Chi è davvero dalla parte degli ambulanti

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Ippolito Nievo bancarelle

 

Dopo l’approvazione in Assemblea Capitolina della sua mozione tendente al blocco dell’attuazione della direttiva Bolkestein a Roma, Andrea Coia si è confermato agli occhi degli ambulanti il loro paladino. “5 stelle tutta la vita!” si è infatti udito dal pubblico in aula Giulio Cesare subito dopo l’esito della votazione.

Ma analizzando i termini della questione possiamo verificare che forse gli ambulanti si stanno semplicemente facendo illudere da Coia, rischiando grosso ad andare dietro alle sue suggestioni.

La cosiddetta “Bolkestein” altro non è che una direttiva europea del 2006 (2006/123/CE) tesa a garantire il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari paesi  europei. Essa è stata recepita dall’ordinamento italiano col decreto legislativo n.59/2010 il quale prevede, essenzialmente, che al luglio 2017 tutte le concessioni di commercio su area pubblica decadranno e potranno essere riassegnate solo tramite bandi pubblici.

Un elemento determinante nell’attuazione della direttiva è stato introdotto dalla conferenza Stato-Regioni nel 2012, allorché si è stabilito di riconoscere nell’ambito dei bandi il criterio dell’anzianità di esercizio, anche se ciò è andato contro i principi della direttiva originaria.

Da sottolineare che i termini di scadenza delle concessioni previsti dalla Bolkestein sono perentori e non modificabili dai singoli stati, pena l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea.

In un quadro del genere come si configura la mozione proposta da Coia ed approvata dall’Assemblea Capitolina (ricordiamo con il voto contrario di Onorato, dei consiglieri PD e l’uscita dall’aula del consigliere 5S Enrico Stefàno)? Una sintesi del testo della mozione è la seguente:

“Impegno per la Sindaca e la Giunta ad attivarsi presso il Governo al fine di ottenere una proroga delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche fino all’anno 2020 e affinché utilizzi tutti gli strumenti idonei alla modifica della parte relativa al commercio su aree pubbliche della direttiva 2006/123/CE (c.d. “Bolkestein”) e del decreto legislativo n. 59 che la recepisce”.

L’obiettivo della mozione è quindi di bloccare la decadenza delle concessioni nel 2017 nonché modificare la direttiva o il decreto legislativo che la recepisce in modo da escludere il commercio su area pubblica dall’applicabilità della norma. Ebbene, entrambe le cose non sono sostanzialmente nella possibilità del Governo, a meno di non voler incorrere in una procedura d’infrazione (peraltro quanto mai inopportuna in un momento in cui vi sono già abbastanza attriti tra la UE ed il Governo italiano).

Con la sua mozione quindi il Coia si è atteggiato a paladino degli ambulanti ma non gli ha reso un buon servizio, stanti le scarsissime possibilità che la sua iniziativa abbia un qualsiasi seguito.

Se però Coia appare limitarsi a suggestionare gli ambulanti, vi è qualcun altro che invece sta lavorando per loro, anche se loro pensano esattamente il contrario.

Nell’intervista rilasciata a Il Messaggero di domenica scorsa l’Assessore Meloni ha infatti dichiarato:

… io sto lavorando con oltre 200 persone al dipartimento. La linea è tracciata. Inoltre, se non procederemo entro luglio 2017 all’applicazione della Bolkestein tutti gli ambulanti risulterebbero abusivi, proprio perché il prossimo anno scadranno tutte le licenze. Le dobbiamo rinnovare, punto. Di abusivismo Roma è già ampiamente satura».

Dal che capiamo che al contrario di quanto affermato da Coia e da gran parte del M5S, è solo con una corretta applicazione delle norme della Bolkestein che gli ambulanti potranno sperare di vedersi riassegnare le concessioni una volta che nel luglio 2017 saranno tutte scadute.

Inoltre, grazie all’applicazione del criterio di anzianità voluta dalla conferenza Stato-Regioni, i titolari di unica concessione non avranno ragionevolmente problemi a vedersela attribuire di nuovo, mentre quelli che finora hanno fatto collezione di concessioni, accentrandone a decine o centinaia, difficilmente potranno perpetrare i loro piccoli oligopoli. E qui non si tratta solo della solita nota famiglia di ambulanti ma di tanti altri soggetti che a Roma negli anni hanno fatto incetta di concessioni per poi farle gestire ad extracomunitari.

Afferma infatti l’Assessore:

Per me Tredicine può far rima con quattordicine o quindicine: non mi interessa questo. Ma finora nella Capitale il sistema dell’assegnazione delle licenze è stato abbastanza stravagante”.

E ancora …

Intanto accerteremo che i titoli non vengano concessi a dei prestanome, poi regoleremo in maniera corretta le postazioni a rotazione. […] Inoltre, è assurdo che esista un monopolio per il commercio su area pubblica. Se riscontreremo quest’anomalia, dal momento che stiamo cercando anche di capire a chi sono state assegnate le licenze in passato, stia certa, nel futuro finirà”.

 

Da tutto quanto sopra esposto a noi appare chiaro che se c’è qualcuno che sta lavorando per evitare agli ambulanti di perdere tutto a causa della decadenza delle concessioni nel 2017, quello è proprio l’Assessore Meloni.

Il Presidente Coia invece, con le sue iniziative velleitarie e populiste rischia di far fare una brutta fine all’ambulantato romano, soprattutto a quello sano, facendolo trovare impreparato all’ineluttabile scadenza delle concessioni.

 

Ragionamenti così semplici dovrebbero essere ben compresi dagli ambulanti “sani” (ossia coloro che non hanno collezioni di concessioni) ma anche dai tanti grillini che accodandosi agli slogan del movimento ancora credono che la Bolkestein rovinerà le famiglie e consegnerà il commercio su area pubblica alle multinazionali. La verità, come abbiamo cercato di spiegare, è che gli unici che ci rimetteranno dall’applicazione della direttiva saranno gli oligopolisti che hanno accumulato le concessioni a decine o centinaia, impiastrando con i loro banchi le aree più appetibili della città. I singoli esercenti saranno invece tutelati dal criterio di anzianità, che gli permetterà di resistere ad eventuali (assolutamente improbabili) attacchi da parte di multinazionali.

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  1. lor

    articolo perfetto!
    aggiungerei solo che ci si può aspettare qualche brutto scherzo da parte della Regione Lazio, che ha comunque competenza sul commercio; quando il Consiglio Regionale raccomanda “criteri premiali” per i titolari di concessione, il rischio è che si vada al di là dell’anzianità di esercizio, introducendo surrettiziamente altri criteri.
    Ma anche la Regione può subire gli effetti di una procedura d’infrazione UE… perciò, consiglieri regionali avvisati (e pure l’assessore), mezzo salvati…..

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