Ciclabile Tuscolana: disastro annunciato o pezzo di rivoluzione?

L’idea di realizzare una pista ciclabile sul tratto cittadino di via Tuscolana fin dall’inizio è stata vissuta dai più come una specie di dispetto perpetrato da un’amministrazione esageratamente ambientalista all’automobilista medio romano.

Come infatti si poteva pensare di inserire a forza un elemento estraneo come la bicicletta (perché così ancora la vede a Roma la gran parte dei cittadini) nel caos di lamiere ferme e in movimento della via Tuscolana, se non partendo dalle posizioni di un ambientalismo integralista?

Anche chi scrive, buon conoscitore della zona e convinto sostenitore della mobilità alternativa, quando ha letto del progetto all’inizio l’ha giudicato tutt’altro che una buona idea ed ha trovato per nulla oziose le tante obiezioni che fin da subito sono state mosse. Perché aggiungere un elemento ulteriore ad una strada già molto congestionata, aumentando così i livello di inquinamento atmosferico? Perché non scegliere un percorso alternativo su una delle parallele della Tuscolana?

 

Una chiacchierata di qualche settimana fa con la presidente del Municipio VII, Monica Lozzi, ha messo in tutt’altra luce questa controversa iniziativa, trasformandola da progetto velleitario e di bandiera in una probabile grande rivoluzione per molte migliaia di cittadini romani.

Anzitutto pochi forse sanno che l’idea di realizzare una pista ciclabile su percorso protetto in via Tuscolana non è stata di qualche ciclista integralista, bensì inizialmente della Polizia Locale, proposta come strumento per cercare di eliminare strutturalmente il fenomeno della doppia fila sulla strada, oltre che per creare un’infrastruttura alternativa all’automobile. Il progetto si basa sul fatto che riducendo la carreggiata a due corsie di marcia, più lo spazio per la sosta regolare, si rende praticamente impossibile sostare in doppia fila, a meno di non bloccare il transito sulla strada. È questo un principio sperimentato da decenni in molte altre capitali europee, in base al quale una carreggiata ridotta al minimo scoraggia la sosta selvaggia perché si trasforma sempre in sosta d’intralcio.

Dall’idea discussa 3 anni fa si è passati al progetto elaborato dal Dipartimento mobilità ed alla realizzazione che sta terminando in queste settimane. Il percorso è praticamente completato ma si è deciso di aggiungere dei cordoli in gomma in prossimità delle intersezioni, dove il cordolo in muratura si interrompe e con la sola striscia a terra prolifera la sosta selvaggia, e si è resa necessaria la revisione delle 52 caditoie presenti sul percorso per evitare gli allagamenti della pista con la pioggia; contrariamente a quanto si crede, non è stata la realizzazione della nuova pista ciclabile a creare il problema, bensì esso era preesistente ma meno visibile in quanto prima gli allagamenti si verificavano sotto le auto in sosta.

Le forti polemiche che hanno accompagnato il progetto, accusandolo di aver generato il blocco quotidiano del traffico su via Tuscolana, non considerano che non è la ciclabile a bloccare il traffico, bensì l’eventuale sosta in doppia fila che alcuni ancora si ostinano a praticare. Anche le lamentele per la perdita di posti sosta sono infondate, stante che non solo non si è perso un solo posto auto regolare ma anzi se ne sono creati di nuovi, inclusi numerosi stalli per il carico/scarico delle merci prima del tutto assenti.

L’aspetto più rilevante di questo progetto è che esso non si limita a mettere a disposizione una pista ciclabile da Subaugusta a Porta Furba, bensì che questo è solo il tratto di un percorso che in tempi non biblici consentirà di andare da Tor Vergata alla stazione Tuscolana in bici su corsia protetta. Oltre 10 chilometri di pista ciclabile per dare un’alternativa concreta di spostamento a migliaia di cittadini nel quadrante est.

In aggiunta infatti alla ciclabile sulla Tuscolana in dirittura finale, è in completamento anche la pista ciclabile che va da Tor Vergata a viale Palmirio Togliatti e da lì si congiunge alla Tuscolana. Inoltre è già partita la conferenza dei servizi per un nuovo percorso ciclabile che va da Porta Furba alla stazione Tuscolana, col primo tratto dal Quadraro ad Arco di Travertino che è già stato finanziato.

A completare il quadro c’è anche un ulteriore pista ciclabile, con incluso ponte ciclo-pedonale per scavallare il G.R.A., che collegherà il centro commerciale Anagnina con l’omonimo capolinea della metropolitana e da lì alla ciclabile sulla Tuscolana.

Un sistema completo e ambizioso di mobilità alternativa, come si vede, che una volta a regime anziché peggiorare il traffico veicolare probabilmente lo alleggerirà, fornendo un’alternativa a molti e consentendo a chi continuerà ad utilizzare l’automobile di farlo con meno stress.

Inoltre tale sistema oltre che poter essere utilizzato con la bicicletta sarà anche disponibile per le altre soluzioni di micromobilità, come i monopattini elettrici o gli overboard, che la nuova normativa consente solo nelle aree pedonali o sui percorsi ciclabili. Sappiamo che il Municipio VII ha già presentato domanda presso il Comune per poter sperimentare soluzioni di micromobilità.

Da ultimo segnaliamo come sia un vero peccato non avere un sistema di bike sharing che possa sostenere l’utilizzo di tutte queste nuove ciclabili. E dire che al Comune basterebbe attuare la riforma degli impianti pubblicitari per ritrovarsi un sistema tradizionale di bike sharing a disposizione di tutti, ma inspiegabilmente è tutto fermo da oltre 3 anni e questo nonostante lo stesso Sindaco Raggi fu tra coloro che approvarono convintamente quella riforma.

 

A noi appare indubitabile come una tale infrastruttura di mobilità alternativa rappresenti una vera rivoluzione per molte migliaia di cittadini, mettendo loro a disposizione una valida opzione diversa dall’automobile e portandoli, per quanto riguarda la mobilità privata, sugli standard delle città europee più avanzate. Se sull’altro piatto della bilancia mettiamo qualche decina di automobilisti al giorno che si ostinano a sostare in doppia fila su via Tuscolana, bloccando il transito degli altri veicoli, per noi non c’è alcun dubbio che la scelta debba essere di reprimere tali comportamenti illeciti ed insostenibili. La sfida sarà di riuscire a convincere anche gli automobilisti più riottosi che la sosta fuori posto in via Tuscolana non può più essere tollerata, neanche per il “minutino” alla romana. Sappiamo che la Polizia Locale da tempo ha intensificato i controlli per scoraggiare il malcostume ma c’è una pratica pluridecennale da sradicare, oltre al fatto che nelle strade limitrofe alla Tuscolana la versione romana del codice della strada continuerà ad essere applicata e tollerata.

 

 

 

Diamo comunque atto, ancora una volta, alla presidente Lozzi del buon governo che sta esprimendo nel suo Municipio, portando avanti progetti anche alquanto impopolari con la convinzione che una volta completati essi saranno apprezzati anche da chi oggi li avversa.

Avere le idee chiare, fare delle scelte essendo sempre disponibili al dialogo ma poi essendo determinati nel percorrere la strada intrapresa. In sintesi, governare nell’interesse dei cittadini in maniera responsabile e trasparente. È pratica comune un po’ ovunque ma qualcosa di rivoluzionario nella Roma del 2019. E non è questione di schieramento politico ma di persone: ce n’è evidentemente di capaci e responsabili anche nel movimento che a livello capitolino ha portato Roma al disastro attuale.

 

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6 risposte

  1. Decisione che non prende in considerazione che parcheggi non ce ne sono. Chi deve fermarsi per qualche minuto ad esempio in farmacia potrebbe non essere giovane e abile ad usare un monopattino elettrico o una bici se ha 2 figli magari piccoli. Dovrebbe cercare parcheggio per decine di minuti girando intorno, inquinando ancora di piú e aumentando il traffico. La sosta in doppia fila si sa che é illegale ma non intralciava le 2 corsie ed il traffico bene o male scorreva.
    I negozi soffrono questa decisione imponderata presa solo per motivi politici.
    Tra le altre cose pare che siano stati spesi molti piú soldi del previsto.
    Piuttosto avrebbero fatto meglio ad aggiustare i marciapiedi che sono in condizioni da terzo mondo. Inutilmente larghi. Si poteva fare la ciclabile utulizzando parte del marciapiede

  2. Guardi, sig. Marco, per prima cosa non credo che nelle condizioni di rispetto della viabilità di Roma qualcuno potrebbe contestare due minuti di doppia fila per un acquisto urgente in farmacia (ma credo che il 99.99% delle doppie file siano per bar, sigarette, negozio di qualsiasi tipo e simili)
    Per quanto riguarda la larghezza del marciapiede, dalle foto dell’articolo direi che è la larghezza minima per un Paese civile, sopratutto in una zona commerciale; sarebbe caso mai il caso di allargare certi marciapiedi criminalmente stretti presenti in altre zone della città, anche a discapito di parcheggi e corsie di transito (a questo riguardo vorrei segnalare quale esempio il tratto di via Aurelia da piazza de la Salle al raccordo, marciapiedi non più larghi di un metro ma con al centro i pali dell’illuminazione stradale, impercorribili da passeggini, carrozzine, ma in alcuni tratti anche dai pedoni)

  3. “Anzitutto pochi forse sanno che l’idea di realizzare una pista ciclabile su percorso protetto in via Tuscolana non è stata di qualche ciclista integralista, bensì inizialmente della Polizia Locale…” – errore, l’idea di una ciclabile su via tuscolana nasce proprio dal basso ed è stata discussa ampiamente con le istituzioni in questi anni, ormai più di 10. ma è un errore di poco conto, non ci interessa chi ha fatto prima cosa (se non in un resoconto storico), l’importante è che si sia fatta. non perfetta ma perfettibile, ma che si sia fatta…

    1. Che la ciclabile sia stata proposta dalla Polizia Locale è un’informazione data dalla presidenza del Municipio, per cui non abbiamo ragione di dubitarne.
      È probabile che l’idea sia maturata molto tempo fa tra gruppi di cittadini, ma il fatto che sia giunta una proposta motivata dalla Polizia Locale non può che averla rafforzata di molto.

  4. E invece secondo me, resta il più aberrante progetto di mobilità alternativa mai visto. E’ uno scempio totale, tuscolana paralizzata e numero ciclisti UNO (1) al mese, esposto ai peggiori pericoli possibili, vedasi rientro in carreggiata autoveicoli in prossimità delle traverse, inaudito. Residenti che rischiano la vita per buttare l’immondizia, traffico congestionato, vigili ZERO. Ma voi che scrivete, sapete qualcosa della questione? Non sembrerebbe proprio. Un residente amareggiato e disperato.

  5. Questa ciclabile è l’ennesima scelta ideologica degna del peggior ambientalismo radical chic e priva di qualsiasi senso logico. È inutile perché non la usa praticamente nessuno, è dannosa perché oltre ad avere un elevato impatto ambientale aggravando significativamente il traffico già congestionato, rende la vita difficile a tanti onesti contribuenti che in quel quartiere devono viverci e lavorare e con i soldi dei quali è stata realizzata. Un amministratore onesto intellettualmente avrebbe dovuto almeno fare una consultazione pubblica preliminare visto che si parla di democrazia partecipata. È stata inoltre l’ennesimo enorme spreco di denaro pubblico che poteva esser speso molto meglio ad esempio tappando le voragini che tempestano le strade del municipio. A Roma serve una reale modernizzazione, Wi-Fi pubblico, semafori intelligenti, differenziazione degli orari, incentivi al telelavoro, progettazioni serie della rete viaria, metropolitane, potenziamento della rete ferroviaria urbana, amministratori lucidi, capaci ed onesti soprattutto.

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