Ciclabile Nomentana: primo tratto aperto ma raggiungere Porta Pia è impossibile

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Dagli amici di BiciRoma riceviamo la seguente segnalazione.

 

Gentile redattore,
L’assessore alla mobilità dice di aver aperto una prima tratta della ciclabile Nomentana ed abbiamo subito ricevuto questa osservazione che vi giriamo:

Invio 2 foto della ciclabile in oggetto nel punto di inizio a Porta Pia. Come si vede dalle foto chi viene da Porta Pia si immette nella pista senza problemi voltando a destra, ma chi viaggia in senso opposto è costretto a svoltare ad U sulla Nomentana (che in quel punto è a senso unico contrario alla propria direzione), deve portarsi sulla sinistra della corsia tagliando la strada al traffico veicolare proveniente da Porta Pia per voltare immediatamente ancora ad U per immettersi nel traffico veicolare a senso unico della Nomentana diretto verso Porta Pia. Questo percorso ad S è pericolosissimo per l’intensità del traffico nei 2 sensi di marcia e perché non è possibile, nemmeno a piedi, raggiungere l’incrocio con Corso d’Italia senza rischio di essere travolto dall’intenso traffico contrario. Suggerite al comune una soluzione per risolvere il problema. Luigi S”

Rammentiamo che proprio all’incrocio poco distante qualche mese addietro è stato investito un ciclista.
Poi vedendo le foto vediamo come se pur nuova la ciclabile presenta un rattoppo del fondo e questo ha due colori ben diversi……….

Grazie
Cordiali saluti

Fausto Bonafaccia

 

 

 

 

Siamo andati sul posto per verificare la denuncia di Biciroma e in effetti è senza senso abbandonare il ciclista che proviene da Monte Sacro in quel punto. Al termine della pista ci si trova davanti  un parcheggio di motorini per cui è si è costretti ad attraversare la Nomentana senza strisce né un percorso protetto. La possibile soluzione – a nostro avviso – sta nel sacrificare una piccola parte del parcheggio motorini e poi far transitare la pista davanti al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti fino al passaggio pedonale di Corso Italia.

Nella foto che segue abbiamo inquadrato meglio il parcheggio motorini per mostrare che al centro, delimitando meglio la sosta, c’è la possibilità di far proseguire per un altro tratto la ciclabile.

 

 

Il problema maggiore si ha nel tratto successivo dove incontra il piazzale antistante il ministero dei Trasporti. I progettisti per si sono levati d’impaccio fermando la pista 50 metri prima ed evitando di chiedere permessi e autorizzazioni al Ministero. A nostro avviso, invece, lo spazio per il passaggio della ciclabile c’è anche se dovrebbe fare una curva a 90 gradi per circondare una scala che scende nel celebre parcheggio di Porta Pia, chiuso da 40 anni. Come si può vedere nella prossima foto, lo spazio non manca e sarebbe anche molto “ambientalista” e “politicamente corretto” che davanti al Ministero dei Trasporti passasse una pista ciclabile.

 

 

Sarebbe dunque necessario costituire un tavolo tra Campidoglio e Ministero per stabilire dove la pista può transitare e condurre i ciclisti fino a Corso Italia dove potranno attraversare in sicurezza e raggiungere Porta Pia. D’altronde i primi di agosto la Raggi e il ministro Toninelli avevano compiuto un sopralluogo proprio in quel punto (lo avevano annunciato come una visita a sorpresa al cantiere e invece erano stati sbugiardati da un comunicato del comune che aveva avvertito mezzo mondo).

 

Sebbene Toninelli non si sia dimostrato espertissimo nelle infrastrutture e abbia citato tunnel che non esistono, lui e i suoi collaboratori si saranno accorti che la pista resta monca e dunque una sua buona parola per la cessione di un piccolo tratto del piazzale sarebbe molto utile.

Lasciarla così ricorda questo obbrobrio ovvero la mini pista di Santa Bibiana dove le due ruote sono abbandonate a loro stesse.

A costo di suonare come un disco rotto, a noi questa appare come l’ennesima dimostrazione che in mancanza di qualcuno che nell’amministrazione romana si occupi di ciclabilità in maniera esclusiva, che sia un bike manager o un ufficio di scopo, si continueranno a commettere errori marchiani pur spendendo tanti soldi.

 

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