Ambulanti: “Ridateci via Tuscolana o la blocchiamo”

Abbiamo più volte criticato il presidente della commissione commercio Andrea Coia per il suo atteggiamento troppo accomodante con gli ambulanti romani e per la sua riforma che ha solo incancrenito la grave situazione attuale. Nei giorni scorsi, però, non abbiamo esitato a riconoscergli il merito di aver appoggiato la battaglia di Monica Lozzi, la presidente del VII° Municipio, che ha avuto il coraggio di delocalizzare le bancarelle da via Tuscolana a via Tito Labieno.

Si tratta di una serie di banchi che – come dimostrato dal nostro reportage di esattamente due anni fa – invadevano il marciapiede in tutta la parte più commerciale della zona, impedendo il passaggio dei pedoni, nascondendo le vetrine dei negozi, parcheggiando i furgoni in doppia fila. Insomma il solito mercato da terzo mondo che i romani conoscono bene.

Ma la reazione degli ambulanti allo spostamento in un’area limitrofa è emblematico dell’atteggiamento di chi si ritiene il padrone delle strade. Per 3 giorni di seguito hanno paralizzato la Tuscolana, rallentando il flusso delle auto e provocando enormi disagi alla cittadinanza. La foto di RomaToday mostra la strada in tre diversi momenti, sempre congestionata per i furgoni dei bancarellari che appositamente camminavano a passo d’uomo, facendo frequenti e ingiustificate soste.

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Il giorno prima avevano inscenato un’altra protesta attraversando di continuo la strada per rallentare il traffico. Vogliono che lo spostamento in via Tito Labieno sia annullato. Vogliono restare sui marciapiedi perché solo così intendono il loro commercio. Il gestore medio romano delle bancarelle si è così abituato a stare nello stesso punto dei negozi che non concepisce di poter operare nei mercati, come avviene in tutto il mondo. E così, a via Cola di Rienzo di fronte a Tiffany c’è chi vende mutande e calzini. A via Ottaviano, accanto a Benetton, c’è il banco di custodie per cellulari ad un euro. E a piazza Esedra, di fronte ad Eataly, c’è l’ambulante che espone pentole e apriscatole. Con la differenza che Tiffany, Benetton, Eataly pagano fior di affitti per operare in luoghi così prestigiosi, fior di tasse, fior di contributi per il personale. Come si fa, dunque, a pensare che nello stesso luogo possa operare chi non paga tasse, affitto, tiene i dipendenti extracomunitari in nero?

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Ecco perché ovunque in Europa, gli ambulanti si trovano solo nei mercati o nei luoghi destinati a mercato a rotazione. Ma in nessuna città troverete bancarelle stanziali sulle vie più commerciali. Immaginatevi un banco a Londra su Oxford Street, o Parigi sulla rue Saint Honoré che pretenda di collocarsi davanti alle vetrine! Sarebbe rimosso dopo 5 minuti.

Ecco perché il provvedimento di Monica Lozzi va nella giusta direzione: europeizzare Roma e soprattutto garantire ai negozianti il rispetto del loro spazio vitale, ai pedoni del loro passaggio e alla città di un decoro dignitoso.

Siamo certi che l’assessore Meloni, Monica Lozzi, Andrea Coia e gli altri esponenti 5stelle che fino ad oggi si sono mostrati troppo vicini alla lobby delle bancarelle, capiscano che questa volta non possono tornare indietro. Che debbono mandare vigili e polizia a rimuovere eventuali blocchi operati dagli ambulanti sulla Tuscolana. Che questa deve essere la prima di tante altre strade di Roma da bonificare.

 

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