Bancarelle: in arrivo una riforma radicale e forse l’applicazione della Bolkestein

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Se quanto anticipato ieri dal Messaggero diventerà realtà vorrà dire che l’amministrazione Raggi avrà finalmente preso la strada giusta. Secondo un articolo firmato dalla brava Camilla Mozzetti, l’assessore a Roma Produttiva, Meloni, sta per portare in giunta una proposta che potrebbe rivoluzionare il settore dell’ambulantato.

Consisterebbe nell’applicazione della direttiva europea Bolkestein e dunque nella messa a bando di tutte le licenze attualmente rilasciate, circa 12 mila. Si tratta, cioè, di quanto auspicato da questo sito, dai blog antidegrado e da tanti romani stanchi di vedere le strade invase da bancarelle oscene che costituiscono uno dei maggiori problemi per l’economia e il decoro della città. Lo stesso Messaggero riassume così l’attuale situazione dell’ambulantato a Roma: “Una piaga che nove volte su dieci infanga il decoro attraverso la scarsa qualità dei prodotti venduti, le ripercussioni ingenti al traffico e alla viabilità, con i camion dei venditori parcheggiati in doppia fila e le mercanzie appese con le stampelle sugli alberi“. Una fotografia di quanto accade quotidianamente in tutte le vie commerciali alla quale i romani sono così abituati da non notarla più. L’articolo aggiunge che siamo arrivati a questo punto a causa “di licenze concesse a vita senza criteri validi che tenessero in considerazione la qualità o la semplice professionalità degli ambulanti“.

I CONTENUTI. Ed è proprio questa delle licenze concesse a vita la chiave della proposta. Vediamone allora i contenuti che partono dalla direttiva europea Bolkestein della quale più volte abbiamo parlato su diarioromano (i vantaggi per la città e gli stessi commercianti erano stati esposti proprio pochi giorni fa in questo articolo).

Gli 11.533 posteggi (cioè banchi di vario formato e tipologia) dovrebbero essere messi a gara entro il 31 dicembre 2016 in modo da arrivare al rilascio di nuove concessioni entro maggio 2017, la data entro la quale il governo italiano si è impegnato ad applicare la direttiva europea. Ogni Municipio dovrà procedere con i piani di localizzazione, stabilire cioè strada per strada dove le bancarelle potranno sostare e dove sarà vietato, sia per quelle operanti tutto l’anno sia per quelle stagionali, tipo venditori di cocomero.

Sia i Municipi, sia il dipartimento Attività Produttive dovranno tenere conto delle indicazioni che arriveranno dal Tavolo del Decoro, l’organismo costituito da Ministero della Cultura e Roma Capitale che ha come compito la tutela delle zone di particolare valore archeologico, storico e paesaggistico. Dunque per quanto riguarda 7 aree centrali già individuate (Circo Massimo, Vaticano, Piazza Navona, Tridente, San Giovanni, Testaccio, Trastevere) è probabile che verranno ridotti se non addirittura eliminati i posteggi così come si fece, su indicazione del Tavolo del Decoro, per i camion bar. Per le altre zone di Roma occorrerà stilare una mappa e poi individuare delle aree idonee.

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I BANCHI TIPO. Uno degli aspetti fondamentali di questa riforma dovrebbe essere l’individuazione di banchi tipo per garantire uno standard minimo, senza gruppi elettrogeni inquinanti, lampadine giganti a luce bianca, ombrelloni sgangherati con le magliette appese. Insomma cercare di ridare dignità alle strade oramai trasformate in un gigante mercato da terzo mondo. Secondo il Messaggero il banco tipo dovrebbe essere imposto nelle aree centrali e di pregio, ma questo significherebbe che gli altri quartieri continuerebbero a subire l’oscena situazione attuale. Crediamo sia indispensabile introdurre un modello di banco anche per le aree semi-centrali dove attualmente è concentrato il maggior numero di banchi (Appia Nuova, Tiburtina, Porta Pia, Policlinico, etc).

Il sondaggio voluto per la prima volta dall’ex assessore Leonori, infatti, parla chiaro. Se è vero che il maggior numero di bancarelle è nel 1° Municipio (1.400), le emergenze si concentrano anche in altri 3. Il 2° con i quartieri Trieste, Somalia, Salario e Parioli sommersi dai banchi (1.001 posteggi), il 7° Appio Latino e San Giovanni e con 1.209 posteggi e il 12° Monteverde/Gianicolense con 1.019.

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LA NOSTRA PROPOSTA. Maggiori dettagli su quanto dovrebbe portare in giunta l’assessore Meloni per adesso non si hanno. Occorre dire che nel documento per il decoro avanzato da diarioromano e bastacartelloni già nel 2012 e riproposto alle ultime elezioni, avevamo suggerito di portare a scadenza le licenze attuali eliminando il rinnovo automatico previsto nel regolamento comunale (35/2006); di revocare i posteggi di fronte alle stazioni metro-ferroviarie per motivi di ordine pubblico e di rilocalizzarli nei mercati rionali. Ci auguriamo che l’assessore voglia integrare la sua già buona base di partenza con questi consigli.

L’OSTACOLO M5S. Abbiamo usato il condizionale in tutto l’articolo perché il timore che Meloni sia isolato all’interno della giunta e del Movimento è molto concreto. Lo scorso 28 settembre molti tra i maggiorenti nazionali e locali pentastellati hanno partecipato ad una manifestazione contro la Bolkestein sfilando accanto ai commercianti capeggiati dai Tredicine. La posizione ufficiale del M5S è di escludere gli ambulanti dalla direttiva. C’è da sperare che almeno per il caso Roma possano riconsiderare questa idea scellerata. Perché la capitale non può più attendere una riforma che provi a riportarla nel mondo civile.

 

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2 Commenti

  1. Vincenzo santucci

    Diario romano. It. Se. Lavorare vuol dire degrado, e mancanza di decoro, le posso dire che li inefficienza politica, e il gridare all o quando è brutto, solo per partito preso è una bestemmia , eil messaggero bestemmia quando voi dire che la licenza avita’ è per tanti vivere è lavoro e tutto quello che ne scaturisce, le ricordo avostra sapienza insipida che tale comparto del commercio a dato eda speranza amolti che anno perso il lavoro, e atanti immigrati , poi se l’ operatore si mette in doppia fila ,sta in aree protette, non è colpa sua, ammeno che non è palese abuso, poi la cosiddetta pacottiglia equivale a certe idee, di dotti che di aiutare, sanno e per. Pacottiglia. Politica, o per insalubre comandare. Decidono se altri. Quando lavorare, come lavorare, quando. Mangiare, e quando cacare, e poi dovere. Pagare le tasse ? Poche o tante io le pago, dare una regola si è bene per la gategoria ma fare solo per diletto altrui per lurida insofferenza, no io parlo come mi viene per rabbia e giusta causa, possibbile che il diritto al parcheggio si e diritto a lavorare no? Sono 12000mila. Lavoratori, senza. Cassa integrazione, malattia, ferie chi le vede? E tutto l indotto? Dove lo si mette ripeto organizzare si demonizzare, edegradare no

  2. roberto

    Guardi Sig. Santucci, dal suo sconclusionato testo (non la prenda come un’offesa ma sono sicuro che scrivendo con un po’ più di calma e meno acrimonia lei riesce ad esprimersi sicuramente meglio) prendo solo il passaggio seguente:
    “…se l’ operatore si mette in doppia fila ,sta in aree protette, non è colpa sua”.
    E da questo capisco che a lei sfugge il concetto di responsabilità e di rispetto verso le normative, nonché verso il prossimo.

    Comunque può stare tranquillo, lei ed I quasi 12.000 ambulanti romani: così come la Bolkestein viene applicata in Italia, potrete tutti partecipare ai bandi che il Comune emanerà per riassegnare sostanzialmente lo stesso numero di licenze. Cambieranno, si spera, le modalità con cui l’attività dovrà essere esercitata e, mi dispiace per lei, tra queste novità vi è il divieto assoluto di parcheggiare I furgoni fuori posto.

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