Cento nuove (e inutili) moto per la Polizia Locale di Roma

Con un corpo di Polizia Locale che da anni mostra una totale irrelevanza e che dovrebbe essere rifondato da zero, il sindaco Gualtieri si presta ad un inutile e stucchevole inaugurazione di nuove moto.

Recuperiamo con una decina di giorni di ritardo l’inaugurazione che il sindaco Gualtieri ha voluto fare sulla piazza del Campidoglio delle 100 nuove moto in dotazione alla Polizia Locale di Roma.

 

 

Come si potrà apprezzare dal testo del tweet riportato, si direbbe che il media manager della Raggi sia stato mantenuto dall’amministrazione attuale.

C’è anche un video pubblicato dall’Ufficio Stampa di Roma Capitale che mostra una preoccupante continuità tra l’eloquio del sindaco e quello a cui ci aveva abituato l’inquilina precedente.

 

 

 

Stili comunicativi a parte, benché essi siano segnali importanti, la cosa rilevante è che la prima volta che vediamo il sindaco occuparsi della Polizia Locale, lo fa per un’inutile e stucchevole passerella.

Con un corpo di Polizia Locale che da anni è ai minimi termini come considerazione dei cittadini, di cui un anno e mezzo fa sono state raccontate storie incredibili senza che accadesse nulla, che è il principale responsabile dello stato di totale anarchia vigente a Roma, il sindaco a cosa pensa?

Ad inaugurare cento nuove moto per i vigili.

 

Nel video ci ha colpito in particolare la seguente affermazione di Gualtieri:

Voglio cogliere quest’occasione per ringraziare molto sentitamente la Polizia Locale di Roma non solo per il modo impeccabile con cui svolge i propri servizi ordinari ma anche per come ci sta aiutando  rispondere ad una nuova tragica emergenza …

 

Ha detto proprio così: “… modo impeccabile con cui svolge i propri servizi ordinari …”.

 

Anche volendo comprendere che in un’occasione pubblica il sindaco debba spendere parole positive per il suo corpo di polizia, da qui a parlare di “modo impeccabile” ci passa un mare.

Purtroppo questa inutile parata e le melense parole del sindaco non fanno che confermare quello che si è già capito da tempo, ossia che Gualtieri non ci tiene a rischiare la stessa fine di Ignazio Marino (nella cui caduta ha apparentemente giocato un ruolo anche una parte della Polizia Locale) e quindi si guarda bene dal toccare gli equilibri interni dei vigili romani.

In questo modo il sindaco evita forse imboscate interne, ma la città rimane avvolta in un clima di generalizzata anarchia che mina le basi della civile convivenza.

A Roma infatti il codice della strada è considerato un elenco di semplici consigli, i rifiuti si possono buttare come e dove si vuole (a parte i purtroppo pochi interventi del NAD), i tavolini si possono allestire ovunque, anche sequestrando interi marciapiedi o occupando pericolosamente la sede stradale, auto e moto si possono parcheggiare letteralmente ovunque con la pratica certezza di non rischiare multe. E si potrebbe continuare con tanti altri esempi che mostrano come ognuno a Roma può fare quello che vuole, violando qualsiasi norma, con la usi certezza che nessuno gli contesterà alcunché.

 

Nel lontano 2017 descrivemmo l’irrilevanza della Polizi Locale a Roma come il “Il problema #1 della città di Roma“. Come scrivevamo:

L’assenza totale di legalità che si registra a Roma fa sì infatti che qualsiasi norma, anche la più adeguata ed eventualmente “perfetta”, rimanga lettera morta, ignorata da una cittadinanza ormai abituata a seguire solo i propri istinti e comodi con la complicità di un corpo di Polizia Locale distratto ed assente, quando non addirittura complice.

È passato quasi un anno da quando il Comandante Clemente è stato “invitato” a lasciare la guida del corpo di PLRC (anche lui rimpianto, enormemente rimpianto!), e fummo facili profeti ad esprimere le nostre perplessità nel vedere un’amministrazione totalmente nuova ed inesperta privarsi di una risorsa che aveva ben figurato per di più senza una minima idea su chi lo avrebbe potuto sostituire efficacemente.

 

Purtroppo i cinque anni di amministrazione Raggi hanno restaurato tutti i vecchi problemi della Polizia Locale a Roma, alcuni dei quali erano stati attaccati dalla gestione di Raffaele Clemente. A nulla è valsa la nomina di un nuovo comandante esterno, Ugo Angeloni, anch’egli proveniente dalla Polizia di Stato come Raffaele Clemente, il quale non ha cambiato una virgola all’interno del corpo.

In occasione della sua nomina noi provammo a dare un paio di suggerimenti al neo-comandante:

Il primo suggerimento riguarda la considerazione che viene riconosciuta a Roma alle strisce pedonali. Nel lontano 2015 formalizzammo una proposta per avvicinare la città agli standard occidentali in tema di attraversamenti pedonali; chiederemmo al comandante Angeloni di valutare tale proposta e verificarne la fattibilità.

Il secondo suggerimento concerne un tema simile al primo e riguarda la possibilità per una persona disabile di potersi muovere liberamente senza essere bloccata da veicoli in sosta vietata. Troppe volte infatti ci si trova di fronte a immagini come quella che segue e sarebbe davvero ora che una seria e ferma iniziativa di repressione venisse intrapresa dalla Polizia Locale.

Due facili iniziative, che possono essere attuate a costo zero semplicemente rivedendo le priorità di intervento degli agenti di Polizia Locale, ma che darebbero un chiaro segnale della giusta direzione intrapresa.

 

Purtroppo come temevamo i nostri suggerimenti sono rimasti lettera morta e l’unica iniziativa del comandante Angeloni di cui si è avuta notizia è stato il cosiddetto “Settore prossimità“, ossia un sostanzialmente inutile tentativo di far parlare in modo informale ma priodico gli agenti con alcune associazioni di cittadini.

 

La Polizia Locale a Roma richiederebbe interventi immediati e drastici, con sostituzione del comandante generale e di molti dei comandanti di gruppo (ve n’è uno ancora in carica che nel famoso servizio di Report affermò platealmente il falso) e introduzione di strumenti tecnologicamente avanzati (lo street control su tutti), ma per il sindaco Gualtieri tutto va ben madama la marchesa, il corpo svolge in modo impeccabile i servizi ordinari e le nuove cento moto “… aiutano ad avere una presenza anche su luoghi importanti per azioni spesso strategiche” (parole del sindaco).

 

Si prevedono altri cinque anni in cui Roma dovrà fare a meno del suo corpo di Polizia Locale.

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Una risposta

  1. Tutte le osservazioni che fate sono corrette e condivisibili. Solo questa volta (ed e’ raro) non mi trovo d’accordo sull’inutilita’ della fornitura delle moto.
    Voglio dire un piccolo intervento, certo non risolutivo per migliorare un servizio che ha molti, moltissimi problemi, ma anche dalle piccole cose si ricomincia a risalire la china.
    Insomma non proprio tutto nero-nero.

    Con stima,

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