Anarchia al Pantheon

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Se ci è dovuto arrivare il ministro per lo Sviluppo Economico che nel centro di Roma si è ormai all’anarchia, vuol dire che la situazione ha oltrepassato ogni limite.

L’anarchia si manifesta con la sosta selvaggia di auto e moto un po’ ovunque, con gli allestimenti di bar e ristoranti sempre abusivi, in parte o totalmente, oppure con i venditori ambulanti che occupano militarmente vie e piazze.

Un altro aspetto di questa anarchia è l’attività dei cosiddetti ‘artisti di strada’, teoricamente disciplinata da un apposito regolamento ma nei fatti lasciata alla libera interpretazione dell’artista di turno. Vi è un luogo in particolare, di cui abbiamo parlato a più riprese, dove la cosiddetta ‘arte di strada’ la fa da padrona in maniera sfrontata e stracciona, complice una macroscopica falla nella normativa e l’ormai totalmente sbracato lassismo della Polizia Locale. Si tratta di piazza della Rotonda, quella antistante al Pantheon, il monumento che nel 2016 è stato il secondo più visitato d’Italia dopo il Colosseo.

Ebbene in piazza della Rotonda da anni ormai si tengono concerti quotidiani senza limiti di orario e di volume acustico, costringendo chiunque voglia ammirare il Pantheon a farlo con un sottofondo musicale invadente e spesso del tutto cacofonico. Un paio di esempi:

 

 

 

Il problema normativo è l’assenza di piazza della Rotonda dall’elenco dei luoghi del centro storico meritori di tutela, così come previsti dal vigente regolamento sull’arte di strada. In quell’elenco vi è piazza Navona, piazza di Spagna, piazza del Popolo, perfino piazza Augusto Imperatore (!?!), ma non piazza della Rotonda, tutti luoghi in cui non è possibile utilizzare amplificatori e dove le esibizioni possono tenersi in punti ben precisi.

Ad una tale macroscopica falla normativa si aggiunge la totale anarchia ormai vigente in centro storico, per cui non vengono rispettati i limiti orari e si occupano porzioni enormi della piazza (a costo zero!) laddove il regolamento prevederebbe un solo metro quadro ad artista!

 

Ci arriveranno i ‘pattuglioni’ di Calenda ad occuparsi anche di questi problemi? Obiettivamente sarà difficile, occupati come saranno a reprimere tutte le altre violazioni. Eppure ci vorrebbe tanto poco per risolvere questa bruttura, solo che qualcuno deicdesse di occuparsene.

Dell’assessore alla cultura del Comune si sono perse le tracce, così come della presidente della commissione cultura dell’Assemblea Capitolina, che aveva preso l’impegno di predisporre un nuovo regolamento per l’arte di strada (avrà trovato il compito troppo arduo?).

Magari se ne potrebbe occupare qualche soprintendenza, o addirittura il ministro Franceschini, il cui ufficio è a pochi metri dall’offesa quotidiana arrecata al Pantheon.

 

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3 Commenti

  1. Mirella Belvisi

    L’anarchia potrebbe finire se Regione Lazio e MIBACT si decidessero a dare la tutela paesaggistica che hanno dato fin dal 2007 a tutti i Centri storici dei Comuni del Lazio tranne che a quello di Roma. La ragione portata è una vera falsità. Il PTPR ( Piano Territoriale Paesaggistico Regionale ) modificato da quello del 2007 da Zingaretti e che, per ora, e stato votato solo dalla Giunta scrive nella normativa che il Centro storico di Roma ( e gli altri siti UNESCO del Lazio) non hanno la tutela paesaggistica perché le regole le deve dare il Piano di Gestione previsto per i siti Unesco. Tale piano non dà tutele prescrittive ma solo linee guida. Il piano di gestione deve farlo il Comune. Per Roma esisteva da alcuni anni ed è stato lasciato in un cassetto e infine è stato approvato con tutti i suoi poteri dal Commissario Tronca. Nel Piano si chiede alle istituzioni di dare la tutela paesaggistica.

  2. Mirella Belvisi

    L’anarchia potrebbe finire se Regione Lazio e MIBACT si decidessero a dare la tutela paesaggistica che hanno dato fin dal 2007 a tutti i Centri storici dei Comuni del Lazio tranne che a quello di Roma. La ragione portata è una vera falsità. Il PTPR ( Piano Territoriale Paesaggistico Regionale ) modificato da quello del 2007 da Zingaretti e che, per ora, e stato votato solo dalla Giunta scrive nella normativa che il Centro storico di Roma ( e gli altri siti UNESCO del Lazio) non hanno la tutela paesaggistica perché le regole le deve dare il Piano di Gestione previsto per i siti Unesco. Tale piano non dà tutele prescrittive ma solo linee guida. Il piano di gestione deve farlo il Comune. Per Roma esisteva da alcuni anni ed è stato lasciato in un cassetto e infine è stato approvato con tutti i suoi poteri dal Commissario Tronca. Nel Piano si chiede alle istituzioni di dare la tutela paesaggistica.

  3. Roberto

    Grazie Mirella!
    Ancora un caso in cui la Regione Lazio ha responsabilità gravi che però solo I più informati conoscono.

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