Associazioni ambientaliste e civiche difendono la Riserva Naturale di Monte Mario

L'ultimo spazio verde pianeggiante di quelli che erano tutti "Prati" rischia di sparire per la costruzione delle Cittadella Giudiziaria. 3.000 firme raccolte in 2 settimane per respingere cementificazione e degrado

 

Prati” è il ventiduesimo rione di Roma, il più recente, e deve il suo nome al fatto che fino alla fine del XIX secolo era costituito essenzialmente da una distesa di campi e prati naturali.

Oggi tutto il territorio del rione risulta fittamente urbanizzato, con un unico residuo spazio verde pianeggiante rimasto in via Teulada. Ebbene, anche questo spazio, parte della Riserva Naturale di Monte Mario, è a rischio di costruzione dopo l’annuncio nel maggio 2019 della prossima realizzazione della Cittadella Giudiziaria. Protagonisti dell’annuncio furono l’allora ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

 

“Un progetto faraonico, oneroso, discutibile data la quantità di cubatura pubblica non utilizzata già presente nelle vicinanze, e potenzialmente disponibile a cemento zero. Anacronistico nell’era della digitalizzazione e dello smart working.”

 

Così giudicano però il progetto una serie di associazioni ambientaliste e civiche che hanno dato appuntamento per martedì 22 giugno alle ore 17:30 presso Villa Mazzanti, sede di Roma Natura, per ribadire che non lascieranno che ulteriore degrado, e men che meno cemento, invada la Riserva di Monte Mario.

 

Di seguito il testo completo con cui hanno voluto descrivere lo spirito e gli intenti della loro iniziativa.

 

 

 

Appello congiunto da parte di Associazioni ambientaliste e civiche a difesa della Riserva Naturale di Monte Mario 

 

In questi ultimi anni i cittadini a Roma hanno visto accentuarsi il degrado dell’ambiente, del decoro arboreo, floreale, e del patrimonio faunistico da parte di chi è preposto a tutelarlo.

 

All’atto pratico ormai quasi ogni via alberata offre il malinconico spettacolo delle sue vittime, i parchi versano in condizioni di cura miserevole, l’equilibrio faunistico è fuori controllo.

 

Si legge nel sito di Roma Capitale che l’Assessorato al Verde è chiamato, tra le altre cose, “alla cura dei rapporti con la cittadinanza attiva nell’ambito del coordinamento per il decoro urbano”.

 

Da queste premesse, abbiamo individuato nell’imprevisto e mai concordato annuncio della costruzione di una nuova Cittadella Giudiziaria all’interno di una Riserva Naturale, quella di Monte Mario, una grave violazione ai più elementari regolamenti di tutela ambientale e di cooptazione della cittadinanza.

 

Un progetto trionfalmente annunciato il 16 maggio 2019, in una Conferenza Stampa congiunta dell’allora Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, della Sindaca Virginia Raggi, del Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Un progetto faraonico, oneroso, discutibile data la quantità di cubatura pubblica non utilizzata già presente nelle vicinanze, e potenzialmente disponibile a cemento zero. Anacronistico nell’era della digitalizzazione e dello smart working. 

 

A fine 2020 iniziavano i carotaggi nell’area del prato di Via Teulada, unico spazio verde pianeggiante utilizzabile dai cittadini in un quartiere che per ironia della sorte si chiama “Prati”.

 

Tutto questo peraltro in contrasto con parte dell’Amministrazione Regionale che, come Roma Natura, e non solo, mostra attenzione e attiva sensibilità per le tematiche ambientali e del verde.

 

Di conseguenza, su iniziativa di Insieme 17, Coordinamento territoriale che dal 2019 è attivo per salvaguardare la Riserva Naturale, compreso il prato di via Teulada, le Associazioni firmatarie di questo appello si sono attivate per promuovere una raccolta di firme Change.org volta a fermare il doppio scempio, ambientale e civico.

 

Tale raccolta, lanciata il 17 aprile scorso ha raggiunto in meno di due settimane più di 3.000 firme. 

 

Non altrettanta sensibilità è stata però mostrata ad oggi da chi amministra, nè da chi si candida ad amministrare domani la Capitale. A fronte di programmi elettorali, e dichiarazioni di intenti generalisti, ancora nessun candidato ha mostrato di comprendere quanto l’assenza di rispetto dell’ambiente e della dignità dei cittadini evidenziata dal “caso” della Riserva di Monte Mario sia il paradigma di una storica abitudine a ridurre il cittadino al ruolo di suddito.

 

Quindi a tutti i candidati, ai partiti, agli elettori segnaliamo che non lasceremo che ulteriore degrado, o peggio il cemento, scenda sulla Riserva di Monte Mario, un gioiello di rarità naturalistiche, floreali, faunistiche, storiche, come la via Francigena, architettoniche, come Villa Mazzanti, Villa Madama, i Casali Strozzi. Un cuore verde nel cuore di Roma.

 

A chi ci chiede di avanzare progetti alternativi rispondiamo che quello è lavoro della politica, non ripeteremo l’errore di cui siamo testimoni. Tuttavia, non ci tiriamo indietro nel dare una prospettiva: il prato di via Teulada, e la Riserva, come Casa dei cittadini; degli sportivi, degli amanti della natura, dell’arte, della cultura; casa di nonni, bambini, madri e padri; luogo di incontro per animali domestici e padroni; polo della socialità, di eventi, e di crescita per quel quadrante di Roma, assetato di verde pubblico e di pace.

 

Chi conosce la Riserva sa quante sono le potenziali risorse e infrastrutture per accogliere tutto questo. La buona politica, quella che davvero ha a cuore Roma è avvertita. Chiediamo con forza la tutela della Riserva e della dignità dei cittadini. La vicenda di Monte Mario è un banco di prova, i fatti attendono le parole al varco. Magari al varco di una Riserva Naturale, oggi degradata e in pericolo, domani orgoglio di una città inclusiva, davvero “green”, sana e salubre. Noi ci saremo, a dare il nostro apporto concreto, come già stiamo facendo. 

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