Aree verdi in abbandono: adottiamole

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I cittadini ripuliscono un parco e le autorità li multano. E’ successo diverse volte suscitando l’ira dei volontari che esasperati dall’incuria si erano armati di buona volontà per ridare decoro a qualche area verde. Nel 2014, finalmente, una delibera comunale (la n.207) ha messo fine a questa situazione di incertezza e ha stabilito i criteri in base ai quali alcuni appezzamenti di verde pubblico possono essere affidati alle cure degli abitanti.

E’ grazie a questa delibera che alcuni giardinetti romani stanno cambiando faccia. Da luoghi in abbandono diventano piacevoli da vivere e frequentare.

I Volontari Decoro XIII° avevano iniziato a prendersi cura delle aiuole di largo Boccea in modo “clandestino”. Quello slargo è adesso perfino un punto di ritrovo per i giovani e nessuno si azzarda a lasciare bottiglie o lattine sul marciapiede. Da alcune settimane, i Volontari hanno sottoscritto un protocollo di intesa con Ama e Municipio grazie al quale hanno una regolare autorizzazione a sostituire le piante, innaffiarle, rimuovere i rifiuti, effettuare le potature. Insomma una sorta di investitura ufficiale che si sono guadagnati con il loro lavoro.

largo boccea

Le aiuole di Largo Boccea curate dai volontari

largo boccea 3

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Il progetto si chiama “Adottiamo un’area verde” ed ha un limite a nostro avviso: è aperto solo ad associazioni e comitati di quartiere. Se un gruppo di cittadini decide di dividersi il lavoro lo deve fare solo costituendosi in associazione o comitato. Il che comporta avere un codice fiscale, una registrazione in Camera di Commercio, uno Statuto. Insomma una procedura un pò farraginosa che non tutti possono seguire.

Forse sarebbe il caso di rendere le cose leggermente più semplici ma intanto i più tenaci ed organizzati non si sono lasciati spaventare dalle pastoie burocratiche e sono andati avanti. E’ il caso appunto dei Volontari del 13°  Municipio che seguono con cura il giardinetto Francesco Fiori (intitolato ad uno dei fondatori del gruppo Bastacartelloni) ed lo stesso hanno fatto i residenti della zona Parioli che da aprile seguono il verde di piazza Don Minzoni.

La rotonda era – come quasi tutto il verde romano – allo stato brado. Non si riusciva più ad entrarci a causa della crescita incontrollata delle piante. L’avvocato De Rosa che abita nella zona ha riunito attorno a se molti cittadini ed è nato così un comitato che ha firmato il protocollo di intesa col comune. Il piazzale ora viene pulito una o due volte a settimana e a settembre subirà anche un abbellimento con nuovi alberelli che sono stati acquistati dagli abitanti.

 

giardino don minzoni

Piazza Don Minzoni finalmente in ordine

 

giardino don minzoni2

 

 

Purtroppo dopo aver ripulito l’area, uno dei pini ha mostrato la sua debolezza e la scarsa manutenzione: un ramo pericolante mette a rischio la permanenza su uno dei due lati del giardino che è stato recintato sempre dagli abitanti che hanno sollecitato un intervento del comune.

giardino don minzoni4

giardino don minzoni3

 

Ma al di là di questo contrattempo, non occorre spaventarsi per adottare un’area verde, ha spiegato l’avvocato De Rosa,  perchè fare la domanda è stato più facile del previsto: si fa tutto via email e i moduli sono facilmente scaricabili su internet. L’ostacolo, dunque, è solo quello relativo all’associazione da costituire. Ma l’esempio di questi due gruppi va seguito con attenzione perchè sono tanti i giardini di Roma che hanno bisogno del volontariato.

 

 

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