Atac, 60 milioni di perdite tra sorrisi e mistificazioni

ATAC è sotto concordato preventivo e per non fallire dovrà restituire entro 3 anni dall’omologa quel minimo “concordato” con i creditori, costituito dal 31% dei debiti chirografari e dai debiti privilegiati, per un totale di 357 Milioni€.

Il piano di salvataggio si basa su 2 pilastri fondamentali:

a)  la vendita degli immobili, per un totale stimato di almeno 92 Milioni€
b) l’aumento del servizio, e quindi l’incremento degli incassi

La vendita degli immobili sarà messa in atto (in ritardo) a partire dalla seconda metà del 2020, e presenta numerose incognite e punti discutibili, come la vendita dello stabile attualmente occupato dalla Casa delle Donne “Lucha y Siesta”, e la cessione di un immobile di pregio vicino al Vaticano giudicato necessario al futuro sviluppo della mobilità cittadina (tanto ci rimettiamo sempre noi cittadini).

Il trasporto pubblico invece sta andando peggio delle più pessimistiche previsioni. A giugno 2019 ATAC ha registrato il record minimo storico con solo il 75,8% di servizio. Nei mesi successivi, nonostante l’arrivo di 227 nuovi autobus dalla Turchia, il servizio è rimasto ancorato intorno all’87%.

Secondo il concordato il 2019 doveva segnare un +10% rispetto al 2017, mentre fino ad Ottobre il risultato è addirittura negativo a -1,8%.

Va ancora peggio per i tram, il cui servizio è in caduta libera. L’acquisto di 50 nuovi tram, il cui finanziamento è stato richiesto con mostruoso e inspiegabile ritardo al MIT, è ancora lontano.

Per le Metropolitane linee B e C nel concordato era richiesto un incremento significativo del servizio, che però c’è stato solo in piccolissima parte, e dunque gli obiettivi sono già matematicamente falliti.

Si salva solo la linea A, nonostante le chiusure ad Agosto per lavori, perché ai fini del concordato valgono anche i “km bonus” (quelli che ATAC NON ha fatto, ma che “avrebbe potuto fare” se non fosse stata impedita da cause esterne), ad esempio ad Agosto mentre voi eravate sulle navette sostitutive, il servizio Metro A andava al 102,1% (!!).

 

Si prevede che nel 2019 ATAC perderà, rispetto agli obiettivi del concordato, ben 33 Milioni€, che si vanno a sommare ai 27 persi nel 2018, per un totale di 60 Milioni€ in meno.

Secondo il piano concordatario ATAC doveva avere 163 Milioni in cassa nel 2019, da restituire in 12 mesi ai creditori. Sottraendo i 60 Milioni in meno, ATAC avrà in cassa solo 103 Milioni.
L’omologa però è arrivata a fine Giugno 2019, e quindi ATAC dovrà restituire solo 81 Milioni, e riuscirà a sfangare l’anno tra giubilanti proclami mistificatori.

Nel 2020 inizieranno i veri problemi: il servizio andrà ancora peggio, soprattutto per il mancato rispetto del piano di acquisto bus (molto al di sotto delle previsioni), quindi molti meno incassi e crisi nera.

Ma tutte queste cose le saprete solo a Settembre 2021. Nel frattempo il Presidente di ATAC parla di un 97% di servizio che esiste solo nelle buone intenzioni e nella fantasia.

 

 

 

 

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