura segnalare proprio alle istituzioni europee.

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