Assessori Calabrese e Meleo assenti, di nuovo sopperisce Stefàno

Ad intervenire sull'attraversamento omicida di p.za Vittorio ci deve pensare il presidente della commissione mobilità. Dopo 2 settimane dall'incidente la trappola per pedoni è infatti ancora lì

Lo scorso 30 ottobre si è verificato l’investimento di un pedone su un attraversamento pedonale di piazza Vittorio. Si chiamava Marco Visentin, insegnava in un liceo e abitava non distante dalla piazza. Ricoverato in ospedale in gravissime condizioni, il professor Visentin è deceduto dopo due giorni.

Ne avevamo parlato anche noi di quella tragedia, riprendendo l’analisi fatta da “Roma fa schifo” e sottolineando come, nonostante la tragedia occorsa, nessuno si fosse premurato di mettere subito in sicurezza quell’attraversamento pedonale.

Nessuna iniziativa da parte della Polizia Locale, niente dal Municipio I né dal Comune, sia esso l’assessorato alla mobilità o quello ai lavori pubblici.

 

Si è dovuta aspettare l’iniziativa del presidente della commissione mobilità dell’Assemblea Capitolina, Enrico Stefàno, che ieri ha tenuto una seduta della commissione sul luogo dell’incidente con questa conclusione:

abbiamo convenuto che è necessario intervenire immediatamente, in via prioritaria eliminando alcuni stalli di sosta che impediscono la visibilità del pedone, rafforzando la segnaletica e verificando la possibilità di spostare altrove i cassonetti dell’immondizia presenti all’incrocio.

Nel medio periodo invece l’obiettivo sarà realizzare una vera e propria opera in muratura (cd. “isole salvagente”) per consentire al pedone di essere ancora più visibile e protetto.

 

Scrive inoltre il presidente Stefàno:

promuoveremo in Assemblea Capitolina un atto comune di indirizzo per la messa in sicurezza dell’attraversamento, …

 

Il che equivale a dire che la pericolosità di una strada finisce per essere notata da chi in realtà dovrebbe occuparsi della normativa, il quale provvede a suonare la sveglia, tramite atto di indirizzo, agli assessorati competenti.

 

A molti sembrerà ormai normale che qualsiasi iniziativa in tema di mobilità a Roma debba passare per il presidente Stefàno e la cosa va senz’altro a suo merito. Ma non è normale per niente!

 

Ci sono almeno un paio di assessori che prendono uno stipendio ogni mese per intervenire senza perdere un minuto in situazioni come quella di piazza Vittorio.

Perché non ha preso immediatamente l’iniziativa l’assessore alla mobilità, Pietro Calabrese? Egli dovrebbe avere in cima ai suoi pensieri la protezione degli utenti deboli della strada, perché quando manca la sicurezza questi ultimi ci rimettono le penne, fino a morire, com’è accaduto al professor Visentin.

Perché l’assessore ai lavori pubblici, Linda Meleo, non ha dato subito mandato ai suoi uffici di mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale omicida?

E infine perché nessuno del Municipio I ha pensato di intervenire in qualche modo affinché la “trappola per pedoni” venisse immediatamente disinnescata?

 

Purtroppo abbiamo imparato che a Roma la figura dell’assessore alla mobilità è sostanzialmente assente, con quello che occupa la poltrona, e prende lo stipendio, che passa il suo tempo a scrivere inutili post sulla sua pagina facebook.

L’assessore ai lavori pubblici è invece tutta concentrata ad asfaltare qua e là per Roma tratti di strada a casaccio, realizzando a tempo perso la segnaletica orizzontale, e mancando sistematicamente di migliorare la sicurezza dei luoghi dove interviene.

 

Dobbiamo solo sperare che il presidente Stefàno riesca a far intervenire qualcuno molto in fretta per mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale omicida.

Siamo però coscienti che in queste condizioni Roma rimane disseminata di migliaia di luoghi pericolosi per tutti gli utenti della strada. Con l’attuale amministrazione non c’è speranza che la cosa possa essere anche solo affrontata, nonostante l’impegno del presidente Stefàno.

È però assolutamente il caso che il tema della sicurezza stradale venga messo tra le priorità dei candidati a sindaco di Roma. Si tratta di un problema tutto sommato di facile soluzione, a patto che ci si applichi con il dovuto impegno.

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