Campo rom Foro Italico: dopo lo sgombero, chi paga il conto per la bonifica?

L'Ama sospende la pulizia dell'area e invia un preventivo di 833 mila euro. Intanto si formano piccoli accampamenti in tutto il quartiere

 

Una cifra da brivido quella chiesta da Ama al Campidoglio per ripulire l’area dell’ex campo rom di via del Foro Italico. Sgomberato a metà agosto dalla Polizia di Roma Capitale, è adesso un cumulo infinito di rifiuti, masserizie, baracche e scarti pericolosi.

Il terreno è inquinato e l’immondizia lambisce i fiumi Tevere e Aniene. Ma l’azienda municipalizzata per l’ambiente non ha alcuna intenzione di ripulire l’area se il Campidoglio non le verserà un giusto corrispettivo e cioè 833 mila euro. I preventivi sono stati pubblicati sulla pagina Facebook dell’assessore al Decoro e Verde Pubblico del II Municipio, Rino Fabiano, che correttamente ora si domanda chi pagherà il conto.

Ma non basta. Lo sgombero serviva ad arginare il fenomeno dei roghi tossici che affumicavano la zona e invece il problema è stato solo spostato di alcune centinaia di metri. “Le motivazioni per cui molte forze politiche hanno agitato questo sgombero , cioè i roghi tossici delle discariche diffuse, sono ancora tutte lì in quei luoghi. E infatti è cronaca di questi giorni il proseguire di incendi e di esalazioni da roghi“, spiega Fabiano.

Molti rom, avvertiti con anticipo dello sgombero, si erano spostati in aree verdi limitrofe. Alcuni si sono ammassati ai piedi della collina dei Parioli come racconta questo articolo de Il Giornale. Altri verso la Valle dell’Aniene, sotto Ponte delle Valli e nella scarpata tra viale Somalia e via Mascagni.
Striscia la Notizia ha portato le sue telecamere all’interno dell’area protetta e il video mostra gli insediamenti e raccoglie le testimonianze dei residenti della zona.

Dunque il problema è stato solo spostato, sebbene il risanamento del campo di via del Foro Italico fosse ormai indispensabile. Erano più di 25 anni che in quell’area era tollerato l’insediamento abusivo e Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza per la Sindaca Raggi, ha deciso che la situazione andasse sanata. In effetti lo sgombero era necessario ma contestualmente sarebbe stato opportuno ricollocare le persone in altre strutture idonee e in appartamenti. Le cose, in agosto, sono andate diversamente e dei 256 censiti durante il lockdown, il giorno dello sgombero erano presenti solo in 12. Tutti gli altri si erano allontanati in anticipo e sistemati in aree adiacenti.

Il problema che denuncia l’assessore municipale Fabiano è adesso della pulizia dell’area. Qui sotto potete vedere il consuntivo di un lavoro già svolto da Ama per 320 mila euro.

E di seguito il preventivo per altri 513 mila euro necessari al completamento del lavoro.

Il Municipio non dispone di questa cifra e per adesso dal Campidoglio non si è levata voce per inserire in bilancio la somma, per cui c’è da immaginare che l’area resterà in queste tremende condizioni ancora per molto.

 

 

D’altronde sperare che Ama faccia credito al Comune è impossibile. Tra la Municipalizzata e l’assessorato al bilancio capitolino i rapporti si sono guastati da tempo, tanto è vero che Ama non approva un bilancio dal 2017 per diversità di vedute su alcune poste finanziarie.

C’è quindi il rischio che l’area venga occupata nuovamente dai nomadi, tanto che una pattuglia della Polizia Locale è costretta a presidiare la zona 24 ore al giorno, con un notevole dispendio di uomini e mezzi.

Insomma lo sgombero, seppur necessario, è stato fatto senza una reale programmazione e senza assistenza di carattere sociale e umanitario. Se, infatti, il Comune avesse offerto in anticipo alloggi alternativi ai nomadi più bisognosi questi non si sarebbero sparpagliati nella zona. Inoltre era prevedibile che il costo di bonifica dell’area sarebbe stato molto elevato e la somma sarebbe dovuta essere stanziata per tempo.

Molto dura la nota della presidente del II Municipio, Francesca Del Bello: “Roma Capitale si eclissa e lascia centinaia di persone senza meta, senza sostegno e senza assistenza. La Sindaca – conclude – ha di fatto aperto una crisi umanitaria e una crisi ambientale che mostrano effetti devastanti sul territorio”.

 

 

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2 risposte

  1. Premessa: io non ho una soluzione al problema degli insediamenti abusivi (non dei Rom in generale perché molti ormai una casa ce l’hanno e lavorano) o tollerati, di una cosa però sono sicuro sgombrarli in questo modo non serve a nulla.
    Si spostano, si disperdono ma il problema passa da un quartiere all’altro in un eterno gioco dell’oca senza fine.
    Inoltre la cosa costa un botto !!!

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