Allarme polveri sottili in Metropolitana

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Riprendiamo l’interessante illustrazione che Mercurio Viaggiatore fa del problema delle polveri sottili nelle metropolitane di Roma. ATAC sembra non voler fornire i dati delle rilevazioni trincerandosi dietro un presunto “segreto industriale”.

Se però ha ragione Mercurio a parlare di un problema di salute pubblica, è la Sindaca Raggi in persona che dovrebbe intervenire.

 

 

di Mercurio Viaggiatore (@mercuriopsi)

 

Si torna a parlare del rischio polveri sottili sotto la Metropolitana (PM10 e PM2,5), c’è una verifica della Procura di Roma in corso, ed è nata una discussione sulla mancata pubblicazione integrale degli esiti di uno studio commissionato da ATAC all’Università di Tor Vergata. Dal canto suo ATAC dice di aver dato tutti i chiarimenti ai lavoratori. Ma se i macchinisti subiscono un’esposizione prolungata, anche i pendolari sono esposti ad elevati picchi di inquinanti, che possono agire in maniera rilevante sulla salute respiratoria. Si tratta quindi di un problema di salute pubblica e non solo dei lavoratori addetti al servizio.

Da numerosi studi effettuati in Italia e in varie metropolitane del mondo, è emerso che le polveri sottili nelle metropolitane sono composte per lo più da ossidi di ferro, manganese e rame, e sono generate in larga parte dall’usura meccanica dei freni, ma anche dallo sfregamento tra i cavi elettrici della catenaria e il pantografo, e dall’attrito tra ruote e rotaie. Si possono trovare anche idrocarburi aromatici, gruppi carbonilici, funghi e batteri.

Il luogo più esposto in assoluto è la banchina, e la fase più critica è in fase di ingresso in stazione del treno, quando la turbolenza indotta dall’arrivo del convoglio provoca la ri-sospensione delle particelle già presenti, oltre all’apporto di nuove polveri dovute alla fase di frenatura. Nella fase di apertura porte, le polveri sottili ancora sospese in aria entrano nei vagoni. Particolarmente esposti al rischio sono i vagoni di vecchio tipo che viaggiano con i finestrini aperti.

Un sistema per contrastare questo fenomeno, oltre al lavaggio periodico delle gallerie, è la polverizzazione di acqua nelle gallerie delle stazioni. Le particelle d’acqua nebulizzata infatti intrappolano le microparticelle di polvere, facendole precipitare. Ma il modo più efficace in assoluto per abbattere in maniera drastica la concentrazione di inquinanti, è l’adozione delle porte di banchina a tunnel chiuso, che separa totalmente la banchina passeggeri dal tunnel in cui viaggia la metropolitana.

Le porte di banchina sono un sistema costituito da pareti alte fino al soffitto lungo tutta la banchina sul lato di arrivo del convoglio, intervallate da porte di vetro che si aprono in corrispondenza delle porte del treno esclusivamente quando arriva e si arresta il convoglio. A Roma sono già presenti sulla MetroC.

Con questo sistema si ottengono una serie di vantaggi:

  • prevenzione della caduta accidentale di persone sui binari, specialmente in caso di sovraffollamento della stazione
  • riduzione della caduta di oggetti sui binari, con minor rischio di incidenti o guasti
  • protezione della banchina dalle polveri presenti in galleria
  • miglior controllo della ventilazione e del clima nella stazione, che non è sottoposta a periodici sbalzi

 

Cosa si aspetta ad ammodernare le stazioni ed adottare questo sistema anche su MetroA e su MetroB?

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