Ampliamento OSP: tutto annunci e niente sostanza

Dopo mesi passati a lisciare il pelo agli esercenti senza lavorare a nulla, l'amm.ne partorisce un topolino inutile per gli onesti ma potenzialmente disastroso se sfruttato dai furbi

Lo scorso sabato avevamo parlato della delibera di Giunta Capitolina con cui l’amministrazione intendeva sostenere gli esercizi di somministrazione concedendogli spazio pubblico ulteriore per rispettare il distanziamento.

Avevamo letto il testo che era stato proposto alla Giunta ma non quello effettivamente approvato, che al tempo non era stato ancora pubblicato sull’Albo Pretorio.

Oggi il testo finale è conosciuto e rispetto alla prima bozza sono state eliminate alcune previsioni, come la possibilità di posizionare l’OSP fino a 25 metri dal locale, nel caso non vi sia spazio nel fronte, oppure il superamento del catalogo degli arredi. Sono inoltre stati resi noti i “criteri minimi” che le nuove OSP devono rispettare e in molti, con sorpresa, ci si è resi conto che i roboanti proclami dell’amministrazione, sindaco Raggi in testa, erano in gran parte parole al vento.

A Roma da lunedì prossimo i titolari di bar e ristoranti potranno subito ampliare i loro spazi all’aperto per i tavolini, fino al 35% in più …” aveva scritto Virginia Raggi subito dopo l’approvazione della delibera di Giunta e dello stesso tenore è ancora la comunicazione sulle pagine web di Roma Capitale, mentre invece la realtà è che applicando i criteri minimi saranno ben poche le attività commerciali che potranno ampliare le proprie OSP, particolarmente in centro storico.

Della cosa si sono accorti anche gli esercenti che, dopo settimane di salamelecchi ad un’amministrazione che appariva voler concedere qualsiasi cosa, si sono resi conto che quanto ottenuto è ben poca cosa.

Noi di queste circostanze eravamo consapevoli fin dall’inizio, tant’è che a metà aprile ci chiedevamo come potesse non sapere il sindaco Raggi che le OSP vengono sempre rilasciate per la massima superficie concedibile sulla base di norme sovraordinate a quelle comunali e quindi non superabili. Sarà che lei continua ad affidarsi ad apprendisti stregoni come il presidente Coia o l’assessore Cafarotti, elementi digiuni di diritto e pratica amministrativa che però si guardano bene dall’affidarsi a chi nell’amministrazione certe competenze le ha.

 

Al momento quindi ci ritroviamo con la delibera di Giunta Capitolina n.87 del 22 maggio che ha apportato le modifiche rese possibili dal “decreto rilancio” del governo, modifiche che però, in assenza di interventi sulla normativa comunale in materia di OSP, hanno un’efficacia alquanto limitata.

Per intervenire su tale normativa è infatti necessario un passaggio in Assemblea Capitolina e per questo, contestualmente alla delibera n.87, la Giunta ha anche adottato un’altra delibera che andrà in aula. Dovendo però fare tutto l’iter passando per i pareri dei municipi, tale delibera non potrà essere discussa in Assemblea Capitolina prima di un mese e mezzo.

 

Un bel pasticcio quindi quello preparato dall’amministrazione Raggi per gli esercenti che speravano di approfittare di misure di favore per garantire il distanziamento ai propri clienti. Il pasticcio in realtà è doppio, perché se da una parte c’è ben poco da fare per gli esercenti che vorranno rispettare le norme, per gli altri che vorranno fare i furbi si aprono praterie di illegalità che saranno impossibili da controllare.

Seguendo infatti i proclami di Raggi & Co., è sufficiente presentare una richiesta di ampliamento o di creazione di una OSP per poter contestualmente installare i propri arredi.

… basterà una comunicazione online, con allegata planimetria, e si potranno allestire immediatamente i dehors aumentando lo spazio a disposizione. Il rilascio della concessione sarà successivo, così come i controlli sul rispetto delle nuove regole.

Ci lasciamo alle spalle le lungaggini burocratiche e, nel caso del Centro Storico, le attese interminabili di mesi e mesi per il rilascio dei permessi o addirittura per un rigetto della domanda.

 

Ma sì, basta con le lungaggini burocratiche, si proceda da subito con le nuove installazioni e poi ci sarà tempo, fino a 60 giorni, per i controlli e il rilascio della concessione. E se qualcuno vorrà fare il furbo e metterà gli arredi dove non dovrebbe, magari troppo vicino ad un monumento o davanti ad un portone? E che volete che sia, ci sarà da avere un po’ di pazienza, una sessantina di giorni al massimo e poi si potranno dare altri sette giorni all’esercente furbetto per rimuovere gli arredi fuori posto e se non lo farà partirà la rimozione coatta che al minimo impiega qualche mese per essere eseguita. E il giorno successivo alla rimozione l’esercente potrà rifare lo stesso giochetto sfruttando per altri mesi illecitamente il suolo pubblico senza pagare un euro.

Senza contare che grazie al messaggio inviato a tutti dall’amministrazione (del tipo “installate a volontà che tanto per i controlli ci sarà tempo”) c’è da aspettarsi un numero esorbitante di domande che manderanno definitivamente in tilt gli uffici del Municipio I, quello dove risiede la stragrande maggioranza del commercio cittadino.

 

Chissà perché a Milano invece del superamento delle “lungaggini burocratiche” stile Raggi hanno deciso di procedere con gli ampliamenti delle OSP subordinando l’installazione degli arredi alla verifica delle richieste da parte degli uffici del Comune. Non si dirà mica che a Milano siano insensibili alle esigenze del commercio … Al contrario, lì si è scelto di fare le verifiche preliminarmente anche per assicurare un trattamento equo a tutti gli esercenti, ad esempio lavorando insieme le richieste di OSP per gli stessi luoghi così da coordinarle concedendo un po’ a tutti. Nella Roma a 5 stelle invece si è scelto di seguire l’ordine di presentazione delle richieste, per cui l’esercente più svelto può accaparrarsi tutto lo spazio disponibile in una certa via e gli altri sono costretti a rimanere a bocca asciutta.

 

A Roma, con un tessuto urbanistico enormemente più delicato, si è scelto invece il far west alla Raggi, mentre se si fosse voluto aiutare veramente il commercio, si sarebbero rafforzati enormemente gli uffici preposti mettendoli in condizione di lavorare le pratiche con grande celerità.

 

Per chi fosse interessato a conoscere più in dettaglio i provvedimenti approvati, consigliamo la lettura delle pagine di VAS ad essi dedicate.

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