Chi combatte veramente le mafie e chi ne parla solo

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Ad inizio novembre abbiamo segnalato la grave scorrettezza del Sindaco Raggi che si autocelebra (immeritoriamente) per aver abbattuto le villette dei Casamonica senza neanche dedicare una menzione a chi gli abbattimenti li ha resi possibile (presidente, giunta e uffici tutti del Municipio VII) lavorando per mesi e stanziando i fondi necessari; il tutto risiedendo nello stesso territorio dei destinatari dei provvedimenti che, notoriamente, non sono dei raccoglitori di margherite.

 

Vogliamo tornare sul tema perché nell’anniversario dell’abbattimento, lo scorso 20 novembre, il Sindaco Raggi non ha ovviamente perso l’occasione per organizzare un evento pubblico a cui ha invitato alti esponenti delle istituzioni: la vicepresidente del Senato Paola Taverna, la vicepresidente della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni, il prefetto di Roma Gerarda Pantalone e il presidente della commissione antimafia Nicola Morra.

Curiosamente erano tutti esponenti del Movimento 5 Stelle, a parte ovviamente il prefetto, come se si fosse ad un evento di partito e non invece ad una ricorrenza cittadina, come se nonostante i 3 anni e mezzo di governo di Roma il Sindaco ancora non si sia reso conto di governare per tutti e con tutti e non solo con la ristretta cerchia del suo movimento. Ma saremo noi i soliti malpensanti …

 

In realtà all’evento c’era anche un altra invitata, la presidente del Municipio VII Monica Lozzi, che citiamo per ultima sia perché pare sia stata invitata all’ultimo momento, nonostante l’evento si svolgesse nel suo territorio e lei stessa c’entrasse più di un filino con la storia che si stava celebrando, sia perché a nostro avviso è stata relegata ad un ruolo men che gregario dall’organizzazione e dalla comunicazione dell’evento.

 

Anzitutto consigliamo di ascoltare le parole della presidente Lozzi per conoscere qual è la vera storia dell’abbattimento delle villette dei Casamonica, altro che le storielle raccontate dalla Raggi. Tenete presente che i volti delle persone mostrati dal video sono quelli di coloro che il lavoro duro e rischioso lo hanno fatto realmente, mentre Raggi e Salvini, i due del giorno delle ruspe, non c’entrano nulla.

Di “lavoro di squadra” parla correttamente la presidente Lozzi, riconoscendo il merito dell’intervento a tutti quelli che hanno effettivamente contribuito (laddove le sarebbe stato facile prenderselo tutto lei), sottolineando anche che i “battitori liberi a Roma non funzionano” (e l’esperienza di battitore libero della Raggi per noi sta a dimostrare proprio questo concetto).

L’abbiamo saputo un po’ in ritardo …” della fiaccolata organizzata dalla Raggi, dice la Lozzi, ma si sono organizzati ugualmente e, questo lo diciamo noi, in modo da partecipare in maniera istituzionale pur avendo subito lo sgarbo di un evento nel proprio territorio senza preavviso e con invito in ritardo.

 

L’evento si è quindi tenuto ed hanno preso la parola le istituzioni intervenute a partire dal Sindaco Raggi. Il profilo twitter del Movimento 5 Stelle ha seguito i vari interventi con altrettanti tweet. Eccoli:

 

 

 

 

 

Notato nulla? Dite che ci siamo dimenticati di riportare il tweet dell’intervento della presidente Lozzi?

Purtroppo no, non siamo stati noi ad omettere quell’intervento bensì la comunicazione del Movimento 5 Stelle, che o deve averlo giudicato poco significativo (benché fosse invece l’unico reale ed appropriato, essendo gli altri tutte parole inventate senza aver partecipato ai fatti), oppure deve aver pensato che rischiasse di oscurare qualcuno degli altri.

 

Come che stiano le cose, noi continuiamo a vergognarci di avere un Sindaco che nella disastrata realtà romana omette di ricoscere i meriti di quei dipendenti e amministratori pubblici che ancora svolgono il loro lavoro con passione e impegno, anche quando ciò mette a repentaglio l’incolumità propria e dei propri cari.

Che la Raggi abbia approfittato dell’anniversario degli abbattimenti per organizzare una passerella al proprio movimento politico è una furbata trascurabile, ennesima prova della sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo in cui è stata catapultata.

Ma che ella si faccia artefice della cancellazione di colei che rappresenta tutte le donne e uomini che sulla lotta alla mafia ci hanno messo la faccia, vivendo nello stesso territorio dei mafiosi, è una cosa a dir poco meschina.

 

Ci chiediamo se gli alti rappresentanti istituzionali lo sappiano come sono andate veramente le cose e si siano quindi prestati al gioco della Raggi o se si sono limitati ad approfittare della passerella ben consapevoli di non aver svolto, anche loro, alcun ruolo in questa grande battaglia per la legalità.

 

Ancora una volta, pur dalla nostra piccola tribuna, rendiamo merito della cosa alla presidente Lozzi e per suo tramite a tutti coloro che hanno dato il loro contribuito.

Quella che segue è la vera immagine che rappresenta lo scorso 20 novembre: il Municipio VII in prima linea, con la sua presidente, e le altre autorità al seguito a rendergli merito e ad appoggiarlo.

 

 

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