Caparbiamente verso il nuovo Cinema Troisi

L’avevamo annunciata la presentazione del progetto di nuovo Cinema Troisi da parte dei ragazzi del cinema America e ci siamo andati ad assistervi.

È stata una bellissima occasione dove si è respirata una sincera passione per il cinema e, più in generale, per offrire alle persone occasioni d’incontro e di offerta culturale alternative a quelle solite. Merito senz’altro di quel mix di freschezza e determinazione che i ragazzi riescono a mettere in tutte le loro iniziative, ma anche della presenza di alcuni nuovi amici che si sono trovati in giro per l’Italia: quelli del cinema Beltrade di Milano, dello Stensen di Firenze, del CinemaZero di Pordenone e del PostModernissimo di Perugia.

Costoro hanno raccontato le loro esperienze rappresentando come sia possibile far funzionare anche commercialmente, pur con tutti i salti mortali del caso, delle offerte di cinema alternative a quelle tradizionali.

C’è stata poi la presentazione del progetto che i ragazzi hanno realizzato per quello che sarà il nuovo Cinema Troisi, aperta però da qualche amara constatazione. Dal loro comunicato stampa (grassetti nostri):

 

La sala Troisi di Via Girolamo Induno è un immobile di Roma Capitale attualmente assegnato all’associazione “Piccolo Cinema America”, mediante un concorso pubblico.
Purtroppo però – racconta Valerio Carocci, in qualità di presidente dell’associazione assegnataria – questo cinema, che in apparenza sembrava pronto all’uso, dopo un’analisi tecnica approfondita successiva all’assegnazione, si è rivelato invece privo di qualsivoglia agibilità e certificazione, ma non privo di abusi edilizi e difformità con catastali. La Sala Troisi è l’emblema di quella tendenza tutta italiana ad appellarsi ad una legalità tanto opprimente quanto, in fin dei conti, vacua poiché non sostenibile da quegli stessi enti che se ne fanno promotori.
In questo edificio, che dal 1997 al 2013 ha esercitato al pubblico senza alcuna autorizzazione, sono necessarie verifiche delle strutture portanti dei solai ed ingenti lavori di manutenzione straordinaria: interventi edili per l’adeguamento delle uscite di emergenza e delle vie di esodo; demolizione e ricostruzione dell’impianto di areazione; verifica profonda e relativo adeguamento dell’impianto elettrico; sostituzione di ogni materiale tessile; digitalizzazione della cabina di proiezione.
Questo è ciò che abbiamo inaspettatamente scoperto, quasi ad un anno dalla vittoria del bando e a due anni dall’annuncio dello stesso concorso pubblico.

 

Proprio un bel comportamento da parte dell’istituzione Comune di Roma: mettere a bando quello che sembra un cinema funzionante, e che in effetti è stato fatto funzionare per anni da professionisti del settore “senza alcuna autorizzazione“, ma che in realtà deve essere praticamente abbattuto e ricostruito. Va detto che il bando per il cinema Troisi fu emanato dall’amministrazione Marino, che già in altre occasioni si era dimostrata non proprio dalla parte dei ragazzi. La gestione della cosa è però ora nelle mani dell’attuale amministrazione dalla quale, a detta di Valerio Carocci, è da febbraio che stanno aspettando delle risposte.

Si saranno fatti scoraggiare dalle brutte sorprese trovate al Troisi i ragazzi? No di certo … ancora dal comunicato stampa:

 

… continua Carocci – abbiamo deciso di procedere in linea con quanto svolto nell’esperienza del Cinema America: affinché almeno questa sala riapra, siamo disponibili noi a ripristinare una legalità là dove questa è stata svuotata di significato.
Pertanto, nonostante spetti alla proprietà farsi carico delle risorse indispensabili al processo di riattivazione, siamo disponibili ad investire le nostre energie, il nostro tempo ed il nostro denaro, purché l’onere economico, come disposto nel bando pubblico, venga scomputato dal canone di concessione convenzionalmente concordato e cioè dalla quotazione di mercato abbattuta dell’80%.“.

[…]

Per realizzare questo progetto – facendoci carico delle mancanze dell’amministrazione comunale – è necessario un investimento di circa 400.000,00 euro, di cui 120.000,00 sono stati già raccolti dal Piccolo America in questi due anni di attività. Mentre per almeno 40% della spesa totale lavoreremo affinché venga coperto dal TAX CREDIT e/o dai contributi selettivi della nuova legge cinema, varata dal MIBACT a sostegno della riapertura delle sale dismesse. Per lo scoperto di ulteriori 120.000,00 chiediamo aiuto a tutti i cittadini, ad ogni istituzione pubblica o privata, alle realtà sociali e culturali, al mondo cinematografico e più in generale della cultura.

 

Riguardo invece a come il cinema verrà ristrutturato:

 

Il progetto, come si può vedere dai diversi elaborati, si basa essenzialmente su una rifunzionalizzazione dei locali esistenti: sarà infatti mantenuta l’unicità della sala cinematografica con 298 poltrone ed il foyer-bar, che sarà flessibilmente allestito come videoteca, biblioteca cinematografica, esposizione, infopoint, postazioni internet, ecc. L’unico intervento di maggiore complessità è lo spostamento degli impianti di areazione sulla copertura piana esistente in diretta corrispondenza alla sua attuale area di pertinenza; tale disposizione consentirà la creazione, all’interno dell’ex locale tecnico, di una sala lettura di 150mq fruibile h24 con 50 singole postazioni studio.

 

La gestione di uno spazio simile sarà ispirata alle esperienze degli altri cinema “innovativi” che i ragazzi hanno rintracciato in Italia, partendo però sempre dalle chiarissime idee che questi ragazzi hanno su quello che vogliono fare:

 

Alla base di tutto ciò – sottolinea Valerio Carocci – vi è quella peculiare concezione della sala cinematografica sperimentata nel Cinema America e successivamente definita nell’esperienza del Festival di Trastevere: l’esercizio cinematografico come vero e proprio operatore culturale, in grado di stimolare e al tempo stesso vivere del protagonismo attivo del suo pubblico.
A forgiare questo spazio, che vuole essere l’armatura con cui difendere e legittimare il lavoro di realtà come la nostra, c’è una forte esigenza sociale, politica e antropologica: ricreare uno spazio in cui sia possibile abitare le relazioni umane. È questo – prosegue — ciò che manca oggi ai ragazzi come noi: luoghi e strumenti attraverso cui costruire un sapere e un’esperienza comuni, indispensabili alla costituzione di una società guidata non dall’interesse del singolo, ma dal bene della collettività. Vogliamo rovesciare quella logica perversa che trasforma il bisogno del cittadino in occasione di consumo e la dimensione urbana in spazio di mercato: nel Troisi vogliamo creare un vero e proprio presidio di valori, che possa rispondere alle esigenze e ampliare le potenzialità di chi quotidianamente lo attraversa. L’obiettivo, infatti, è, creare una continua osmosi tra la gestione e la fruizione della sala, tradurre in questo spazio il processo partecipativo dei cittadini, come previsto per la gestione della biblioteca-aula studio, attraverso cui si vuole promuovere lo sviluppo delle soggettività nell’ottica di una progettualità condivisa, rivendicando la necessità di una cultura accessibile a tutti.

 

In questo sito internet tutte le informazioni sul progetto per il nuovo Cinema Troisi, inclusa la pagina dove poter dare una mano concreta a questi ragazzi. Pensateci seriamente a farlo, per poter dare una speranza ed opportunità in più ai vostri figli, se ne avete, ma soprattutto per darla alla città di Roma.

 

NuovoTroisi

 

Impressionante diremmo, soprattutto considerando che parliamo di un gruppo di ragazzi al massimo ventenni che hanno già abbondantemente dimostrato di non essere eterodiretti da nessuno.

Impressionante ma anche confortante, poter rintracciare energie così vitali, propositive e non parassitarie nel quasi deserto romano.

 

Come al solito però l’amministrazione pubblica deve sempre distinguersi non solo nel non aiutare mai certe iniziative, ma addirittura nel mettergli quanto più possibile i bastoni tra le ruote.

L’attuale amministrazione infatti non solo continua ad essere latitante sulle proprie responsabilità riguardo la sala Troisi, ma ha pensato bene di boicottare i ragazzi anche sull’arena estiva che ormai da anni organizzano a piazza S. Cosimato, con due mesi di proiezioni estive a costo zero per tutti (peraltro con le offerte raccolte tramite questa inizia i ragazzi sono riusciti a mettere da parte il gruzzolo fondamentale per il progetto Troisi). L’autorizzazione che il Gabinetto del Sindaco ha dato quest’anno è stata infarcita di limitazioni e rimandi al Municipio, col chiaro intento di far desistere i ragazzi dall’organizzare la cosa. È successo infatti che un ristrettissimo numero di residenti della piazza, 22 su diverse centinaia di nuclei familiari, si siano lamentati per il rumore generato dalle proiezioni; normalmente una tale cosa sarebbe ignorata dalle istituzioni ma in questo caso la protesta è stata guidata da una consigliera comunale del M5S, Gemma Guerrini, che evidentemente è riuscita a farsi sentire dall’amministrazione.

Orbene noi siamo i primi ad avere a cuore le esigenze di chi si trovi a subire fastidi, soprattutto acustici, dall’utilizzo dei luoghi pubblici. C’è però da considerare che le proiezioni non superano mai la mezzanotte ma soprattutto che l’alternativa all’arena estiva a S. Cosimato è la movida tipica di Trastevere, fatta di eccessi alcolici, schiamazzi e musiche fino a tardissima notte, diffusione libera di stupefacenti, violenze e degrado diffuso. Inoltre già lo scorso anno le lamentele di alcuni residenti erano state considerate ed avevano portano alla misurazione dei livelli acustici delle proiezioni che però erano risultati nella norma. La netta impressione è invece che qualcuno abbia il dente avvelenato con questi ragazzi e che arrivi a preferire gli 80 decibel medi della movida trasteverina, per di più senza limiti orari, al fastidio che una proiezione cinematografica in piazza può apportare.

Una mossa tanto stupida da un’amministrazione che già ha i suoi problemi a mettere su un’offerta culturale minimamente decente ha ispirato una lettera al Sindaco Raggi firmata dal Pantheon del cinema italiano con anche qualche staniero a supporto: Bernaldo Bertolucci, Gianfranco Rosi, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Ferzan Ozpetek, Roberto Benigni, Valerio Mastandrea, Pedro Almodovar, per fermarsi ai primi più noti.

Prima però che arrivasse qualche reazione dal Sindaco, ammesso che fosse mai arrivata, ci ha pensato la Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi a risolvere la situazione. Da un comunicato dei ragazzi:

Il Municipio I è fatto carico di tutte le responsabilità politiche ed amministrative al posto del Campidoglio e di Luca Bergamo, dando lui autorizzazione alla manifestazione, nonostante la piazza fosse di competenza del gabinetto della Sindaca Virginia Raggi.

 

Ci tocca quindi spezzare una lancia a favore della Presidente Alfonsi una volta tanto, dopo i molti “improperi politici” che le abbiamo indirizzato. Lo facciamo volentieri, pur sapendo che probabilmente ella l’avrà fatto per mettersi in mostra e sfruttare l’incredibile stupidità del governo cittadino. Va bene anche così, purché sia per una buona causa.

Magari se volesse prendersene a cuore qualcun’altra di buona causa … i trasteverini intorno a piazza Trilussa ancora aspettano un suo qualche atto.

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2 risposte

  1. Questi ragazzi sono un esempio per tutti. Potreste farci sapere concretamente come aiutarli? Anche una piccola donazione può essere utile immagino.

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