Bancarelle Ostiense: le strisce in terra durate neanche un mese

Le abbiamo cercate con attenzione, spulciando sotto i banchi, girando attorno agli stand ma niente. Delle strisce in terra pubblicizzate dal I° Municipio per delimitare gli spazi autorizzati da quelli abusivi nessuna traccia. Abbiamo provato a chiedere a qualche commerciante ma in cambio abbiamo ottenuto solo sguardi in cagnesco o offerte di tute a due euro (ma come si fa a vendere una tuta a due euro resta un mistero).

Parliamo del magnifico (va beh si fa per dire) mercatino di via delle Cave Ardeatine, lo stradone che collega piazzale Ostiense con piazza dei Partigiani. Un percorso frequentatissimo dai pendolari che escono dalle stazioni dei treni e della metro e dagli sventurati che devono recarsi agli sportelli Acea (quali condanne è costretto a subire il povero abitante di Roma!).

Il luogo era meta di tutti i rovistatori della capitale che venivano a vendere ogni tipo di merce proprio su piazzale dei Partigiani, attirando altri banchetti abusivi. Le bancarelle autorizzate si fondevano in un cocktail micidiale assieme ai lenzuoli dei rovistatori stesi in terra e ai classici abusivi con borse e portafogli contraffatti.

Nella foto qui sotto un esempio di quello che accadeva ogni fine settimana sulla strada.

abusivi venditori
Foto romafaschifo.com

 

 

Così, la notte del 16 dicembre 2015, l’assessore all’ambiente dell’epoca del Primo Municipio, Anna Vincenzoni, si presentò sul posto con una squadra di operai per tracciare in terra strisce bianche e blu che avrebbero delimitato gli spazi autorizzati. Tutto ciò che era fuori da quelle strisce sarebbe stato multato e fatto rimuovere dai Vigili. “Una situazione degenerata – dichiarò all’epoca Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio – per la quale era necessario riportare una normalità”.

strisce
Gli operai che quella notte disegnavano le strisce (foto Romatoday)

 

 

Ma la via della normalità è lastricata di ostacoli come è a tutti noto. E così in via delle Cave Ardeatine le strisce sono scomparse dopo poche settimane e i banchi continuano a vendere merce occupando l’intero marciapiede e confondendosi con quelli abusivi sempre molto tollerati, se non addirittura ben accetti dai commercianti autorizzati. Guardate qui sotto come si presenta la situazione oggi, a febbraio 2017. Un gran caos, furgoni ovunque, abiti appesi agli ombrelloni (è vietato), banchi strabordanti (nessuno rispetta le misure assegnate) e tanti abusivi.

 

bancarelle ostiense

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Non c’è da stupirsi in realtà. L’errore di pensare che basti tracciare qualche striscia in terra per distinguere regolari da abusivi è ingenua per non dire di peggio. E’ proprio questo tipo di mercatino che non può essere tollerato in una grande capitale europea. Che siano abusivi o autorizzati non fa differenza dal punto di vista del decoro, della concorrenza sleale nei confronti dei negozi di vicinato, dell’evasione fiscale. Se un gruppo elettrogeno super inquinante viene acceso da un regolare o da un abusivo non cambia nulla. E’ quel gruppo che non deve stare lì.

L’occasione per riformare l’intero settore c’è e si chiama direttiva Bolkestein ma come sappiamo la giunta Raggi e tutto il Movimento 5 Stelle nazionale si sono schierati contro. Ritengono che occorra salvare e conservare lo status quo. Chissà forse, dopo che avranno letto questo articolo ripenseranno all’idea di tracciare delle belle strisce in terra. “Altro che Bolkestein – esclameranno – servono pennelli e vernice”!!!

 

 

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Una risposta

  1. la solita cialtroneria ” alla romana” Una tipica farsa del Comune di Roma.Non siamo in grado di far rispettare nulla,ma nulla!
    Nella terra dei cialtroni tutto diventa cialtroneria.

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