Ancora storiacce di taxi

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katana

Purtroppo le cronache romane continuano ad occuparsi di taxi per episodi mai edificanti.

L’incredibile episodio di piazza Barberini degli inizi di aprile, dove un tassista ha mandato in ospedale un anziano che aveva sostato la propria auto nell’area taxi, ha vuto per ora un esito beffardo; il questore di Roma ha infatti riservato una mera ammonizione al tassista, un “avviso orale” che invita l’uomo a tenere una condotta conforme alla legge, rischiando misure di prevenzione più gravi in caso contrario. La licenza del tassista rimane per il momento sospesa ma c’è il timore che presto anche la sospensione verrà revocata e l’uomo riprenderà il suo delicato mestiere come nulla fosse.

 

Altra assurda storia qualche giorno fa, quando un tassista romano ha sottratto il bagaglio ad una turista tedesca. La denucia della donna ha portato alla perquisizione dell’abitazione del tassista in cui è stato trovato non solo il bagaglio rubato ma anche tanti altri effetti, passaporti e documenti d’identità provenienti da altri furti. Inoltre è emerso che l’uomo aveva a suo carico diverse altre denunce per fatti simili. Chissà perché in questo caso non è scattata la sospensione della licenza dopo i primi episodi; e chissà come si comporterà ora l’amministrazione: l’autista verrà definitivamente sospeso o gli si darà la possibilità di “alleggerire” altri turisti?

 

Infine è notizia di oggi la sospensione cautelativa della licenza per 30 giorni al tassista che a metà marzo ha minacciato un collega con una spada giapponese che teneva in auto (!?!). L’episodio avvenne nel parcheggio taxi della stazione Termini e fu causato da una discussione per accaparrarsi una corsa verso Fiumicino. Immaginiamo che passati i 30 giorni anche questo autista ricomincerà la sua attività come nulla fosse, in attesa che magari “sbrocchi” un’altra volta.

 

Che i tassisti se ne rendano conto o meno, il loro è un lavoro delicato, in quanto si prendono in carico delle persone che a loro si affidano totalmente per un tempo più o meno prolungato. Chi sale su un taxi deve portersi fidare della capacità dell’autista di saper guidare in sicurezza, della correttezza dello stesso in merito al percorso scelto ed alla tariffa richiesta. E l’affidabilità del tassista dovrebbe essere garantita dal chi amministra le loro licenze, ossia il Comune di Roma. Ebbene se quest’ultimo non fa il suo dovere di controllore, il risultato è che un numero imprecisato di tassisti, neanche pochi si direbbe, avranno buon gioco a fare carne di porco dei loro passeggeri, specialmente di quelli più indifesi, turisti in primis.

È quindi indispensabile che il Comune sia rigoroso sul rispetto delle norme di comportamento da parte dei tassisti ed elimini dalla categoria quelli che non dimostrino di essere assolutamente integerrimi. E questo non per cattiveria gratuita ma per tutelare sia turisti e cittadini indifesi, sia i tanti tassisti che il loro lavoro lo fanno bene e con coscienza.

Da alcune dichiarazioni recenti dell’assessore Improta veniamo a sapere che soltanto in presenza di una condanna definitiva si può procedere alla revoca dell’iscrizione al ruolo della Camera di Commercio, indispensabile per il rilascio della licenza. Che allora si proceda senza altro indugio a modificarla la normativa. E non sarebbe male che fossero le stesse associazioni di tassisti a farsi promotrici delle modifiche.

C’è il Giubileo alle porte ed il rischio che si trasformi in una specie di mattanza per i pellegrini ed i turisti è assolutamente concreto.

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