Ancora abusi nell’utilizzo dei permessi disabili

bastardo

Degli utilizzi scorretti dei permessi disabili per gli autoveicoli ci eravamo occupati a luglio dello scorso anno, prendendo spunto da un dettaglio di una delle storie di Mafia Capitale. Ci eravamo poi tornati ad agosto dello stesso anno con un’altra storia poco edificante e torniamo a farlo oggi, allacciandoci alla recente notizia dell’abuso di un permesso disabili da parte di Francesca Immacolata Chaouqui, arrestata con monsignor Lucio Angel Vallejo Balda per le carte trafugate in Vaticano.

Stando a quanto scrive il Corriere romano, la signora avrebbe sistematicamente utilizzato il permesso disabili della zia deceduta per attraversare la ZTL del centro storico. Si direbbe che costei non sia proprio un’aquila, giacché la targa del suo veicolo non era associata al permesso che esponeva, con la conseguenza che ogni volta che passava i varchi elettronici veniva sanzionata. Ma per ovviare al pagamento delle sanzioni la signora aveva presentato ricorso per tutti i verbali presi, quasi un centinaio. Peccato per lei che per una volta le cose hanno funzionato come si deve ed il decesso della zia sia stato verificato prontamente, con conseguente decadenza del permesso disabili e denuncia della signora per truffa aggravata.

Davvero poco scaltra la tipa. Le sarebbe infatti bastato comunicare la propria targa all’agenzia della mobilità come parte del permesso disabili della zia per avere libero accesso a tutte le ZTL cittadine, inclusa quella del Tridente, senza mai rischiare alcun verbale.

Già perché ogni permesso disabili ha diritto a dichiarare tre targhe di autoveicolo che possono accedere liberamente a tutte le ZTL cittadine, a prescindere che il titolare del permesso sia o meno sul veicolo. E l’utilizzo di un tale espediente si è sempre più diffuso tra l’indomita popolazione di furbi romani, tanto da far pensare a vere e proprie transazioni commerciali per poter usufruire del privilegio. Da quando infatti i costi dei permessi ZTL sono stati aumentati a dismisura (con i residenti della ZTL centrale che hanno subito un aumento del 1300%!?!), la possibilità di accedere gratuitamente a tutte le ZTL cittadine ha un valore di diverse centinaia di euro ed è verosimile che in molti siano disposti a riconoscerlo un tale valore.

Ai tempi dell’introduzione della pedonalizzazione del Tridente chi scrive provò a far presente al Sindaco Marino che espandere sempre più le aree pedonali senza risolvere in qualche modo gli abusi nell’utilizzo dei permessi disabili avrebbe favorito sempre più i furbi e le violazioni, ma già al tempo il sindaco aveva dimostrato di essere incapace di recepire le istanze dei cittadini.

Stessi rilievi sono stati fatti a suo tempo sia alla presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, che al Comandante Clemente, ma la prima deve aver giudicato il problema al di fuori della sua portata, comprensibilmente, mentre il secondo probabilmente lo considera impossibile da affrontare con le risorse, capacità ed uomini oggi a disposizione della PLRC.

Chi scrive invece pensa che questo problema sia l’ennesimo esempio di come a Roma vengano premiati l’intrallazzo, il comportamento difforme e la furbizia illecita.

Purtroppo non possiamo che attendere il nuovo governo cittadino per sperare in qualcuno che voglia affrontare la questione, visto che il commissario Tronca non appare in grado di star dietro neanche alla banale quotidianità (e tanto per rimanere in tema di disabili, non è riuscito ad incidere di una virgola sui comportamenti più vergognosi che costoro sono costretti a subire).

Nel frattempo continueremo a registrare le notizie sugli abusi nell’uso dei permessi disabili, quelli perpetrati da personaggi noti e che quindi assurgono agli onori delle cronache, ben sapendo che per ogni abuso che emerge ce ne saranno a centinaia che rimangono impuniti. Cominciò anni fa l’ex-comandante dei vigili Catanzaro, licenziato da Veltroni perché pescato ad utilizzare un permesso disabili smarrito; recentemente c’è stato il caso del direttore tecnico di Ostia pizzicato ad utilizzare il permesso di un notorio boss mafioso; oggi leggiamo dei presunti abusi della Chaouqui. E purtroppo non finirà qui.

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