Casapound e Spin Time, sempre occupazioni abusive sono

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Hanno staccato la corrente agli occupanti del palazzo ex-INPDAP di via S. Croce in Gerusalemme.

Si tratta di una delle occupazioni storiche di Roma di cui parlammo circa quattro anni fa: un grande edificio di proprietà pubblica, destinato ad uffici, lasciato libero dall’INPDAP nel 2012, pochi mesi dopo preso in possesso dai professionisti delle occupazioni illegali e adibito ad alloggi per circa 450 persone di cui quasi un centinaio bambini, nonché a centro culturale, detto anche Cantiere di Rigenerazione Urbana, chiamato SpinTime Labs.

Nonostante l’occupazione abusiva, lo stabile deve aver sempre beneficiato della fornitura dell’energia elettrica, non si sa bene pagata da chi, dovendo escludere che degli occupanti abusivi possano detenere utenze. Dalle notizie di stampa parrebbe che le bollette fossero a carico della proprietà dello stabile, che essendo un ente pubblico comporta che i consumi elettrici siano stati in tutti questi anni a carico della collettività generale.

 

Ossia, tu occupi uno stabile pubblico senza che nessuno abbia neanche verificato il tuo reale stato di necessità ed in premio ottieni non solo un tetto in pieno centro di Roma ma anche l’esenzione dal pagamento delle bollette. Non male come odioso privilegio, no? Peraltro questa situazione assomiglia molto a quella delle altre centinaia di fortunati che grazie ad una simile illecita iniziativa si sono ritrovati a vivere alle spalle di piazza del Popolo, bollette pagate ed anche un’assicurazione firmata al tempo da Comune e Regione di ottenere un anno di affitto gratuito in caso di alienazione dell’immobile da parte della Regione Lazio.

Perché ricorrere ai gratta e vinci Turista per Sempre se con modi simili puoi guadagnarti una casa gratuita permanente?

 

Se appare una decisa nota acida nelle nostre parole, essa è assolutamente voluta. Non tanto considerando che questi veri e propri soprusi vengono finanziati anche con le tasse di chi scrive, bensì al pensiero dei tantissimi che non si sognerebbero mai di violare la legge per avere un alloggio e che assicurano a loro ed ai loro familiari una tale imprescindibile necessità facendo magari i salti mortali per pagare l’affitto o il mutuo e le bollette, ogni mese.

A Roma non esiste alcuna emergenza abitativa, stante la presenza di decine di migliaia di alloggi non utilizzati, e semmai il problema è di sbloccare un mercato degli affitti ancora praticamente ingessato. Se infatti un proprietario che dovesse trovarsi con l’esigenza di sfrattare un inquilino, ad esempio perché questi non paga l’affitto da mesi, continua a dover affrontare un calvario fatto di anni di udienze, ripetuti tentativi di sfratto e spese astronomiche, come dar torto a quelli che le proprietà preferiscono tenerle inutilizzate?

Chissà se il ministro Salvini si rende conto di quanto un più affidabile servizio di polizia per gli sfratti potrebbe aiutare a ripristinare un po’ di fiducia e a convincere qualche proprietario a riconsiderare di concedere in affitto le proprietà inutilizzate.

 

Ovviamente sarebbe necessaria ben altra efficacia anche nella giustizia, così come si potrebbero pensare misure che scoraggino fortemente a tenere alloggi inutilizzati all’interno delle grandi città, ma questi sono discorsi da farsi a livello nazionale e possiamo solo rammaricarci che non siano nell’agenda dell’attuale gfoverno.

Accenniamo ancora una volta qui la possibilità, per chi non possa permettersi un alloggio in città, di cercarlo in uno dei tanti piccoli centri della provincia romana che offrono possibilità enormi a prezzi assolutamente contenuti; e non valga l’obiezione che poi si è lontani dalla città: ce n’è senza fine di gente che ogni giorno fa il pendolare con Roma, per scelta o perché costretta.

 

Tornando allo stabile occupato a cui è stata staccata la corrente elettrica, purtroppo non ha stupito l’immediata solidarietà mostrata nei confronti degli occupanti da parte di alcune delle istituzioni, tra cui la presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessore alla cultura Luca Bergamo.

La Alfonsi non è nuova a solidarizzare con questi occupanti, avendo anche partecipato ad un convegno tenutosi nello stabile nel 2017. In quella occasione la presidente ebbe a magnificare l’esperienza degli occupanti, avendo essi, a suo dire, meritoriamente recuperato uno stabile “abbandonato” creando un virtuoso esempio di “rigenerazione urbana”. Ossia, laddove noi vediamo un’appropriazione indebita accompagnata da un utilizzo non autorizzato e potenzialmente pericoloso, per gli occupanti e di chi si ritrova a viverci a fianco, di uno stabile di proprietà pubblica, la Alfonsi vede un esempio di “rigenerazione urbana”. De gustibus, verrebbe da dire, ma neanche tanto, essendo la legalità una e non qualcosa da declinare di volta in volta.

 

Ovviamente non sfugge a noi l’impossibilità di privare improvvisamente della corrente elettrica qualche centinaio di persone, pur occupanti abusivi, senza fornire una qualche alternativa di alloggio. Stante quindi una situazione pur illecita ma tollerata per anni, anche noi non vediamo nell’immediato alcuna alternativa a ripristinare la fornitura di corrente elettrica, magari però accompagnandola dalla prescrizione di finirla con spettacoli organizzati nella struttura, dj set che nulla hanno a che vedere con un’eventuale emergenza abitativa e che stando a notizie di stampa configurano vere e proprie attività commerciali.

Una cosa è però operare, in quanto amministratori pubblici responsabili, per evitare emergenze, altro è recarsi in loco, solidarizzare con gli occupanti e chiedere che lo “… Spin Time deve poter avviare un percorso di stabilizzazione che abbia al centro il tema della rigenerazione urbana” (parole attribuite alla presidente Alfonsi).

Ma che diavolo di stabilizzazione si vuole proporre per uno stabile fatto di uffici, che negli anni ha subito trasformazioni sicuramente tutte fuori legge e in quanto tali foriere di gravi pericoli per chiunque lo frequenti?

Che razza di concetto ha della responsabilità pubblica un’amministratrice che pare incitare gli occupanti a proseguire nei loro illeciti chiedendo addirittura di premiarli stabilizzando, non si sa come, un abuso?

 

Da ultimo ricordiamo che lo stabile di cui stiamo trattando dista poco più di un chilometro da un altro palazzo occupato da anni. Ci riferiamo alla presunta sede dell’organizzazione Casapound in via Napoleone III. Sarebbe interessante sapere chi è che paga le bollette in questo caso, anche se indoviniamo sia sempre la collettività.

Perché allora non cogliere l’occasione di questa improvvisa iniziativa di staccare la corrente allo stabile occupato di via S. Croce in Gerusalemme per affrontare i due problemi insieme, visto che si tratta essenzialmente dello stesso illecito?

 

A noi il processo sembra tutto sommato molto semplice: in entrambi i casi si identificano gli occupanti degli immobili, se ne verificano i titoli per poter richiedere un alloggio popolare o un aiuto per l’affitto e si individuano tempi certi e stretti per lo sgombero di entrambi i palazzi.

Peraltro se quegli immobili venissero affittati regolarmente in base alla loro destinazione d’uso, genererebbero risorse sufficienti a distribuire sussidi per l’affitto a diverse migliaia di nuclei familiari, altro che l’odioso privilegio per qualche centinaio di furbi.

C’è poi tutto il tema degli immobili sia pubblici che privati inutilizzati a Roma, centinaia di stabili che rappresentano altrettante occasioni di sviluppo e di risposta ad esigenze abitative, commerciali e culturali. Purtroppo non c’è nessuno che tale tema lo sta affrontando ma certamente non è sostenendo iniziative illegali che lo si risolve.

 

Chiudiamo con la considerazione che per intraprendere azioni risolutive nelle situazioni descritte occorrerebbe un’amministrazione salda guidata da un Sindaco forte e risoluto nel ripristinare la legalità.

A Roma ci ritroviamo invece col Sindaco Raggi che, costretta a fuggire protetta da uno schieramento di Polizia in occasione della visita ad una famiglia rom assegnataria di alloggio popolare, dichiara: “Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne dovrrebbe fare un esame di coscienza”.

Eh no Sindaco, chi fa quelle cose in sua presenza e alla presenza di decine di agenti e funzionari di Polizia viene identificato, denunciato e invitato fermamente a sgomberare il campo da presidi minacciosi e violenti.

Ma come si sa, se il coraggio non ce l’hai nessuno può dartelo.

Diamo quindi atto al Sindaco Raggi di averlo almeno fatto un tentativo di difendere la legalità, difendere l’assegnazione di un alloggio popolare regolarmente effettuata. Ma secondo noi è stata l’ennesima dimostrazione di debolezza di un’amministrazione inadeguata.

Niente comunque a confronto dell’inadeguatezza di uno come il vicepremier Di Maio che anziché appoggiare il gesto de Sindaco, nonché sua compagna di schieramento, supportandola anzi per agire con maggior decisione, ne prende le distanze scimmiottando il suo degno collega di governo con uno stupidissimo “prima gli italiani “.

Come siamo messi male, a tutti i livelli.

 

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2 Commenti

  1. Maria

    Vi leggo sempre volentieri e spero che molti altri lo facciano. Complimenti.

  2. mario

    non hai i soldi per l’affitto a Roma?
    Te ne vai in affitto a Poggio Mirteto, Poggio Catino, Forano, Cantalupo, Montopoli, Rocca Sinibalda, Nerola, Palombara, Marcellina, Ornaro e ti alzi tutte le mattine alle 5 come i cristiani che con 4-500 euro si affittano una casa lì e fanno i pendolari perchè sono ONESTI e non fanno i komunisti col deretano degli altri. Ma si, mi raccomando, Sinistra e Grillini, continuate così fino alla sparizione, perchè la difesa degli indifendibili vi porterà a questo

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